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PRESIDIO: IN PIAZZA CON LE ASSOCIAZIONI PACIFISTE, FUORI DALLE IPOCRISIE E DALLE AMBIGUITA’
di lucmu (del 02/11/2005 @ 14:29:46, in Pace, linkato 1042 volte)
Il presidio al consolato iraniano di Milano, indetto per domani da “Sinistra per Israele”, ha un pregio e un grande difetto.
Il pregio sta nel tentativo di volersi sottrarre all’irritante e stucchevole operazione politica che sta alla base dell’iniziativa romana, promossa da Giuliano Ferrara, e che prende a pretesto le gravi e inaccettabili dichiarazioni del presidente iraniano, per rilanciare invece il delirio dello “scontro di civiltà”.
Il grande difetto sta nel fatto di non esserci riuscito, se non in minima parte, riproducendo ancora una volta quello strabismo politico che fa intollerabilmente coincidere il sostegno al popolo ebraico e al sacrosanto diritto di Israele di esistere con l’appoggio acritico e incondizionato alla politica di Sharon.
Anche a Milano, la giusta aspirazione del popolo palestinese a una terra e a uno stato non trova nemmeno lo spazio di una riga, di un cenno nell’appello dei promotori. E questo è un errore. L’unica sicurezza, per Israele, per la Palestina e per tutti i popoli del Medioriente, compreso quello irakeno, sta nella costruzione di una pace giusta, nel riconoscimento del diritto all’autodeterminazione per tutti e nella fine delle occupazioni militari.
Ecco perché l’unico modo per stare in piazza domani a Milano, fuori dalle ipocrisie e dalle ambiguità, è quello che ci propongono le associazioni pacifiste raccolte in Action for Peace (Amal - Bambini per la pace, Arci, Associazione Italia-Palestina, Associazione Jalla, CRIC, Donne in nero, Ebrei contro l’occupazione, Guerre & Pace, Gruppo Bastaguerra – Milano, Pax Christi, Rete Radiè Resch, SCI, Salaam ragazzi dell’olivo), che saranno presenti al presidio con uno striscione che dice “Diritti per tutti i popoli del Medioriente, due stati per due popoli in Palestina/Israele, contro la guerra in Iraq”. E chissà, forse questo potrà essere anche l’unico modo per aprire davvero un confronto serio.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer