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<title>Il blog di Luciano Muhlbauer</title><link>http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/</link>
<description>Il blog di Luciano Muhlbauer</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[QUESTO E’ L’ARCHIVIO STORICO DEL BLOG DI LUCIANO MUHLBAUER]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Questo &egrave; il vecchio blog di Luciano Muhlbauer e contiene tutti i post dal 2005 al dicembre 2014. Funziona ora come archivio storico. Se vuoi visitare il nuovo blog allora vai su <a href="http://www.lucianomuhlbauer.it/" target="_blank"><font color="#0563c1">www.lucianomuhlbauer.it</font></a> </span></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1145]]></link>
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	<dc:date>2015-01-11T17:58:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>lucmu</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[PROVINCIA COSTRETTA A RETROMARCIA, REVOCATA SALA AL RADUNO NAZI – CONFERMATE TUTTE LE MOBILITAZIONI ANTIFASCISTE!]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Alla fine la Provincia &egrave; stata costretta a fare retromarcia e il Presidente Guido Podest&agrave;, smentendo quanto dichiarato da lui stesso fino a cinque minuti prima, ha <a href="http://www.omnimilano.it/news_visualizza.php?Id=17556" target="_blank"><font color="#0563c1">revocato</font></a> la sala al raduno neonazista organizzato da Forza Nuova. Sul piano formale, la revoca &egrave; motivata dal fatto che il consigliere leghista Fusco ha dichiarato che non avrebbe partecipato al convegno (cosa che per&ograve; non era nemmeno prevista&hellip;), ma sul piano sostanziale &egrave; palese che la retromarcia di Podest&agrave; &egrave; la conseguenza diretta della mobilitazione degli antifascisti e delle antifasciste, che in queste ultime ore si stava allargando. Infatti, al presidio di domani pomeriggio davanti alla Camera del Lavoro si &egrave; aggiunto oggi anche la <a href="http://milanoinmovimento.com/news-stream/contro-forza-nuova-si-mobilitano-gli-studenti-antifascisti-di-milano" target="_blank"><font color="#0563c1">mobilitazione lanciata dagli studenti</font></a> del collettivo del liceo Leonardo da Vinci, che si trova nello stesso edificio della sala della Provincia e</span><span style="FONT-SIZE: 10pt">&nbsp;che ha raccolto l&rsquo;adesione di numerose realt&agrave; studentesche.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Niente raduno nazi in centro citt&agrave; e in una sala istituzionale quindi. Bene. Ma attenzione, questo non significa non ci sia pi&ugrave; il raduno. Infatti, Forza Nuova ha annunciato che questo si terr&agrave; lo stesso, nell&rsquo;orario programmato e in un albergo, l&rsquo;Hotel Milton Milano di via Enrico Annibale Butti 9, zona v.le Jenner (per mandare all'albergo proteste, mailbombing, quello che volete; tel. 02.66802366, fax 02.66802909, mail <a href="mailto:miltonmilano.mi@bestwestern.it"><font color="#3366ff">miltonmilano.mi@bestwestern.it</font></a> e <a href="mailto:info@miltonmilano.com"><font color="#3366ff">info@miltonmilano.com</font></a>). In questo momento non &egrave; per&ograve; chiaro se sar&agrave; effettivamente questa la nuova&nbsp;sede del raduno&nbsp;oppure se l&rsquo;annuncio di FN rappresenta un depistaggio, come successo tante altre volte. E non &egrave; nemmeno semplice sapere cosa succede effettivamente, poich&eacute; lo stesso Ministero degli Interni e i suoi organi periferici, cio&egrave; Prefettura e Questura, che in teoria dovrebbero impedire manifestazioni pubbliche di carattere neofascista e neonazista, si stanno invece adoperando perch&eacute; il raduno si possa realizzare senza problemi. Ma questo &egrave; un problema ormai risaputo.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Insomma, abbiamo ottenuto un primo risultato, impedendo l&rsquo;allucinante scempio di un raduno nazi ospitato dalle istituzioni, ma non &egrave; assolutamente il caso di abbassare la guardia e di smobilitare, poich&eacute; in nazifascisti domani saranno in citt&agrave;. Quindi, <b>tutte le mobilitazioni antifasciste di domani sono confermate, cio&egrave; il presidio degli studenti davanti al Leonardo a partire dalle ore 12.15 e quello davanti alla Camera del Lavoro alle ore 14.00</b>. Per il resto, come si suol dire, stay tuned.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><b><i><span style="FONT-SIZE: 10pt">Luciano Muhlbauer </span></i></b></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1143]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1143</guid>
	<dc:date>2014-12-19T18:19:01+01:00</dc:date>
	<dc:creator>lucmu</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[A MILANO RADUNO NAZI OSPITATO DALLA PROVINCIA – SABATO 20 H. 14 PRESIDIO ANTIFASCISTA]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Un convegno nazifascista in pieno centro citt&agrave; in uno spazio pubblico concesso dalla Provincia di Milano. Non &egrave; una battuta, ma &egrave; la triste realt&agrave; e dovrebbe accadere sabato 20 dicembre alle ore 16.00. La location &egrave; l&rsquo;auditorium di via Corridoni 16 a Milano. Secondo il programma comunicato dagli organizzatori, cio&egrave; Forza Nuova, saranno presenti rappresentanti del peggio che l&rsquo;Europa oggi sta producendo, dagli eurodeputati neonazisti di Alba Dorata (Grecia) e del Npd (Germania) ai neofascisti francesi, inglesi, spagnoli e svedesi. E tutto questo, appunto, con una copertura istituzionale pazzesca, visto che la sala &egrave; stata richiesta dal leghista Ettore Fusco (Sindaco di Opera e habitu&eacute; degli assalti ai campi rom),&nbsp;concessa dalla Provincia presieduta da Guido Podest&agrave; e che al convegno, secondo il programma, &egrave; previsto anche l&rsquo;intervento della Consigliera regionale lombarda Maria Teresa Baldini (eletta con la lista Maroni e da questa estate passata al gruppo misto).</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Solo chi ha le fette di salame sugli occhi poteva non aspettarsi che una cosa del genere sarebbe successa prima o poi. Da troppo tempo estremisti di destra, neofascisti e neonazisti di ogni risma e provenienza stanno puntando Milano, inondandola di iniziative di vario tipo, dai convegni ai concerti nazi, passando per le iniziative di piazza. E perch&eacute; non dovrebbero farlo? Milano &egrave; logisticamente comoda, &egrave; una preda ambita in quanto citt&agrave; medaglia d&rsquo;oro della resistenza e, soprattutto, in questa citt&agrave; i gruppi nazifascisti hanno trovato un&rsquo;agibilit&agrave; politica che in molti altri paesi europei neanche si sognano, come anche l&rsquo;anno che sta per finire ci ha ricordato. Infatti, da parte di Prefettura e Questura sono arrivate soltanto chiacchiere, ma mai un divieto o un&rsquo;iniziativa incisiva, e anche sinistra ci sono troppi che pensano che l&rsquo;antifascismo sia ormai <i>demod&eacute;</i>.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Si facciano pure gli appelli alle autorit&agrave;, affinch&eacute; la legalit&agrave; costituzionale venga rispettata, poich&eacute; questa &egrave; cosa giusta e doverosa, ma poi bisogna essere realisti e stare con i piedi per terra. Non c&rsquo;&egrave; alcuna volont&agrave; ufficiale di porre un freno all&rsquo;attivismo dei gruppi neofascisti, che anzi trovano nuova legittimazione nella brutta aria che tira in Europa e nelle iniziative di alcune forze politiche, come la Lega di Salvini.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">L&rsquo;antifascismo pu&ograve; essere efficace soltanto se &egrave; frutto dell&rsquo;impegno diretto dei cittadini e delle cittadine, se vive quotidianamente sui territori, sui luoghi di lavoro e di studio. Ecco perch&eacute; bisogna reagire in prima persona, come a Milano abbiamo fatto con il <a href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1100" target="_blank"><font color="#0000ff">bel corteo del 29 aprile</font></a> scorso, e come dovremo fare di nuovo sabato prossimo, 20 dicembre.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Milano non merita questo ennesimo fregio, con tanto di complicit&agrave; istituzionale. &Egrave; quasi natale, pensiamo -o cerchiamo di pensare ad altro- ma sabato prossimo troviamo il tempo per partecipare tutti e tutte alla <b>mobilitazione</b> <b>antifascista</b> che si terr&agrave; <b>sabato 20 dicembre</b>, alle <b>ore 14.00</b> davanti alla <b>Camera del Lavoro</b>, in c.so P.ta Vittoria 43, a Milano. &nbsp;</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Fate girare, cercate di esserci.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><b><i><span style="FONT-SIZE: 10pt">Luciano Muhlbauer</span></i></b></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1142]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1142</guid>
	<dc:date>2014-12-18T16:50:50+01:00</dc:date>
	<dc:creator>lucmu</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[ARRIVA NATALE E MARONI TAGLIA DI NUOVO I FONDI PER L’ISTRUZIONE - #17D H. 17.30 PRESIDIO ALLA REGIONE ]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Vi ricordate lo sciopero generale del 12 dicembre e la notizia degli scontri tra polizia e studenti davanti al Pirellone, sede del Consiglio regionale lombardo? Probabilmente s&igrave;, perch&eacute; praticamente tutti gli organi di informazione hanno sbattuto gli scontri in prima pagina o, meglio, hanno riproposto il solito clich&eacute; degli antagonisti desiderosi di scontrarsi sempre e comunque con le forze dell&rsquo;ordine. E cos&igrave;, quasi nessuno ha saputo la cosa pi&ugrave; importante, cio&egrave; che gli studenti vestiti da babbo natale avevano scavalcato la recinzione del Pirellone per restituire simbolicamente al Presidente Maroni il &ldquo;pacco&rdquo; dei tagli natalizi all&rsquo;istruzione.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Gi&agrave;, perch&eacute; ormai i tagli all&rsquo;istruzione sembrano essere diventati la nuova tradizione natalizia della&nbsp;Lombardia a gestione leghista. <a href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1070" target="_blank"><font color="#0000ff">Un anno fa</font></a> era toccato ai contributi regionali alle famiglie della scuola pubblica, tagliati brutalmente e quasi azzerati, pur di salvaguardare il privilegio dei 30milioni di euro di denaro pubblico consegnati alle famiglie della scuola privata. Quest&rsquo;anno, invece, dovrebbe toccare ai fondi regionali destinati al diritto allo studio universitario, che secondo quanto deciso nelle Commissioni che hanno discusso il bilancio regionale dovrebbero subire un taglio del 40%. </span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">La riduzione riguarda i fondi per il funzionamento degli enti per il diritto allo studio ed &egrave; nell&rsquo;ordine di 6 milioni di euro su un totale di 15. Qualora confermati dal Consiglio in sede di votazione del bilancio nella <a href="http://www.consiglio.regione.lombardia.it/c/document_library/get_file?uuid=5a5349ae-ea22-487e-85e9-6fa1f9883683&amp;groupId=38960" target="_blank"><font color="#0000ff">seduta del 22 e 23 dicembre</font></a> prossimi, i tagli metterebbe seriamente a repentaglio non solo i servizi erogati agli studenti, come per esempio le mense o gli alloggi, ma <a href="http://www.latobmilano.it/2014/12/i-lavoratori-cidis-contro-i-tagli-al-diritto-allo-studio/" target="_blank"><font color="#0000ff">gli stessi livelli occupazionali</font></a> nei servizi gestiti dal CIDiS (Consorzio Pubblico Interuniversitario per la gestione degli interventi per il diritto allo studio universitario). Infine, &egrave; bene ricordare che nel caso del diritto allo studio piove sul bagnato, cio&egrave; che dopo anni di tagli i fondi disponibili, sia per le borse di studio che per i servizi, sono ormai ridotti all&rsquo;osso. </span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Insomma, Maroni e la Lega sono come e peggio di Formigoni e Cl. Si salvaguardano comunque le proprie clientele politiche e gli interessi privati, mentre il taglio di fondi operati dal Governo vengono scaricati esclusivamente sulla scuola pubblica e sul diritto allo studio. </span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Considerata l&rsquo;entit&agrave; del bilancio regionale, i 6 milioni eventualmente risparmiati con i tagli al diritto allo studio sono davvero poca cosa. Considerata invece l&rsquo;esiguit&agrave; dei fondi per i diritto allo studio, questi 6 milioni sono tantissimi. In altre parole, questo taglio non &egrave; assolutamente sostenibile e giustificabile.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Comunque sia, poich&eacute; il silenzio e l&rsquo;immobilismo non cambiano mai nulla, bene hanno fatto gli studenti a recarsi al Pirellone il 12 dicembre scorso, come peraltro avevano fatto gi&agrave; un anno fa, prendendosi manganellate anche allora. Male hanno invece fatto gli organi di informazione a non parlare del vero problema, cio&egrave; dei tagli al diritto allo studio da parte del governo regionale.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">E benissimo fanno gli studenti a non fermarsi. &Egrave; stato infatti indetto per <b>mercoled&igrave; 17 dicembre</b>, alle <b>ore 17.30</b>, un <a href="https://www.facebook.com/Infopointdirittoallostudiomilano?ref=profile#!/events/857215184329187/" target="_blank"><font color="#0000ff">presidio</font></a> davanti al <b>Palazzo Lombardia </b>(MM Gioia), sede dell&rsquo;amministrazione regionale, per continuare a chiedere il ritiro di questi tagli. </span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Se potete, fateci un salto.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><b><i><span style="FONT-SIZE: 10pt">Luciano Muhlbauer</span></i></b></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1141]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1141</guid>
	<dc:date>2014-12-16T14:10:39+01:00</dc:date>
