Blog di Luciano Muhlbauer
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
I componenti della nuova Giunta regionale della Lombardia non sembrano d’accordo su nulla. Prima lo scontro sui “sottosegretari”, ora quello sulla legge sul territorio, approvata appena due mesi fa. Nei giorni scorsi il neo-assessore leghista Boni, pur avendola votata lo scorso marzo, ha dichiarato di volerne modificare l’impianto; poi il governo Berlusconi l’ha impugnata su alcuni aspetti e oggi Formigoni dichiara invece che la legge rimane in vigore.
Questo scontro evidenzia tuttavia non solo le divisioni tra i partiti del centrodestra, ma altresì il carattere insostenibile di una legge che di fatto liberalizza la politica urbanistica, esponendo il territorio lombardo alla cementificazione selvaggia e al dissesto ambientale. Se rimanesse invariata e venissero per di più accolte le obiezioni del Governo, come sembra dire Formigoni, ne risulterebbe addirittura un ulteriore peggioramento di una già pessima legge, poiché verrebbe eliminato anche ogni residuo controllo sull’installazione di antenne e tralicci.
Di fronte a questo scenario e data l’importanza della materia, il Gruppo consiliare di Rifondazione Comunista chiede che la legge venga riportata in Aula e interamente ridiscussa e che sull’argomento venga avviato, da parte della Regione Lombardia, un confronto a tutto campo, a partire dagli enti locali e dalle associazioni della società civile.
In altre parole, i litigi istituzionali del centrodestra diventino occasione per riprendere un dibattito serio sul governo del territorio, che non può essere abbandonato al mercato e svenduto agli interessi immobiliari.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
 
Il centrodestra lombardo aveva annunciato in pompa magna che avrebbe ‘salvato’ la Formula Uno e l’autodromo di Monza, messi a repentaglio da una sentenza del Tribunale di Milano, confermata il 15 marzo scorso, che giudicava fuorilegge l’inquinamento acustico prodotto dalle gare automobilistiche. Peccato che il progetto di legge presentato dalla Lega e approvato oggi a maggioranza dalla VII Commissione consiliare, con la bocciatura dell’emendamento proposto da Rifondazione, Verdi, DS e Margherita, si è rivelato, come da copione, un vero e proprio pasticcio pre-elettorale.
Il provvedimento appare scritto talmente in fretta e furia che vengono addirittura sbagliati alcuni riferimenti normativi, come nel caso della legge regionale 26/2002, che si occupa di “attività motorie sportivo-ricreative” e non certo di quelle di tipo motoristico. Ma la cosa più inquietante è che il progetto di legge non risolve il problema, ma si limita a definire una sorta di deroga preventiva e permanente, spostando sulla carta il perimetro dell’autodromo di 500 metri.
Quindi, non soltanto vengono ignorati l’inquinamento acustico e il disagio dei cittadini, che da oltre dieci anni stanno alla base dei conflitti rispetto alle attività dell’autodromo, ma si gettano le fondamenta di una futura contestazione di legittimità.
Rifondazione Comunista è assolutamente convinta che vadano garantiti l’attività dell’autodromo, lo svolgimento del Gran Premio e la salvaguardia dei posti di lavori diretti e indotti. Ma siamo altrettanto certi che non si possa continuare a ignorare le legittime richieste dei cittadini, residenti o fruitori del parco che siano. Insistere nella contrapposizione tra gli interessi dell’autodromo e quelli dei cittadini, come fa il pdl del centrodestra, è irresponsabile e inaccettabile. Ecco perché Rifondazione, insieme a Verdi, DS e Margherita, ha presentato un emendamento in cui, in accordo con la legislazione nazionale, si stabiliscono dei limiti e soprattutto si impegna la Regione a intervenire, in concorso con gli enti locali, per realizzare opere permanenti di mitigazione dell’inquinamento acustico.
Che ci sia qualche problema con il provvedimento l’ha riconosciuto in fondo lo stesso centrodestra, annunciando la sua disponibilità a discutere con l’opposizione un emendamento comune in Aula. Se si tratta di qualcosa di più che semplice propaganda, allora Rifondazione Comunista sarà disponibile a discuterne. Altrimenti confermeremo la nostra netta contrarietà a una legge pasticciata e irresponsabile.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
Uno spettacolo davvero vergognoso quello andato in scena oggi in Aula. Dietro le apparenze di una leggina di modifica della legge 12 del 2005 sul governo del territorio, contenente una serie di norme definite dal centrodestra “tecniche” e “urgenti”, si cela in realtà un patto indecente tra Forza Italia e Lega Nord.
Cioè, in cambio del via libera a un regalo edilizio dell’entità di 388mila metri cubi a Paolo Berlusconi, l’assessore Boni ottiene l’inserimento di una incredibile norma anti-moschee.
Indecente è il provvedimento ad personam caldeggiato da Forza Italia che vuole prevenire l’imminente adozione del Piano di governo del territorio da parte del Comune di Monza, permettendo così alla società di Paolo Berlusconi di edificare nell’area della “Cascinazza”. E indecente è la moneta di scambio chiesta e ottenuta dalla Lega, cioè una vera e propria norma anti-moschea, con la quale si sfiorano le vette dell’inciviltà e della stupidità: per i mutamenti di destinazione d’uso finalizzati a luogo di culto sarà necessario avere il permesso di costruire. In altre parole, se vuoi trasformare il tuo capannone in una bisca non c’è problema, ma se per caso ti passa per la testa di andarci a pregare, allora prima devi chiedere il permesso di costruire al sindaco!
Sebbene la norma valga per tutte le fedi religiose, è evidente che i principali destinatari della norma sono i musulmani, che non dispongono ancora di una consolidata rete di luoghi di preghiera. E così la crociata della Lega contro gli immigrati e le moschee conquista una nuova spada, con tanto di benedizione di Formigoni, grazie all’appoggio dato ai furbetti del mattone.
Un patto indecente, le cui vittime sacrificali sono i cittadini di Monza e la convivenza tra diverse fedi religiose. Un patto che oggi ha subito una battuta d’arresto grazie agli oltre 800 emendamenti presentati dall’opposizione. Ma martedì prossimo la poco santa alleanza tra i furbetti del mattone e gli xenofobi ci riproverà. Quindi, usiamola bene questa settimana e che la voce dei cittadini si faccia sentire.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
Apprendiamo ora che il presidente-senatore Formigoni considera le critiche alla sua leggina sul territorio “strumentali”, senza nemmeno prendersi il disturbo di entrare nel merito del problema o di ritenere necessaria la sua presenza in Aula martedì prossimo. Complimenti, davvero, considerato che non perde occasione per proclamare ai quattro venti la sua premura per gli interessi della Lombardia.
Capiamo che Formigoni è talmente occupato a parlare di se stesso e del suo personalissimo referendum che non gli avanza molto tempo. Tuttavia, vorremmo ricordargli che le accuse e le critiche al pdl sono puntuali e circostanziate e che giungono non soltanto dai consiglieri dell’opposizione, ma anche dal Comune di Monza e dalla società civile.
I due mostriciattoli che si nascondono nel provvedimento, il regalo edilizio a Paolo Berlusconi e la norma anti-moschee, sono una indecenza palese. Eppure nelle lunghe settimane di discussione in Commissione l’assessore Boni ha rifiutato categoricamente  ogni dialogo esattamente su questi due punti. Ecco perché l’opposizione ha presentato oltre 800 emendamenti e sta attuando l’ostruzionismo.
Formigoni si assuma le proprie responsabilità e si presenti dunque in Aula martedì prossimo a difendere la sua leggina, sempre che non consideri troppo imbarazzante esporsi in prima persona per un costoso favore a Paolo Berlusconi e per imporre il permesso di costruire per poter pregare. Ma in tal caso ci faccia un favore: sia coerente e scelga di rimanere a Roma a fare il senatore.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
di lucmu (del 13/06/2006, in Territorio, linkato 738 volte)
Articolo di Luciano Muhlbauer, pubblicato su Liberazione del 13 giugno 2006
 
Oggi nel Consiglio regionale lombardo va in scena il secondo atto di uno spettacolo indecente. Il centrodestra ci riprova dopo che l’ostruzionismo delle opposizioni aveva bloccato una settimana fa l’approvazione di un provvedimento di modifica della legge regionale n.12/2005 sul  territorio, apparentemente innocuo, ma che tra le sue pieghe nasconde due orrori politici.
Il primo avrebbe come effetto immediato e concreto il via libera ad una vera e propria ondata di speculazione edilizia sulle aree verdi di Monza, la terza città della Lombardia per abitanti. Per capirci, stiamo parlando di quasi un milione e ottocentomila metri cubi, di cui 388mila interessano direttamente una società controllata da Paolo Berlusconi, il quale, non a caso, negli ultimi giorni è sceso in campo direttamente, con tanto di toni minacciosi nei confronti del sindaco di Monza. La mossa della maggioranza formigoniana vorrebbe infatti anticipare l’imminente approvazione del nuovo piano di governo del territorio da parte del Consiglio comunale di Monza, che bloccherebbe lo scempio.
Il secondo interviene invece sulla normativa che regola i mutamenti di destinazione d’uso degli immobili. Attualmente, qualora questi non comportino opere edilizie, non vi è necessità di autorizzazioni, ma unicamente di una comunicazione preventiva al comune. Il centrodestra intende però introdurre un’eccezione, cioè nel caso che il mutamento sia finalizzato alla creazione di luogo di culto e senza costruirci nulla, allora ci sarà bisogno del “permesso di costruire”. In altre parole, se vuoi trasformare il tuo capannone in una bisca non c’è problema, ma se per caso ti salta in mente di andarci a pregare devi chiedere l’autorizzazione del sindaco! Sebbene la nuova norma si riferisca a tutti i culti, risulta evidente che i principali destinatari siano le persone di fede islamica, che non dispongono ancora di una consolidata e riconosciuta rete di luoghi di preghiera.
Ma una domanda si impone a questo punto: cosa c’entrano gli appetiti immobiliari con un atto restrittivo della libertà di culto? Semplice, siamo al più tradizionale dei malcostumi politici, cioè lo scambio di favori. Protagonisti Forza Italia e Lega Nord, nel ruolo di comparse disciplinate –in attesa di contropartite future?- An e Udc, a celebrare il rito l’assessore leghista Boni e a benedire tutta l’operazione il sempre più narcisistico governatore-senatore Formigoni. Cioè, al fratello del capo di Forza Italia va l’affare e in cambio la Lega si porta a casa un ulteriore strumento per le sue campagne xenofobe e razziste.
Un centrodestra lombardo che sin dalla sua vittoria elettorale di un anno fa mostra mille contraddizioni e conflitti e un Presidente della Regione impegnato da due mesi a parlare di se stesso e di fantomatici referendum personali. Sono questi alcuni degli ingredienti che rendono la terza legislatura formigoniana peggiore delle precedenti. E così può succedere che si promuovano aspre battaglie politiche per favorire degli interessi privati a discapito di quelli di interi territori oppure che all’incapacità di delineare una politica qualsiasi rispetto ad una società in cambiamento si faccia corrispondere un susseguirsi di norme stupide e discriminatorie, infilate in provvedimenti di ogni genere.
Oggi l’alleanza tra i furbetti del mattone e gli xenofobi va di nuovo all’arrembaggio. Non sappiamo se saremo in grado di fermarli, poiché dalla loro hanno la forza dei numeri, anche se non quella della ragione e della decenza. Ma quello che è certo che in Lombardia occorre un salto di qualità del lavoro delle opposizioni.
 
Mentre il Presidente Formigoni diletta la stampa nazionale con i suoi annunci di sparigliare la politica, invocando profili riformisti e centristi, la sua maggioranza in Aula consiliare mostra il peggio si sé, riesumando un passato che si pretende sepolto.
E così, in mezzo al contestatissimo provvedimento sull’urbanistica, ormai al terzo giorno di ostruzionismo da parte dell’opposizione, non si annidano più soltanto una norma ad personam a favore di Paolo Berlusconi e un’altra antiislam che impone l’autorizzazione del Sindaco se il cambio di destinazione d’uso di un immobile è finalizzato a luogo di culto. Oggi pomeriggio, la maggioranza ha dato sfoggio dei suoi più bassi istinti repressivi costringendo al “permesso di costruire” anche i centri sociali.
In altre parole, ognuno può fare quello che vuole nel suo capannone o nel suo garage, magari anche affittare abusivamente posti letto senza che questo susciti alcuno scandalo da parte del centrodestra. Ma guai se un gruppo di cittadini si riunisce a pregare o se un gruppo di giovani dà vita ad attività sociali. Perché in questi due casi, secondo la nuova normativa regionale, scatterebbe la mannaia di lunghe, e illegittime, trafile burocratiche.
Oggi c’è da vergognarsi di essere parte di questa Assemblea legislativa che impegna per tre lunghe sedute il suo tempo semplicemente per umiliare il Comune di Monza e discriminare i musulmani lombardi e i giovani dei centri sociali.
Altro che riformismo lombardo! Qui siamo in pieno regno di affaristi, post fascisti e razzisti.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
di lucmu (del 14/06/2006, in Territorio, linkato 949 volte)
Articolo di Luciano Muhlbauer, pubblicato su il Manifesto del 14 giugno 2006 (pag. Milano)
 
In Consiglio regionale è andato in scena il secondo atto di uno spettacolo indecente. Dopo una settimana il centrodestra, con la forza dei numeri, anche se non con quella della ragione e della decenza, ha vinto l’ostruzionismo delle opposizioni e approvato un provvedimento di modifica della legge regionale n.12/2005 sul territorio, apparentemente innocuo, ma che tra le sue pieghe nasconde due orrori politici.
Il primo avrà come effetto immediato e concreto il via libera ad una vera e propria ondata di speculazione edilizia sulle aree verdi di Monza. Per capirci, stiamo parlando di quasi un milione e ottocentomila metri cubi, di cui 388mila interessano direttamente una società controllata da Paolo Berlusconi. La mossa della maggioranza formigoniana anticipa e vanifica infatti l’imminente approvazione del nuovo piano di governo del territorio da parte del Consiglio comunale di Monza, che avrebbe bloccato lo scempio.
Il secondo interviene invece sulla normativa che regola i mutamenti di destinazione d’uso degli immobili, imponendo d’ora in poi l’obbligo del “permesso di costruire” per il solo caso di un mutamento finalizzato a luogo di culto. In altre parole, se vuoi trasformare il tuo capannone in una bisca non c’è problema, ma se per caso ti salta in mente di andarci a pregare devi chiedere l’autorizzazione del sindaco! Sebbene la nuova norma si riferisca a tutti i culti, risulta evidente che i principali destinatari siano le persone di fede islamica, che non dispongono ancora di una consolidata e riconosciuta rete di luoghi di preghiera.
Un’alleanza tra i furbetti del mattone e gli xenofobi che riproduce il più classico dei malcostumi politici: lo scambio di favori. Protagonisti Forza Italia e Lega Nord, nel ruolo di comparse disciplinate An e Udc, a celebrare il rito l’assessore leghista Boni e a benedire tutta l’operazione il sempre più narcisistico Formigoni. Cioè, al fratello del capo di Forza Italia va l’affare e in cambio la Lega si porta a casa un ulteriore strumento per le sue campagne xenofobe e razziste.
Un centrodestra lombardo che sin dalla sua vittoria elettorale di un anno fa mostra mille contraddizioni e un Presidente della Regione impegnato da due mesi a parlare di se stesso e di stravaganti referendum personali. Sono questi alcuni degli ingredienti che rendono la terza legislatura formigoniana peggiore delle precedenti. E così può succedere che si promuovano aspre battaglie politiche per favorire degli interessi privati a discapito di quelli di interi territori oppure che all’incapacità di delineare una politica qualsiasi rispetto ad una società in cambiamento si faccia corrispondere un susseguirsi di norme stupide e discriminatorie.
 
Il centrodestra ha fatto male i conti, sottovalutando la determinazione dell’Unione a contrastare con ogni mezzo consentito la sua stravagante e scandalosa leggina sul territorio. Così, non soltanto la terza seduta consecutiva del Consiglio regionale è terminata con un nulla di fatto, grazie all’ostruzionismo delle opposizioni, ma nemmeno  la riconvocazione annunciata per martedì prossimo si farà. Oggi l’ufficio di presidenza si è dovuto arrendere all’evidenza e il tutto è rinviato alla conferenza dei capigruppo.
Il centrodestra si è rifiutato, sin dall’inizio, di dialogare, deridendo le opposizioni, umiliando il Comune di Monza e insultando i musulmani lombardi prima e i giovani dei centri sociali poi. Ma ora è la maggioranza formigoniana a essere in difficoltà, dopo tre sedute andate a vuoto e con l’incapacità di riconvocare il Consiglio in tempi brevi.
La domanda che a questo punto vogliamo fare a Formigoni e ai partiti del centrodestra è la seguente: vale davvero la pena prolungare ancora il conflitto istituzionale semplicemente per impedire ai monzesi di poter decidere sul loro territorio e per discriminare i musulmani e i centri sociali?
Rifondazione Comunista è disponibile da subito a collaborare all’approvazione in tempi brevi delle norme urgenti e tecniche sull’urbanistica, purché venga rimosso il vulnus delle due modifiche riguardanti la misura di salvaguardia e il mutamento di destinazione d’uso.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
di lucmu (del 06/07/2006, in Territorio, linkato 686 volte)
“Una legge che espropria la legittima autonomia del Comune di Monza sul governo del proprio territorio, che lascia un’ombra inquietante di possibili interessi privati anche su Campione d’Italia, che avalla norme anticostituzionali contro la libertà di culto e di aggregazione sociale.
Una legge di scambio tra Forza Italia e Lega Nord, una legge scandalosa di cui, a quanto pare, si vergognano anche esponenti della maggioranza visto che ben sette di loro, nel segreto dell’urna, hanno votato contro”.
Così i consiglieri del Gruppo di Rifondazione Comunista commentano il voto finale alla modifica della legge urbanistica, approvata questo pomeriggio in Consiglio regionale.
“Un atto in totale sintonia, del resto - proseguono Mario Agostinelli, Luciano Muhlbauer e Osvaldo Squassina - con la modalità scelta dal centrodestra per l’elezione del nuovo Presidente del Consiglio, Ettore Albertoni. Un uomo proposto da Bossi, che già stamattina nel suo discorso d’esordio ha eluso qualsiasi impegno di garanzia e che ha proclamato una fase costituente, senza però assumere alcuna responsabilità concreta in tal senso nei confronti dell’istituzione che presiede”.
“Per queste ragioni - concludono i tre consiglieri del Prc - Rifondazione Comunista ha votato contro la legge urbanistica e ha espresso una critica e una formale censura rispetto all’elezione del Presidente non partecipando al voto”.
 
Comunicato stampa del Gruppo regionale del Prc
 
di lucmu (del 14/09/2007, in Territorio, linkato 787 volte)
Apprendiamo dalla stampa che l’Assessore regionale al territorio, Davide Boni, ha deciso di presentare un emendamento speciale alla legge regionale sul governo del territorio, affinché al Comune di Monza venga concessa una proroga di 180 giorni per approvare il Pgt.
Siamo francamente sbigottiti. Non solo perché il pacchetto di modifiche della legge 12 è attualmente impantanato nella competente Commissione consiliare, proprio a causa dei forti sospetti di illegittimità che pesano su un altro emendamento ad hoc, presentato dall’Assessore in favore del Comune di Milano. Ma soprattutto perché si tratterebbe dell’ennesima norma speciale che riguarda la città di Monza.
Infatti, un anno fa un emendamento alla legge 12 fu imposto al Consiglio per impedire a Monza di adottare il nuovo Pgt e dunque di compromettere gli affari di Paolo Berlusconi sull’area della Cascinazza. Ora, invece, sembra si voglia fare l’esatto contrario, consentendo al Comune di aver tutto il tempo che vuole per approvare il Pgt. Domanda: che cosa è cambiato in questo anno? Risposta: il colore della Giunta monzese. Che un anno fa era di centrosinistra, cioè “nemica”, mentre ora è “amica”, cioè di centrodestra. E che si è già premurata di rimuovere e sostituire tutti i tecnici dell’Assessorato all’Urbanistica impegnati da anni a dare il proprio contributo alla predisposizione del Pgt.
Questa logica delle norme ad hoc, da varare a seconda della convenienza politica e degli interessi concreti in gioco, è politicamente inaccettabile e istituzionalmente insostenibile.
Chiediamo pertanto all’Assessore Boni di riferire immediatamente in Commissione, al fine di chiarire cosa intende fare. Ed è evidente che, per quanto ci riguarda, contrasteremo in ogni modo possibile qualsiasi tentativo di favorire gli interessi speculativi di Berlusconi a danno del patrimonio naturalistico e ambientale della Cascinazza e a danno dei cittadini di Monza.
 
dichiarazione congiunta di Luciano Muhlbauer e di Daniele Cassanmagnago (segr. Prc Brianza)
 
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