Blog di Luciano Muhlbauer
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
di lucmu (del 18/12/2005, in Movimenti, linkato 908 volte)
Evidentemente a qualcuno non è andato giù che la grande manifestazione no-tav di ieri ha smentito sonoramente tutti gli interessati allarmismi. E allora bisognava inventarsi qualcosa per riaccreditare il teorema delle infiltrazioni dei “violenti”, “autonomi” e “anarcoinsurrezionalisti”. Ci ha pensato l’immancabile Borghezio, esponente dell’ala più estremista e xenofoba della Lega Nord.
Ma partiamo dai fatti. Circa 500 manifestanti di Milano e di diverse città del nord-est hanno preso il treno delle 19.00 a Torino, stazione di P.ta Susa, diretti a Milano. Ai manifestanti erano riservate cinque carrozze, che infatti erano vuote, salvo l’incredibile presenza di Borghezio e due suoi accompagnatori, una donna e un uomo. Qualcuno lo ha riconosciuto, si è sparsa rapidamente la voce e dalle carrozze adiacenti sono accorse decine di persone. Si è creata immediatamente una grande calca nei corridoi. Dopo pochi minuti sono giunto sul posto e insieme ad altri manifestanti milanesi di Rifondazione e dei centri sociali abbiamo creato un cordone attorno Borghezio e ai suoi due accompagnatori. Borghezio aveva qualche traccia di sangue sul viso, mentre i suoi due accompagnatori apparivano del tutto illesi. Ho consigliato loro di scendere dal treno a Chivasso e l’accompagnatrice si è dichiarata d’accordo. Quindi, giunti a Chivasso, attorno alle 19.20, abbiamo fatto scendere lui e i due accompagnatori. Ad attenderli vi erano degli agenti dell’arma dei Carabinieri che lo hanno preso in consegna.
Arrivati a Milano, uno schieramento di polizia in tenuta antisommossa ha preteso di identificare tutto il treno, su ordine diretto del Ministro Pisanu. Cioè, non qualcuno e nemmeno i soli manifestanti, ma semplicemente tutto il treno! Ovviamente questo non era possibile e dopo una breve trattativa -presenti oltre il sottoscritto, anche il consigliere comunale Farina, il segretario provinciale di Rifondazione, Rocchi, e l’on. Pisapia- i manifestanti e i passeggeri hanno potuto lasciare la stazione oppure salire sui treni che li portavano a casa.
Questa la cronaca. Oggi abbiamo saputo che i due accompagnatori di Borghezio erano agenti di polizia e che dei manifestanti sono stati identificati a Padova, additandoli come i responsabili dell’accaduto. A questo punto si impongono però due osservazioni:
Primo, è inquietante che le forze dell’ordine abbiano deciso di assecondare la palese provocazione di Borgehzio, mettendogli persino a disposizione due agenti. E chi di dovere spieghi chi ha preso quella decisione. Secondo, i manifestanti padovani non c’entrano proprio nulla, visto che si trovavano due o tre carrozze più avanti rispetto al luogo dei fatti.
Insomma, l’unica cosa intollerabile e vergognosa è che in questo paese, ogniqualvolta vi è un conflitto o una forte e pacifica mobilitazione popolare, qualcuno cerchi di inquinare il clima con ogni mezzo. E sarebbe bene che qualche parlamentare presentasse un’interrogazione per chiarire eventuali responsabilità istituzionali.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
di lucmu (del 06/12/2005, in Movimenti, linkato 835 volte)
Il gruppo consiliare regionale di Rifondazione Comunista aderisce e invita a partecipare al presidio che si terrà oggi alle ore 18.00, alla Prefettura di Milano, in solidarietà con i manifestanti della Val di Susa.
Quanto avvenuto questa notte in Val di Susa è inaccettabile e preoccupante. Il Ministro Pisanu ha scelto deliberatamente di far precipitare la situazione, facendo intervenire con violenza le forze di polizia contro i manifestanti pacifici.
Di fronte alla protesta massiccia e unitaria di un’intera valle, di un’intera comunità locale un governo sempre più incapace di costruire dialogo e confronto democratico, punta dunque sulla violenza nel tentativo di dividere la popolazione e di aumentare a dismisura la tensione.
La militarizzazione e la repressione vanno fermati immediatamente e occorre, oggi stesso, costruire in tutto il paese una mobilitazione democratica che si stringa attorno ai cittadini e alle cittadine della Val di Susa e che chieda l’immediato ritiro delle forze dell’ordine dalla Valle, la fine della militarizzazione e la riapertura del dialogo.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
 
di lucmu (del 31/10/2005, in Movimenti, linkato 796 volte)
Dopo la grande manifestazione nazionale del 25 ottobre e l’occupazione di numerosi atenei in tutta Italia, la protesta degli universitari contro la riforma Moratti è arrivata anche a Milano. Da venerdì sera centinaia di studenti occupano la Statale di Milano.
Forse il centrodestra si era illuso che l’approvazione a colpi d’ascia del ddl Moratti potesse zittire la vastissima protesta che vede protagonisti tutti i soggetti del mondo universitario, dagli studenti ai docenti, passando per i ricercatori. Ma evidentemente si sono sbagliati. Non solo la protesta continua, ma si estende.
La riforma Moratti devasta ulteriormente la qualità dell’insegnamento universitario italiano, precarizza a vita i ricercatori e la ricerca e rende le università sempre più dipendenti dagli interessi particolari di grandi aziende private. Ecco perché non può essere accettato il fatto compiuto e va rilanciata la mobilitazione, sociale e politica, per impedire la sua applicazione.
Esprimiamo la nostra solidarietà agli studenti milanesi e alla loro civilissima occupazione. E auspichiamo che questa possa diventare occasione di dialogo con tutte le forze dell’Unione e di coinvolgimento anche di altre espressioni della società civile milanese.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer e Giuseppe Civati (Ds)
 
 
di lucmu (del 19/07/2005, in Movimenti, linkato 1170 volte)
Stamattina a Milano è stata sgomberata la casa occupata Malamanera di Via Bovisasca 65. Uno spazio sociale in un edificio abbandonato, come tanti a Milano, fatto vivere da 25 ragazzi e ragazze. Alcuni di loro studiano, altri lavorano. Hanno in comune il problema di non trovare una casa ad un affitto accessibile e la voglia di non arrendersi a questa situazione. Per due anni il Malamanera ha cercato di parlare alla città e di denunciare una situazione sempre più insostenibile, fatta di lavoro precario, crollo degli stipendi e affitti invece alle stelle.
I ragazzi e le ragazze del Malamanera non hanno dato fastidio a nessuno nel quartiere, anzi hanno dato voce ad una questione sociale che a Milano diventa sempre più drammatica, quella della casa. Eppure, ancora una volta, è arrivato lo sgombero con grande dispiegamento di polizia.
E’ ora di finirla con quella politica che non affronta il problema della casa, della precarietà dilagante e del potere d’acquisto in libera caduta, ma che è sempre pronta a trasformare le questioni sociali in problemi di ordine pubblico. Per questo il Gruppo consiliare regionale di Rifondazione Comunista esprime la sua piena solidarietà ai ragazzi e alle ragazze del Malamanera.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
 
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