	<dc:creator>lucmu</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[#12D - LO SCIOPERO GENERALE IN MEZZO AL GUADO]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Venerd&igrave; 12 dicembre c&rsquo;&egrave; lo sciopero generale proclamato da Cgil e Uil. Gli obiettivi, ribaditi anche in questi giorni da Susanna Camusso, sono modificare il Jobs Act e la legge di stabilit&agrave;, cio&egrave; praticamente tutta la politica economica e sociale del governo Renzi. </span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Obiettivi senz&rsquo;altro in linea con le mobilitazioni di questo autunno e tecnicamente possibili, poich&eacute; la legge di stabilit&agrave; &egrave; tuttora in discussione e al Jobs Act mancano ancora tutti quei decreti attuativi che scriveranno la legge vera e propria (vedi <a href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1138" target="_blank"><font color="#0000ff">Liberi di licenziare</font></a>). Eppure, in giro si sentono molti dubbi, tra lavoratori e cassintegrati, precari e disoccupati, non tanto rispetto agli obiettivi in s&eacute;, ma piuttosto rispetto alla loro sostenibilit&agrave; e credibilit&agrave; politica. Insomma, molti si chiedono a cosa serva questo sciopero.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Dubbi che nascono da alcune domande rimaste senza risposta, tipo come mai lo sciopero era stato proclamato in una data in cui prevedibilmente il Jobs Act sarebbe gi&agrave; stato approvato? Oppure, come si pensa di poter raggiungere l&rsquo;obiettivo ora, considerato che non era stato raggiunto prima del 3 dicembre, quando la tensione sociale e lo scontro politico erano ben pi&ugrave; intensi? </span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Sono domande vere e dubbi giustificati che inevitabilmente fanno pensare alle tante, troppe manfrine dell&rsquo;epoca concertativa, dove prima si gridava alla rivolta di piazza per poi firmare le peggior cose in cambio di un piatto di lenticchie e di qualche privilegio per l&rsquo;apparato. Anzi, ultimamente non si facevano neanche pi&ugrave; le manfrine. E cos&igrave;, di fronte a questo 12 dicembre in molti non sono convinti. Ed &egrave; curioso notare che non sembrano crederci troppo neanche tanti funzionari e dirigenti della stessa Cgil, considerati i molti silenzi di questi giorni e il basso livello di mobilitazione di queste ultime settimane, esclusi ovviamente la Fiom e pochi altri settori.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Eppure, sbaglia chi pensa che siamo di fronte alla solita manfrina per riconquistare un posto a tavola (per l&rsquo;organizzazione) a qualunque prezzo (per i lavoratori). E lo dico non perch&eacute; pensi che siano cambiate le teste dei gruppi dirigenti, ma per il semplice fatto che &egrave; cambiato il contesto, lo scenario. In altre parole, la concertazione non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave;, non serve pi&ugrave;. Non ci sono pi&ugrave; i margini economici, non ci sono pi&ugrave; i rapporti di forza e non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; la volont&agrave; da parte del potere economico e politico.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Renzi non ha inventato nulla, sta semplicemente portando alle sue logiche conseguenze un processo in atto da tempo. Insomma, vuole fare quello che non &egrave; mai riuscito a Berlusconi e che invece avevano realizzato Reagan con i controllori di volo nel 1981e la Thatcher con i minatori quattro anni pi&ugrave; tardi, cio&egrave; imporre ai sindacati una sconfitta secca e strategica per poter poi ridisegnare l&rsquo;insieme delle relazioni industriali, indebolire la forza contrattuale dei lavoratori e delle lavoratrici e, di conseguenza, abbassare ulteriormente i livelli salariali. </span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">La situazione &egrave; questa e oggi la Cgil &egrave; costretta quasi suo malgrado a lottare, a praticare il conflitto. Non aveva fatto uno sciopero generale contro i governi Monti e Letta e contro la Riforma Fornero e ora lo proclama contro un&nbsp;governo presieduto dal capo del partito al quale &egrave; iscritto larga parte del gruppo dirigente della Cgil. E non pu&ograve; contare neanche sulla sponda della cosiddetta &ldquo;sinistra del Pd&rdquo;, piena zeppa di ex dirigenti sindacali, compreso l&rsquo;ex segretario generale, che si &egrave; letteralmente liquefatta di fronte alla prospettiva di perdere qualche poltrona.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Appunto, lo scenario &egrave; cambiato, radicalmente, e questo apre una contraddizione enorme. La crisi sociale &egrave; micidiale, la disoccupazione si fa sempre pi&ugrave; di massa, chi lavora non&nbsp;arriva alla fine mese e la Cgil, come organizzazione, deve lottare per la sua sopravvivenza. Ma i gruppi dirigenti, centrali e periferici, del sindacato non sono attrezzati, &nbsp;sono cresciuti nella scuola della concertazione e, a parte quelli della Fiom e poche altre eccezioni, non sanno pi&ugrave; come si fa conflitto. Anzi, faticano persino ad immaginarselo. </span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Il 12 dicembre e le sue ambiguit&agrave; e contraddizioni si spiegano cos&igrave;. Tuttavia, non si tratta della solita manfrina, ma &egrave; appunto un&rsquo;altra cosa, &egrave; una situazione nuova, magmatica e in attesa di definizione. Siamo in un momento sociale e politico di transizione e di gestazione di qualcosa, che potr&agrave; essere positivo o negativo, dipende. Anche e soprattutto per questo sarebbe sbagliato non esserci il 12 dicembre &ndash;cos&igrave; come negli altri giorni di mobilitazione di questo periodo- e non stare in mezzo ai lavoratori, precari e studenti che saranno in piazza. Perch&eacute; quello che verr&agrave; non dipende dal fato, ma come sempre dalle azioni degli uomini e delle donne.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Infine, eccovi gli appuntamenti di piazza del <b>12 dicembre</b> a <b>Milano</b>:</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><b><span style="FONT-SIZE: 10pt">ore 9.30, P.ta Venezia, corteo Cgil e Uil</span></b></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><b><span style="FONT-SIZE: 10pt">ore 9.30, L.go Cairoli, corteo degli studenti</span></b><span style="FONT-SIZE: 10pt"> medi e universitari (Rete Studenti, Casc, UdS, CCS, Collettivo Bicocca, Progetto Dillinger ecc.), che scenderanno in piazza non solo contro il Jobs Act, ma anche contro il progetto governativo della Buona Scuola. </span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Per quanto riguarda le <b>iniziative del 12 e 13 dicembre legate al 45&deg; anniversario della strage di piazza Fontana</b>, il cui ricordo sar&agrave; comunque presente nelle mobilitazioni dei lavoratori e degli studenti, vedi il nostro post <a href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1139" target="_blank"><font color="#0000ff">A 45 anni dalla strage di piazza Fontana, contro il fascismo di ieri e di oggi</font></a>.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1140]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1140</guid>
	<dc:date>2014-12-11T08:52:07+01:00</dc:date>
	<dc:creator>lucmu</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[A 45 ANNI DALLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA, CONTRO IL FASCISMO DI IERI E DI OGGI – SABATO 13 DIC H. 15 CORTEO P.ZZA XXIV MAGGIO]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Sono passati 45 anni dalla strage fascista e di Stato di piazza Fontana. Un anniversario importante per Milano e tutto il paese, che meriterebbe attenzione, riflessione e iniziativa o, perlomeno, un po&rsquo; di autentico rispetto. Invece se ne parla poco, troppo poco, come se fossimo di fronte a un dettaglio irrilevante del nostro passato e non alla prima strage di quella strategia della tensione che insanguin&ograve; il nostro paese con l&rsquo;avallo del potere costituito e con l&rsquo;unico fine di spezzare la mobilitazione di lavoratori e studenti e di impedire ogni cambiamento.&nbsp;O come se l&rsquo;impunit&agrave; per questa strage -e per altre- non fosse un&rsquo;infamia insopportabile.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Non se ne parla e non &egrave; colpa dello sciopero generale del 12 dicembre e nemmeno dello scorrere del tempo, ma piuttosto siamo di fronte al risultato di anni di strisciante revisionismo, di vacui discorsi sulla &ldquo;pacificazione&rdquo; e di banalizzazioni, di cui la fiction della Rai, <a href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1072" target="_blank"><font color="#0000ff">Gli anni spezzati</font></a>, mandata in onda il gennaio scorso, rappresenta forse l&rsquo;esempio pi&ugrave; lampante e desolante. Oggi la memoria collettiva &egrave; confusa e si fa persino confusione tra vittime e carnefici.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Non c&rsquo;&egrave; nulla di innocente in tutto questo, anzi, poich&eacute; proprio oggi ci sarebbe un enorme bisogno di ricordare, non per gusto della storia, ma per affrontare e decifrare il presente e il futuro. La liberazione dal nazifascismo, di cui tra pochi mesi si celebrer&agrave; il 70&deg; anniversario, le grandi lotte operaie e studentesche e le stragi messe in atto dai fascisti e coperte dai poteri dello Stato sono tutti fatti costituenti della nostra identit&agrave;. Oggi si vuole riscrivere il passato per cambiare questa identit&agrave;, per eliminare gli anticorpi e per legittimare nuovamente tesi, politiche e pratiche che sembravano espulsi dall&rsquo;orizzonte del possibile e dell&rsquo;accettabile. Infatti, se tutto &egrave; uguale a tutto, vittime e carnefici, innocenti e colpevoli, allora perch&eacute; sorprendersi se razzisti e nazifascisti si ripresentano sulla piazza come se fosse la cosa pi&ugrave; normale del mondo.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Guardiamoci attorno, anche soltanto a quello che &egrave; successo a Milano in questi ultimi mesi. Dall&rsquo;ennesimo concerto nazi tenutosi tranquillamente a Milano poche settimane fa alle <a href="http://milanoinmovimento.com/primo-piano/dopo-gratosoglio-anche-in-stadera-fascisti-protetti-dalla-polizia-antifascisti-caricati" target="_blank"><font color="#0000ff">calate di Forza Nuova</font></a> nei quartieri popolari di questi giorni, passando ovviamente da quel 18 ottobre, quando la Lega di Salvini si era presa piazza Duomo a braccetto con i neofascisti di Casa Pound.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">A destra si sta sdoganando alla grande e in molti, Salvini in primis, vedono aprirsi nuovi spazi disegnati dalla crisi sociale e dal vuoto lasciato dalla sinistra. Per fermare questa deriva non basta certo fare qualche manifestazione antifascista o coltivare la memoria storica. Ci vorr&agrave; ben altro, come penso tutti sappiamo molto bene, ma senza memoria e senza antifascismo non ci potr&agrave; mai essere un progetto e una pratica alternativi alla destra, perch&eacute; sarebbe un po&rsquo; come vendere l&rsquo;anima al diavolo.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><br /></span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Ma arriviamo alle iniziative in occasione del 45&deg;anniversario della strage di piazza Fontana:</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><b><span style="FONT-SIZE: 10pt">Sabato 13 dicembre</span></b><span style="FONT-SIZE: 10pt"> ci sar&agrave; una <b>manifestazione</b> cittadina. Appuntamento alle <b>h. 15.00</b> in <b>piazza XXIV Maggio</b>. Il corteo terminer&agrave; in piazza Fontana ed &egrave; promossa dal cartello <i>Milano Antifascista, Antirazzista e Meticcia</i>, che comprende diverse forze, da Memoria Antifascista ai centri sociali, dall&rsquo;Unione degli Studenti al Collettivo Bicocca, da alcuni circoli Anpi a Partigiani in Ogni Quartiere. Comunque, per saperne di pi&ugrave; e avere le info aggiornate, andate sulla pagina fb <font color="#0000ff"><a href="https://www.facebook.com/pages/Piazza-Fontana-2014/1526708520905878?fref=ts" target="_blank"><font color="#0000ff">Piazza Fontana 2014</font></a>.</font> </span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Vi segnalo, inoltre, che <b>venerd&igrave; 12 dicembre</b> si terr&agrave; la <a href="http://www.anpi.it/eventi/milano-programma-manifestazioni-per-il-45-anniversario-della-strage-di-piazza-fontana__20141212/" target="_blank"><font color="#0000ff">commemorazione ufficiale</font></a> della strage di piazza Fontana (corteo da piazza della Scala alle <b>h. 17.30</b>), mentre la mattina alle <b>h. 9.00</b> ci sar&agrave; un <a href="https://www.facebook.com/pages/Piazza-Fontana-2014/1526708520905878?fref=ts#!/events/730647713685692/" target="_blank"><font color="#0000ff">presidio</font></a> davanti al tribunale per la seconda udienza del <a href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1114" target="_blank"><font color="#0000ff">processo per i fatti del Manzoni</font></a>. </span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Infine, luned&igrave; <b>15 dicembre</b> ci saranno le iniziative in ricordo di Giuseppe Pinelli, che comprende anche un&rsquo;<a href="https://www.facebook.com/events/399596783526161/" target="_blank"><font color="#0000ff">assemblea pubblica</font></a> alle <b>h. 21</b> presso il Cs Leoncavallo.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Insomma, se pensate che la memoria sia una cosa importante e che alle destre fasciste e razziste&nbsp;non vada lasciata via libera, allora partecipate e fate partecipare.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><b><i><span style="FONT-SIZE: 10pt">Luciano Muhlbauer</span></i></b></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1139]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1139</guid>
	<dc:date>2014-12-09T15:18:10+01:00</dc:date>
	<dc:creator>lucmu</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[LIBERI DI LICENZIARE – COSA DICE E COSA NON DICE (ANCORA) IL JOBS ACT]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Il Jobs Act &egrave; legge dello Stato e cos&igrave; nel paese soffocato dalla disoccupazione di massa d'ora in poi&nbsp;non ci saranno pi&ugrave; ostacoli legali alla libert&agrave; di licenziare. Il Senato ha approvato la legge in maniera definitiva ieri sera, nella versione uscita dalla Camera il 25 novembre scorso e con</span><font size="2"> <span style="FONT-SIZE: 10pt">l&rsquo;ennesimo voto di fiducia. &nbsp;Tutto come previsto, nessuna sorpresa, nessun sussulto di dignit&agrave; in casa Pd, a parte un unico voto contrario e due assenti.</span></font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Ma cosa cambier&agrave; esattamente con questo benedetto Jobs Act, che secondo Renzi risollever&agrave; l&rsquo;economia nazionale, produrr&agrave; nuova occupazione e aiuter&agrave; i precari? Ebbene, non si sa ancora con precisione, poich&eacute; non si tratta di un testo legge gi&agrave; pronto per l&rsquo;uso, bens&igrave; di una </span><a href="http://dirittoditutti.giuffre.it/psixsite/Archivio/Articoli%20gi_%20pubblicati/Dizionario%20del%20diritto/default.aspx?id=509" target="_blank"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font color="#0000ff">legge delega</font></span></a><span style="FONT-SIZE: 10pt">, cio&egrave; di una delega al governo il quale scriver&agrave; poi in autonomia la legge vera e propria. E considerato che il diavolo si nasconde nei dettagli, specie quando parliamo di norme e leggi, dove una virgola o una parola possono cambiare tutto, questo non &egrave; certamente un fatto trascurabile.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Non a caso, in molti avevano sollevato dubbi di costituzionalit&agrave; rispetto alla scelta di (auto)sottrarre al Parlamento la podest&agrave; legislativa in materie cos&igrave; delicate e rilevanti come il lavoro e i diritti e le libert&agrave; dei lavoratori e delle lavoratrici. Comunque sia, i dubbi non avevano i numeri per imporsi e quindi ha prevalso anche nel metodo la strada gi&agrave; intrapresa a suo tempo da Berlusconi. Ebbene s&igrave;, perch&eacute; vi ricordate la cosiddetta <i>legge Biagi</i> di riforma del mercato del lavoro del 2003? Anche allora si procedette con una legge delega (legge 30/2003) e poi il governo scrisse la legge vera e propria con il d.lgs. 276/2003.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Sottolineo il fatto della delega per due motivi. Primo, perch&eacute; in troppi ora ci diranno che la questione &egrave; chiusa e che quindi possiamo anche stare a casa invece che scendere in piazza. Secondo, perch&eacute; i decreti legislativi che il governo adotter&agrave; in base alla legge delega potranno peggiorare ulteriormente il quadro.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Per capire quanto il discorso sia delicato basta considerare l&rsquo;<b>ampiezza della deleghe</b>, le <b>materie interessate</b> e i &ldquo;<b>principi e criteri direttivi</b>&rdquo;. Il governo potr&agrave; infatti adottare decreti legislativi finalizzati al &ldquo;riordino della normativa&rdquo; in materia di ammortizzatori sociali, servizi per il lavoro e di politiche attive, a definire &ldquo;disposizioni di semplificazione e razionalizzazione delle procedure&nbsp;e degli adempimenti&rdquo; in materia di &ldquo;costituzione e gestione dei rapporti di lavoro, nonch&eacute; in materia di igiene e sicurezza sul lavoro&rdquo; e, ovviamente, a scrivere un &ldquo;testo organico semplificato delle discipline delle tipologie contrattuali e dei rapporti di lavoro&rdquo;, alla quale poi si aggiungeranno gli interventi normativi in tema di &ldquo;maternit&agrave; e le forme di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro&rdquo;. </span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Insomma, il governo potr&agrave; intervenire a tutto campo e con ampi margini di discrezionalit&agrave;. Peraltro, i <i>principi e criteri direttivi</i> indicano assai chiaramente la direzione di marcia degli interventi. </span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">In primo piano, ci sono ovviamente gli interventi di <b>riscrittura dello Statuto dei lavoratori</b> (</span><a href="http://www.altalex.com/index.php?idnot=39728" target="_blank"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font color="#0000ff">legge 300/70</font></span></a><span style="FONT-SIZE: 10pt">), che andranno in direzione di un forte restringimento dei diritti e delle libert&agrave; del lavoratore o della lavoratrice e dell&rsquo;allargamento dei poteri e delle discrezionalit&agrave; del padronato. Anzitutto, l&rsquo;<b>articolo 18</b>, gi&agrave; manomesso dalla Riforma Fornero (allora non contrastata dal sindacato confederale, ad esclusione della Fiom), viene definitivamente fatto a pezzi, poich&eacute; il reintegro nel posto di lavoro viene abolito completamente in caso di licenziamento illegittimo per motivi economici, mentre rimarr&agrave; solo nel caso di &ldquo;specifiche fattispecie&rdquo; di licenziamento disciplinare ingiustificato e, ovviamente (perch&eacute; qui c&rsquo;&egrave; una questione di costituzionalit&agrave;), nel caso di licenziamento discriminatorio. In poche parole, il reintegro ci sar&agrave; soltanto per quei casi che nella realt&agrave; sono quelli pi&ugrave; difficili da dimostrare da parte della vittiman in sede giudiziaria. </span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Gli interventi sull&rsquo;art. 18 sono legati all&rsquo;introduzione &ldquo;<b>per le nuove assunzioni, del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all&rsquo;anzianit&agrave; di servizio</b>&rdquo;. Cosa sar&agrave; esattamente questo contratto (durata, modulazione delle &ldquo;tutele crescenti&rdquo; ecc.) non &egrave; scritto nel Jobs Act e sar&agrave; definito dai decreti attuativi. Comunque, la nuova disciplina sui licenziamenti varr&agrave; sicuramente per i &ldquo;nuovi assunti&rdquo; (che &egrave; un concetto slegato dall&rsquo;et&agrave; anagrafica e comprende anche quanti vengono ri-assunti nello stesso posto di lavoro), mentre non &egrave; chiaro cosa succeder&agrave; per gli altri lavoratori.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Poi ci saranno anche altri interventi sullo Statuto dei lavoratori, come quello che introdurr&agrave; la possibilit&agrave; di <b>demansionamento</b> del lavoratore entro determinati limiti (comunque derogabili dalla semplice contrattazione aziendale) e quello che prevede la &ldquo;revisione della disciplina dei <b>controlli a distanza</b>&rdquo; sull&rsquo;attivit&agrave; lavorativa, attualmente disciplinati in maniera restrittiva a tutela del lavoratore.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Ci saranno poi gli interventi che riguardano gli ammortizzatori sociali, dove si rilancia quanto gi&agrave; previsto dalla Riforma Fornero, cio&egrave; l&rsquo;introduzione dell&rsquo;<b>Aspi</b> (Assicurazione sociale per l&rsquo;impiego) come erogatore universale di indennit&agrave; di disoccupazione. Si tratta di uno strumento che ha suscitato molte aspettative, specie tra i precari e tra quanti oggi sono privi di accesso agli ammortizzatori, ma i punti ancora oscuri sono davvero troppi, a partire dall&rsquo;ammontare delle indennit&agrave;, della durata dell&rsquo;erogazione e dei requisiti d&rsquo;accesso. Inoltre, cosa pi&ugrave; che allarmante, l&rsquo;Aspi si dovr&agrave; fare sostanzialmente a costo zero e quindi <b>tendenzialmente sparir&agrave; la cassa in deroga e quelle ordinaria e straordinaria saranno probabilmente rimodulate</b>. Insomma, si rischia che il tutto finisca con il togliere a chi oggi percepisce forme di cassa integrazione per dare qualcosina a una parte di quanti oggi non hanno niente, riducendo per&ograve; complessivamente il livello delle tutele e delle prestazioni del sistema.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Persino nelle parti del Jobs Act che suonano positivamente, ci sono troppe cose non chiare oppure degli elementi di forte preoccupazione. Faccio soltanto due esempi. </span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Primo, &nbsp;si prevede di analizzare tutte le forme contrattuali esistenti e di realizzare dunque degli interventi di &ldquo;<b>semplificazione, modifica o superamento delle medesime tipologie contrattuali</b>&rdquo;. Tutto bello, suona bene, ma a parte questa affermazione un po&rsquo; troppo generica, usato per&ograve;&nbsp;nei comunicati stampa&nbsp;governativi per promettere la riduzione del numero dei contratti precari,&nbsp;non c&rsquo;&egrave;&nbsp;assolutamente nulla di concreto. </span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Secondo, anche nel caso delle <b>cure parentali</b>, della maternit&agrave; e della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, che giustamente vengono considerate delle cose molto importanti, siamo ad affermazioni piuttosto generiche. Ma poi c&rsquo;&egrave; all&rsquo;improvviso un dettaglio che suscita qualche preoccupazione: nel caso di &ldquo;lavoratore genitore con figlio minore che necessita di presenza fisica e cure costanti per le particolari condizioni di salute&rdquo;, si prevede la possibilit&agrave; che un altro lavoratore dell&rsquo;azienda ceda &ldquo;tutti o parte dei giorni di riposo aggiuntivi&rdquo; al suo collega in difficolt&agrave;. La solidariet&agrave; tra lavoratori &egrave; sacra, beninteso, ma qui c&rsquo;&egrave; il legittimo sospetto che il governo voglia fare il furbo e scaricare il peso di un welfare sempre pi&ugrave; magro sulle spalle dei lavoratori.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">In conclusione, se ce l&rsquo;avete fatta ad arrivare fino a qui, vi consiglio di leggere il testo della legge delega approvato. Guardatevi questa </span><a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00814374.pdf" target="_blank"><span style="FONT-SIZE: 10pt"><font color="#0000ff">versione</font></span></a><span style="FONT-SIZE: 10pt">, perch&eacute; cos&igrave; vedete anche le parti modificate dalla Camera settimana scorsa. &Egrave; utile, perch&eacute; cos&igrave; si capisce anche che il famoso maxiemendamento, spacciato come &ldquo;miglioramento&rdquo; e grande conquista da una parte della &ldquo;sinistra del Pd&rdquo;, rappresenta in realt&agrave; il nulla.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><b><i><span style="FONT-SIZE: 10pt">Luciano Muhlbauer</span></i></b></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1138]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1138</guid>
	<dc:date>2014-12-04T08:38:09+01:00</dc:date>
	<dc:creator>lucmu</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[UN FALLIMENTO CHIAMATO ALER]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><i><span style="FONT-SIZE: 10pt">Articolo di Luciano Muhlbauer pubblicato su il Manifesto del 28 novembre 2014</span></i></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">A Milano &egrave; esplosa la questione abitativa o, meglio, la questione case popolari. Doveva succedere prima o poi, perch&eacute; in tempi di crisi sociale il prolungato e colpevole abbandono a s&eacute; stessa dell&rsquo;edilizia popolare non poteva che tradursi in deflagrazione. Eppure, oggi &nbsp;in troppi fingono sorpresa e gridano all&rsquo;untore, cio&egrave; all&rsquo;&rdquo;occupante abusivo&rdquo;, a partire da quanti portano la responsabilit&agrave; politica e istituzionale dell&rsquo;attuale stato di cose.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Ma diamo un po&rsquo; di numeri, perch&eacute; a volte sono pi&ugrave; illuminanti di mille discorsi. A Milano ci sono circa 68mila abitazioni popolari, di cui 29mila sono del Comune e il resto dell&rsquo;Aler, l&rsquo;azienda di Regione Lombardia. Di queste quasi 4.000 risultano occupate e 9.700 sfitte, a volte da anni. Il tasso di morosit&agrave; tra gli inquilini regolari &egrave; del 30% e in lista d&rsquo;attesa sono in quasi 25mila. E poi ci sono le manutenzioni mai fatte, gli sprechi ingiustificabili eccetera. </span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Insomma, &egrave; la fotografia di un fallimento e fallita &egrave; praticamente anche l&rsquo;Aler di Milano: il buco di bilancio ammonta a 345 milioni, secondo la <a href="http://www.affaritaliani.it/static/upl2014/repo/reportaler.pdf" target="_blank"><font color="#0000ff">due diligence</font></a> di un anno fa. Un deficit stratosferico, provocato dalla mala gestione del centrodestra regionale, dagli insensati aumenti d&rsquo;affitto alle rovinose avventure immobiliari <a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/14_gennaio_28/aler-affari-falliti-libia-ristrutturare-palazzi-gheddafi-5cbdd4e4-87ec-11e3-bbc9-00f424b3d399.shtml" target="_blank"><font color="#0000ff">in Libia</font></a>, passando per l&rsquo;<a href="http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2012/10/10/784637-Zambetti-Arrestato-Assunse-Aler-Figlia-Boss-Ndrangheta-Costantino.shtml" target="_blank"><font color="#0000ff">arresto</font></a> dell&rsquo;allora assessore alla casa della Giunta Formigoni-Lega, perch&eacute; accusato di intrallazzare con la &lsquo;ndrangheta. </span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">La situazione &egrave; questa e cos&igrave; succede che in mezzo agli ormai quotidiani sgomberi e allarmismi mediatici il Presidente dell&rsquo;Aler Milano, l&rsquo;ex Prefetto Lombardi, uomo di fiducia di Roberto Maroni, dichiari candidamente che non ci sono soldi e che &ldquo;non possiamo fare nulla, n&eacute; ristrutturare n&eacute; fare manutenzione&rdquo;. Ergo, le case sfitte rimarranno sfitte e quelle sgomberate rimarranno vuote.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Molto pi&ugrave; facile allora buttarla in caciara, invocare l&rsquo;esercito e agitare i manganelli. &Egrave; un gioco squallido che allontana ogni soluzione reale, ma che &egrave; tremendamente comodo e magari paga pure. Lo giocano un po&rsquo; tutti, da Salvini al governo Renzi, che con il Ministro Lupi si era infatti inventato il famigerato <a href="http://www.dinamopress.it/news/lart-5-del-piano-casa-di-renzi-e-lupi-e-il-diritto-ad-esistere" target="_blank"><font color="#0000ff">articolo 5</font></a> del piano casa in funzione &ldquo;antiabusivi&rdquo;. Appunto, tutta colpa dell&rsquo;occupante e chi se ne frega degli appartamenti sfitti e dell&rsquo;emergenza abitativa. D&rsquo;altronde, &egrave; da quando nel lontano 1995 la Consulta dichiar&ograve; incostituzionali i fondi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gescal" target="_blank"><font color="#0000ff">Gescal</font></a> che nessun governo affronta seriamente il problema del finanziamento dell&rsquo;edilizia popolare.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">&Egrave; dunque comprensibile che il Comune di Milano abbia deciso di separare le &ldquo;sue&rdquo; case popolari dall&rsquo;Aler, che le ha in gestione sin dal 2009, e di affidarle a partire <a href="https://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/contentlibrary/Elenco+Siti+tematici/Elenco+Siti+tematici/Assegnazione+spazi+e+politiche+per+la+casa/Case+popolari/Convenzione+ALER/" target="_blank"><font color="#0000ff">dal 1&deg; dicembre</font></a> a una societ&agrave; controllata, la Metropolitana Milanese S.p.A. Ma il problema inizia esattamente qui, perch&eacute; non &egrave; semplicemente questione di efficiente amministrazione, bens&igrave; di fondi, strategie e priorit&agrave;. Anche perch&eacute; la caciara continuer&agrave; e la Regione, che in materia detiene la podest&agrave; legislativa, ha annunciato per settimana prossima nuove e pi&ugrave; restrittive regole per le assegnazioni, come l&rsquo;introduzione del requisito dei 10 anni di residenza.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Settimana prossima sar&agrave; dunque importante e quindi anche chi finora ha taciuto o ha detto le cose a met&agrave; &egrave; chiamato a prendere parola. Gi&agrave;, perch&eacute; a questo punto le strade sono soltanto due, cio&egrave; proseguire come in questi giorni, continuando a seminare incendi nelle periferie, oppure fare l&rsquo;unica cosa sensata che c&rsquo;&egrave; da fare: fermare gli sgomberi, assegnare le case sfitte, avviare finalmente la regolarizzazione di chi &egrave; in stato di necessit&agrave; e coinvolgere i sindacati inquilini e i comitati per l&rsquo;abitare.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1137]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1137</guid>
