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#PRIMARIELOMBARDIA: SABATO 15 DICEMBRE VAI A VOTARE E VOTA ANDREA DI STEFANO
di lucmu (del 13/12/2012 @ 14:09:22, in Regione, linkato 1085 volte)
Sabato 15 dicembre si tengono in Lombardia le primarie civiche per decidere chi sarà il candidato presidente che andrà a sfidare ciellini, leghisti e berlusconiani alle elezioni regionali anticipate e quale sarà il profilo programmatico della coalizione che avrà l’arduo compito di produrre un cambiamento e una discontinuità vera dopo quasi 18 anni di governo ininterrotto da parte di Roberto Formigoni e della sua cricca.
Rispetto alle recenti primarie nazionali di Pd e Sel saranno consultazioni più semplici, perché non ci sono trafile burocratiche e preiscrizioni, e più aperte, poiché possono votare anche i sedicenni e non ci sono appelli e carte d’intenti da firmare preventivamente. Insomma, sono un’occasione di partecipazione da cogliere e vi invito pertanto ad andare a votare –e di far votare- alle primarie lombarde. E vi propongo anche di esprimere la vostra preferenza per Andrea Di Stefano.
Ma andiamo con ordine, anche per tentare di contrastare un po’ la carenza di informazione che c’è su queste primarie.
 
 
Quando? Dove? Come? Chi?
 
Si vota in una sola giornata, cioè sabato 15 dicembre, dalle ore 8.00 alle ore 20.00. Unica eccezione, per quanti e quante sabato lavorano tutto il giorno, sono alcuni seggi speciali (a Brescia, Monza, Milano -via Pergolesi, 15, h. 17-22-, Bergamo, Cremona, Crema, Lecco, Lodi e Varese), aperti già venerdì sera. Ma per poter accedere a questi occorre fare richiesta entro giovedì alle ore 20.00 ai coordinamenti provinciali.
Si vota nel seggio più vicino alla propria residenza. Per sapere dov’è occorre fare riferimento al numero della sezione elettorale (lo trovate sulla vostra tessera elettorale) e andare sulla pagina Trova il tuo seggio del sito del patto civico lombardo. Chi invece è sprovvisto di tessera elettorale, perché minorenne o cittadino straniero, si deve recare semplicemente al seggio più vicino alla propria residenza. Chi fosse impossibilitato a recarsi al proprio seggio e intende votare fuori sede, deve fare apposita richiesta al coordinamento provinciale entro giovedì alle ore 20.00.
Per poter votare è sufficiente presentarsi al proprio seggio di appartenenza, munito di carta d’identità (e permesso di soggiorno, per i cittadini non comunitari) e tessera elettorale (per chi ce l’ha, ovviamente), versare almeno un euro come contributo alle spese organizzative e fornire i propri dati anagrafici.
Hanno diritto di voto in queste primarie tutte le cittadine ed i cittadini italiani e dei paesi comunitari, residenti in Lombardia, nonché le cittadine ed i cittadini di paesi non comunitari, residenti in Lombardia e in possesso del permesso di soggiorno e della carta d’identità. Per poter votare bisogna aver compiuto i 16 anni entro il 15 dicembre 2012.
Comunque, per tutte le informazioni o eventuali interrogativi consultate il sito ufficiale del Patto Civico per la Lombardia: http://www.pattocivicolombardia.it/
 
 
Perché andare a votare alle primarie lombarde?
 
