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POLIZIA LOCALE: A BOLLATE GIOVANE PRENDE BOTTE E FINISCE IN OSPEDALE
di lucmu (del 03/10/2006 @ 00:11:34, in Sicurezza, linkato 1249 volte)
È successo a Bollate, città alle porte di Milano, il 15 settembre scorso. Un banale diverbio per una multa tra un vigile urbano e un giovane bollatese è degenerato in un episodio inquietante. Infatti, alla fine ben cinque vigili caricarono il giovane sul loro furgone, destino comando della polizia locale. Ma lì il giovane non ci è mai arrivato, finendo invece al pronto soccorso, dove venivano accertate la lussazione di due dita, diverse contusioni sul corpo e persino una morsicatura su una guancia. Il giovane, ovviamente, ha presentato denuncia ai carabinieri e il 27 settembre scorso la vicenda è approdata anche nel Consiglio comunale di Bollate. Conclusione? I carabinieri stanno indagando e i consiglieri comunali stanno ancora aspettando una risposta.
Un’ordinaria storia di follie da periferia urbana, si potrebbe dire, se non fosse per il fatto che ultimamente a Bollate si sono verificati diversi episodi di violenza che hanno coinvolto vigili urbani e che in tutta la Lombardia si registra un aumento di casi simili. Beninteso, casi anche molto diversi tra di loro, dove troviamo agenti sia nella parte delle vittime, sia in quella degli aggressori, ma che ci portano comunque e sempre al medesimo problema, cioè al ruolo e ai compiti di quella che oggi si chiama polizia locale.
Ebbene sì, perché da qualche anno assistiamo all’esaltazione delle “funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza” della vigilanza urbana, che poi vuol dire semplicemente assomigliare sempre di più ai corpi di polizia già esistenti, senza però avere la stessa formazione. Facendo così, non soltanto si tende a marginalizzare le funzioni proprie della polizia locale, come il controllo di sicurezza sui cantieri o la polizia annonaria, ma si finisce altresì per indebolire la “prossimità” del vigile rispetto al cittadino e per modificare in ultima analisi la percezione del suo ruolo.
Quanto avvenuto a Bollate non è assolutamente rappresentativo dell’insieme degli agenti della polizia locale, anzi, ma costituisce invece l’ennesimo campanello d’allarme. C’è qualcosa che non funziona e se non si interviene subito e in maniera decisa il morbo è destinato a crescere.
Ecco perché Rifondazione Comunista ha presentato un’interpellanza all’Assessore regionale alla polizia locale, per sollecitarlo a promuovere una propria inchiesta sul caso di Bollate e a prendere i conseguenti provvedimenti, augurandoci che questa volta il tutto non finisca nelle solite parole di circostanza e nell’assenza di fatti concreti.
 
comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
qui puoi scaricare il testo dell'interpellanza