	<dc:date>2014-11-28T09:15:19+01:00</dc:date>
	<dc:creator>lucmu</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[VIVI LI HANNO PRESI, VIVI LI RIVOGLIAMO – MERCOLEDÌ 26/11 H. 16 PRESIDIO AL CONSOLATO MESSICANO DI MILANO ]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">&ldquo;Vivos se los llevaron y vivos los queremos&rdquo; (vivi li hanno presi, vivi li rivogliamo) si grida oggi in Messico nelle crescenti proteste per i 43 studenti della Escuela normal rural di Ayotzinapa, sequestrati il 26 settembre scorso dalla polizia di Iguala, stato del Guerrero, mentre si recavano a una manifestazione. Da allora di loro non si sa pi&ugrave; nulla, sono desaparecidos, &ldquo;scomparsi&rdquo;. </span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">&ldquo;Vivos se los llevaron y vivos los queremos&rdquo; era riecheggiato innumerevoli volte nelle piazze dell&rsquo;America Latina, ovunque ci fossero dei desaparecidos, cio&egrave; degli oppositori politici e attivisti sociali fatti &ldquo;scomparire&rdquo;, per poi finire quasi sempre torturarti e ammazzati. Dalle nostre parti per&ograve;, quando sentiamo la parola <i>desaparecido</i>, difficilmente pensiamo al Messico di oggi, ma piuttosto ci immaginiamo gli anni 70-80 e paesi come il Cile e l&rsquo;Argentina, El Salvador e il Guatemala.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Eppure, anche in Messico, sebbene questo paese non abbia vissuto la tragedia della dittatura militare, i desaparecidos e le esecuzioni extragiudiziarie ci sono sempre stati, per lo pi&ugrave; nelle zone rurali. In tempi recenti, poi, si &egrave; aggiunto anche il crescente potere delle organizzazioni dei narcotrafficanti, i cui gruppi paramilitari agiscono protetti spesso dai legami con settori della polizia e con il corrotto potere politico. Non &egrave; un caso, infatti, che nel caso della &ldquo;scomparsa&rdquo; dei 43 studenti l&rsquo;ipotesi pi&ugrave; accreditata sostenga che la polizia abbia consegnato i sequestrati a una banda di narcos (per una cronaca dei fatti vedi l&rsquo;articolo su <a href="http://www.liberainformazione.org/2014/11/13/tutti-i-fatti-da-iguala-a-citta-del-messico/" target="_blank"><font color="#0000ff">liberainformazione</font></a>).</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Il caso dei 43 studenti, per infame e enorme che sia, non pu&ograve; dunque essere definito un <i>inedito</i>. Ma &egrave; stato il caso che ha generato una reazione in tutto il Messico. Da due mesi c&rsquo;&egrave; una crescente mobilitazione popolare che chiede verit&agrave; e giustizia, che dice basta e che mette sul banco degli accusati l&rsquo;insieme del sistema di potere che domina in Messico. </span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">La mobilitazione ha anche oltrepassato i confini del Messico: il 20 novembre scorso c&rsquo;&egrave; stata una prima <a href="http://www.jornada.unam.mx/ultimas/2014/11/20/cobertura-al-minuto-jornada-de-accion-global-por-ayotzinapa-5724.html" target="_blank"><font color="#0000ff">Giornata globale di azione</font></a>, con mobilitazioni in diversi paesi. Per ora l&rsquo;Italia non ha brillato per partecipazione e il 20 ci sono state soltanto piccole iniziative, costruite grazie al prezioso impegno di alcuni realt&agrave; pi&ugrave; sensibili, come nel caso del <a href="https://www.facebook.com/events/892030217473742/" target="_blank"><font color="#0000ff">presidio a Milano</font></a>. </span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Ma importante &egrave; non fermarsi e cos&igrave;, il 26 novembre, a due mesi esatti dal sequestro e alla &ldquo;scomparsa&rdquo; dei 43 , &egrave; prevista una nuova mobilitazione, che stavolta qui da noi vede anche l&rsquo;impegno di Libera e della Rete della Conoscenza. L&rsquo;<b>appuntamento</b> <b>milanese</b> &egrave; <b>mercoled&igrave; 26 novembre</b>, dalle <b>ore 16.00</b> al <b>Consolato del Messico</b>, in C.so Giacomo Matteotti 1 (MM San Babila).</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Per info e aggiornamenti consultate la pagina web di <a href="http://www.latobmilano.it/2014/11/messico-vivi-li-hanno-presi-vivi-li-rivogliamo-presidio-mer-2611-al-consolato-messicano/" target="_blank"><font color="#0000ff">LatoB</font></a> e l&rsquo;<a href="https://www.facebook.com/events/924951500855875/" target="_blank"><font color="#0000ff">evento facebook</font></a>. </span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">E se potete, partecipate! </span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><b><i><span style="FONT-SIZE: 10pt">Luciano Muhlbauer</span></i></b></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1136]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1136</guid>
	<dc:date>2014-11-24T14:14:11+01:00</dc:date>
	<dc:creator>lucmu</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[LA STRATEGIA DEL MANGANELLO]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">A Milano tira brutta aria, volano le manganellate. Anzi, stando ai titoli di stampa e tv sembra quasi di trovarsi guerra. &Egrave; un crescendo mediatico impressionante, che non si ferma neanche di fronte all&rsquo;ennesima alluvione, fatto di notizie di scontri e &nbsp;violenze, di dichiarazioni allarmistiche e di preoccupati editoriali, come quello del Corriere di sabato scorso che ha ammonito &ldquo;niente tuffi nel passato&rdquo;, buttando nel calderone un po&rsquo; di tutto: gli scioperi, la Fiom, gli studenti, i No Tav, le occupazioni e l&rsquo;assalto a un circolo Pd.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Il manganello non produce soltanto teste rotte, ma anche senso, narrazione. Nel nostro caso una narrazione che fa sparire i problemi, il confronto, la politica e le persone, tenendo in piedi soltanto due protagonisti, le forze dell&rsquo;ordine e le forze del caos. Insomma, un modo efficace e collaudato per non dover parlare di quello che succede, delle responsabilit&agrave; e delle possibili alternative e soluzioni.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Guardiamo a quello che &egrave; avvenuto il 14 novembre. C&rsquo;&egrave; stato lo sciopero sociale e quello della Fiom. &Egrave; stata una riuscitissima giornata di mobilitazione popolare contro le politiche del governo Renzi, con i 60mila lavoratori al corteo della Fiom e gli oltre 5mila studenti a quello della sciopero sociale. Cortei diversi, ma che hanno dialogato, anche con un intervento dal palco dei metalmeccanici. Tanta gente, tanta rabbia e determinazione, ma nessun problema, almeno finch&eacute; non &egrave; arrivata la sconcertante e improvvisa decisione della Questura di Milano di impedire con la forza al corteo studentesco di proseguire sul percorso autorizzato. Le conseguenti manganellate avrebbero poi scritto la storia mediatica della giornata, ridotta a scontri, &ldquo;antagonisti infiltrati&rdquo; e agenti feriti. </span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Ben pi&ugrave; pesante &egrave; per&ograve; la martellante campagna che accompagna l&rsquo;annuncio prefettizio di procedere a 200 sgomberi di appartamenti occupati nelle case popolari. Tutto quello che non va nelle case popolari milanesi &egrave; stato condensato in un'unica e indistinta figura di nemico: l&rsquo;occupante abusivo. Non si distingue pi&ugrave;, tutto uguale, dall&rsquo;occupante che paga una &ldquo;indennit&agrave; di occupazione&rdquo; al delinquente di turno, dalle famiglie in stato di necessit&agrave; ai furbetti, dai movimenti per la casa al racket.