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APPROVATO IL NUOVO STATUTO DELLA LOMBARDIA
di lucmu (del 13/03/2008 @ 15:50:13, in Regione, linkato 803 volte)
Dopo due giorni e mezzo di seduta il Consiglio regionale ha approvato il nuovo Statuto d’autonomia della Lombardia. Hanno votato a favore i gruppi della maggioranza di centrodestra (Fi, An, Lega, Udc) e il Partito Democratico, mentre i gruppi della sinistra (Prc, Sd, Verdi, Pdci) si sono astenuti.
Lo statuto entrerà in vigore soltanto dopo una seconda votazione da parte del Consiglio, da tenersi tra due mesi, e verrà definitivamente promulgato se il Governo non lo impugnerà per motivi di illegittimità costituzionale e se non verrà richiesto il referendum popolare.
La Lombardia è tra le ultimissime regioni italiane a dotarsi di un nuovo statuto, come richiesto dalla legge costituzionale n. 1 del 1999, ed è forse l’unico caso in cui questo non sia stato approvato all’unanimità dal Consiglio. Siamo dunque consapevoli che la nostra odierna astensione non rappresenta un fatto ordinario. Dall’altra parte, la Lombardia è il luogo dove il presidenzialismo regionale all’italiana ha mostrato più nitidamente il suo carattere squilibrato e autoritario, anche a causa della forza del sistema di potere di Formigoni, e sarebbe stato irresponsabile e miope adagiarsi su un coro bipartisan che fotografa la distorsione democratica esistente (vedi nostro articolo dell’11 marzo).
Il risultato finale della tre giorni dedicati allo statuto non si discosta molto dal testo iniziale. Sono stati accolti una trentina di emendamenti, ma non sulle parti fondamentali del testo, cioè quelle relative ai poteri e alle funzioni dell’assembla legislativa e del Presidente. E così, da una parte c’è stato qualche abbellimento e, dall’altra, qualche contentino alla Lega, con l’introduzione della “festa regionale”. Non è stata stabilita la data, ma va per la maggiore l’ipotesi del 7 aprile, in memoria del giuramento di Pontida dell’anno 1167…
Significativo era però il lungo dibattito in aula, parecchio lontano dal presunto “spirito costituente” invocato dalle destre e dedicato, invece, in larga misura alle contraddizioni della maggioranza. Tutto sommato, un clima scialbo, dove si toccava con mano che la testa di tanti non stava in Consiglio, bensì in campagna elettorale (quella politica e quella regionale, che si avvicina sempre di più).
Unico fatto degno di nota, in senso negativo, è il tentativo dell’assessore Buscemi (Fi) di abrogare ogni, pur timido, riferimento alle pari opportunità tra i generi, nel caso degli organi di governo della Regione e degli organi direttivi degli enti e delle aziende controllati dalla Regione. Certo, il senso era quello di salvaguardare la mano libera della Giunta nelle nomine, ma il dibattito era più che paradigmatico, perché andava ben oltre alla questione concreta, toccando punte di misoginia stupefacenti, dall’intervento inqualificabile dell’assessore Prosperini (An) fino agli insulti gratuiti a Vladimir Luxuria della Lega. Alla fine, dopo le aspre proteste dell’opposizione e una conseguente sospensione della seduta, il tutto si è risolto con una piccolissima modifica, che in realtà non cambia molto. Ma lo spettacolo è stato davvero imbarazzante!
Dulcis in fundo, il comportamento del Presidente Formigoni, che la dice lunga sul rispetto che gode l’assemblea legislativa da parte del presidente. La sua presenza in aula è durata, infatti, il tempo del suo intervento, dove ha rivendicato che lo statuto è lo “specchio” della sua azione politica, e poi non si è più visto. Nemmeno oggi, durante il “solenne” voto finale, si è presentato perché impegnato in qualche riunione di partito relativa alla sua campagna elettorale per il Senato della Repubblica…
Insomma, lo statuto approvato oggi è uno statuto che si limita a fotografare l’esistente, cioè il modello Formigoni.
 
qui puoi scaricare sia il testo dello Statuto approvato, che l’intervento in aula consiliare dell’assessore Prosperini, dedicato alla questione pari opportunità. Buona lettura…