Ovviamente, non tutti gli uomini e le donne che pensano che occorra voltare pagina dopo il ventennio formigoniano sono anche convinti che bisogna andare a votare alle primarie. E ci mancherebbe altro, visti i tempi che corrono e le troppo delusioni e incazzature accumulate. Poi ci sono state le modalità non proprio edificanti con le quali siamo arrivati a queste primarie (do you remember?), il poco tempo a disposizione per farle vivere sul territorio e per far conoscere i candidati e, infine, una certo senso di overdose da primarie dopo quelle nazionali. Poi ci sono anche le diffidenze di sempre rispetto ad uno strumento considerato troppo amerikano e troppo maggioritario e tante altre cose ancora.
In tutti questi dubbi e in tutte queste sensazioni ci sono sicuramente dei pezzi di verità, ma poi c’è anche un altro pezzo e un altro ragionamento, che penso sovrastino tutti gli altri. Per prima volta dopo tanti anni c’è la possibilità concreta, sebbene per nulla facile o scontata, di produrre un cambiamento in Lombardia, di mandare a casa i responsabili del malgoverno, dell’affarismo e delle false eccellenze. In altre parole, non si va ad elezioni per partecipare, ma per cercare di vincere. Sarebbe stato davvero da pazzi, dunque, se le scelte da fare fossero state affidate a qualche stanza chiusa, se di segreteria o di salotto poco importa, invece che a una contesa e a un confronto pubblico e trasparente sulle persone e, soprattutto, sui programmi.
In altre parole, con tutti i suoi difetti e con tutto il poco tempo a disposizione –ma su questo non possiamo farci molto, visto che si voterà probabilmente già a febbraio-, queste primarie sono comunque un fatto positivo e un’occasione da non sprecare per contribuire dal basso alla definizione delle scelte e alla costruzione del percorso che ci porterà alle elezioni vere e proprie.
 
 
Perché votare Andrea Di Stefano?
 
In queste primarie si sono confrontate tre persone certamente dignitose e di indubbia moralità. Queste caratteristiche ovviamente non bastano per fare un programma di governo, ma visto come siamo messi attualmente in Regione, tra ruberie ed ‘ndrangheta, non è nemmeno poco, anzi!
Ma appunto, non basta, né per governare, né per cambiare. E da questo punto di vista Umberto Ambrosoli, Alessandra Kustermann e Andrea Di Stefano presentano profili e priorità diversi. L’esito delle primarie, con il suo vincitore, ma anche con i suoi numeri e le sue proporzioni, ci diranno dunque molto sul programma della coalizione, che io penso debba essere di rottura e discontinuità con il regime formigoniano non solo nelle persone, ma anche nel modello, nel sistema di potere e nelle priorità sociali e politiche. Ed è esattamente per questo che avevo sostenuto da subito la candidatura di Andrea Di Stefano e che ora vi invito a votarlo alle primarie!
Vi risparmio un altro fiume di parole per argomentare perché ritengo Andrea un ottimo  candidato per la presidenza della Lombardia e rinvio a questo proposito, per chi fosse interessato, a quanto avevo scritto il 22 ottobre scorso (vedi Con Andrea Di Stefano per voltare pagina sul serio), aggiungendo soltanto che queste ultime settimane di confronti, assemblee eccetera  mi hanno confermato assolutamente nelle mie convinzioni iniziali.
Quindi, prima di chiudere, mi limito ad un’unica considerazione, che mi pare però necessaria alla vigilia del voto di sabato. In queste settimane in molti si sono accorti che la candidatura di Andrea Di Stefano, inizialmente sottovalutata da molti, non era un gioco, ma una cosa seria. E tanti, che magari prima non lo conoscevano, hanno potuto conoscere ed apprezzare la sua competenza e la sua serietà. E così, è successo che in questi giorni qualcuno abbia pensato bene di riesumare argomenti un po’ vecchi e un po’ tristi, ma che evidentemente pensa efficaci: cioè, dipingere Andrea Di Stefano come rappresentante di una sinistra minoritaria e votata alla sconfitta permanente e, in ultima analisi, come uomo incapace di essere il candidato presidente di una coalizione competitiva.
Comunque, non sono soltanto argomenti tristi, ma soprattutto argomenti espressione di una visione distorta della realtà, che postula, alla faccia dell’esperienza concreta, che per vincere in Lombardia sia sufficiente spostarsi al centro. Già, perché in troppi fanno finta di non sapere che la rincorsa del centro è la cifra della politica dominante del centrosinistra lombardo da un po’ di tempo, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, specie quelli delle regionali del 2010.
No, il problema principale per una coalizione che intende battere le destre in Lombardia è convincere e coinvolgere gli elettori che desiderano un cambiamento in Regione, ma che magari si sono arresi alla delusione o alla rassegnazione, che forse non votano più o che votano per protesta. In altre parole, le destre non si battono al centro, ma in basso e in periferia. In fondo, pur nella consapevolezza che la regione non vada confusa con il suo capoluogo, questo è stato anche l’insegnamento della primavera milanese.
 
Ebbene, qui mi fermo. Mi raccomando, se sabato prossimo non siete proprio dall’altra parte della galassia, andate a votare e votate Andrea Di Stefano!
 
Luciano Muhlbauer