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Se le cose stanno cos&igrave;, ovviamente non rimane che il manganello. Luned&igrave; &egrave; toccato al quartiere Giambellino, marted&igrave; al Corvetto e avanti cos&igrave;. E ogni sgombero &egrave; un nuovo allarme mediatico. Un gioco pericoloso che non risolver&agrave; nemmeno mezzo problema, ma che in cambio consentir&agrave; ai responsabili della situazione di assolversi e fare facile campagna elettorale (Salvini e Lupi <i>docet</i>). </span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Gi&agrave;, in questo clima emergenziale chi parler&agrave; ancora dell&rsquo;enorme buco di bilancio dell&rsquo;Aler Milano provocato dalla cattiva gestione del centrodestra regionale, di cui l&rsquo;arresto per concorso esterno in associazione mafiosa dell&rsquo;allora assessore alla casa della giunta Formigoni-Lega &egrave; rimasto triste simbolo? E quanti si ricordano dei tanti appartamenti tenuti sfitti per lunghi anni, delle manutenzioni mai fatte o dell&rsquo;abbandono di interi quartieri popolari? E, ovviamente, nessuno si ricorder&agrave; dei molti accordi presi con i sindacati inquilini e mai rispettati.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Oggi si agita il manganello non per schiacciare un&rsquo;opposizione forte, che non c&rsquo;&egrave;, ma per impedire che un&rsquo;opposizione sociale possa diventare forte, allargarsi e organizzarsi. O semplicemente perch&eacute; non si noti troppo il vuoto della politica che c&rsquo;&egrave;. Comunque sia, sarebbe il caso che si levassero finalmente delle voci per fermare i manganelli. <a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/10618" target="_blank"><font color="#0000ff">Libera</font></a> l&rsquo;ha gi&agrave; fatto e non si capisce proprio perch&eacute; altri non lo facciano.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><b><i><span style="FONT-SIZE: 10pt">Luciano Muhlbauer</span></i></b></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1135]]></link>
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	<dc:date>2014-11-19T08:30:22+01:00</dc:date>
	<dc:creator>lucmu</dc:creator>
</item>
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	<title><![CDATA[VENERDÌ 14N SI SCIOPERA CONTRO JOBS ACT E PRECARIETÀ. A MILANO IN PIAZZA FIOM, SINDACATI DI BASE E STUDENTI]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Il 14 novembre si sciopera. Non &egrave; ancora lo sciopero generale che ci vuole, cio&egrave; quello in grado, per quantit&agrave; e qualit&agrave; dell&rsquo;azione, di sfidare davvero il progetto socialmente e politicamente regressivo dei poteri dominanti in Europa e del governo Renzi. Ma dopo lo sciopero generale di Usb del 24 ottobre e la grande partecipazione alla manifestazione nazionale della Cgil del 25 &egrave; senz&rsquo;altro un ulteriore e importante passo nella giusta direzione, poich&eacute; consente di accumulare forze e consensi e, soprattutto, di mettere in campo un intreccio di diversi percorsi e di diverse lotte.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Venerd&igrave; 14, infatti, non ci sar&agrave; un unico sciopero, ma diversi scioperi e diverse mobilitazioni, che per&ograve; significativamente si incontrano e si incrociano in un&rsquo;unica giornata, evocando cos&igrave; con i fatti quella necessaria convergenza delle lotte, la cui mancanza pesa cos&igrave; tanto nello scenario italiano. In altre parole, venerd&igrave; &egrave; una giornata importante, su cui vale la pena investire, ognuno e ognuna per quello che pu&ograve;.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Ma andiamo con ordine. I primi a indicare il 14 novembre come giornata nazionale di mobilitazione sono stati i settori di movimento che hanno lanciato il percorso dello sciopero sociale (per approfondire visita il sito <a href="http://blog.scioperosociale.it/" target="_blank"><font color="#0000ff">Sciopero Sociale</font></a>), con l&rsquo;obiettivo primario di coinvolgere i precari e le precarie. Poi &egrave; stato il turno dei sindacati di base e della Fiom. I primi, praticamente nella loro totalit&agrave; (Cub, Conf. Cobas, Usi, Usb, Adl Cobas, Si.Cobas ecc.), proclamando per quella giornata lo sciopero generale di tutte le categorie e invitando alla mobilitazione di piazza e la seconda, proclamando lo sciopero generale dei metalmeccanici di otto ore in tutto il nord Italia con manifestazione a Milano.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Le mobilitazioni saranno dunque molte in tutto il paese, ma qui mi limito a indicare gli appuntamenti di Milano, probabilmente la piazza pi&ugrave; importante venerd&igrave; prossimo. A Milano venerd&igrave; mattina ci saranno due appuntamenti di piazza e probabilmente tre cortei. Poi, nel corso della giornata ci saranno varie altre azioni e proteste.</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Alle <b>ore 9:00</b>, in <b>Porta Venezia</b>, ci sar&agrave; il concentramento del corteo della <b>Fiom</b>, che si annuncia molto partecipato e terminer&agrave; in piazza Duomo, dove parleranno Landini e Camusso (per info vedi sito <a href="http://www.fiom.milano.it/" target="_blank"><font color="#0000ff">Fiom Milano</font></a>).</span></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Alle <b>ore 9.30</b>, in <b>Largo Cairoli</b>, ci sar&agrave; l&rsquo;appuntamento dei <b>sindacati di base</b>, dei <b>settori di movimento</b> e degli <b>studenti</b>. Da l&igrave; partiranno di fatto <b>due cortei</b>. Uno sar&agrave; quello di buona parte dei sindacati di base (vedi per esempio il sito della <a href="http://www.cub.it/" target="_blank"><font color="#0000ff">Cub</font></a>), l&rsquo;altro quello degli studenti e degli attivisti. Il primo sar&agrave; incentrato sui temi del lavoro e del Jobs Act, mentre il secondo aggiunger&agrave; ovviamente anche quello del contrasto dell&rsquo;operazione renziana &ldquo;<a href="http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1122" target="_blank"><font color="#0000ff">la buona scuola</font></a>&rdquo; e quello dell&rsquo;Expo, in citt&agrave; un inevitabile paradigma anche delle mille forme di precarizzazione del lavoro, compresa quella del lavoro&nbsp;gratuito. </span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Insomma, venerd&igrave; partecipate e fate partecipare. Vedete voi a quale corteo partecipare, importante &egrave; esserci. Per il resto, l&rsquo;auspicio &egrave; che l&rsquo;intreccio di venerd&igrave; non sia una semplice parentesi, ma un punto di partenza su cui costruire.</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt">Ci vediamo in piazza!</span></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>
<div align="justify"><b><i><span style="FONT-SIZE: 10pt">Luciano Muhlbauer</span></i></b></div>
<div align="justify"><font size="2">&nbsp;</font></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.lucianomuhlbauer.it/blog/articolo.asp?articolo=1134]]></link>
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	<dc:date>2014-11-12T10:04:44+01:00</dc:date>
	<dc:creator>lucmu</dc:creator>
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	</channel></rss>