\\ Home Page : Articolo : Stampa
DOPO SEI ORE GLI OPERAI DELLA "MANULI" TORNANO AD ASCOLI. LA DIREZIONE SI E' RIFIUTATA DI PARLARE CON LORO, LA PREFETTURA INVECE LI HA RICEVUTI
di lucmu (del 16/10/2009 @ 15:50:18, in Lavoro, linkato 917 volte)
I 24 operai della Manuli di Ascoli Piceno hanno ripreso la via di casa alle 14, dopo essere stati ricevuti in Prefettura.
Dalle 8.30 di stamattina hanno presidiato la sede centrale della Manuli Rubber Industries di Milano, in piazza della Repubblica, dove tre di loro si sono anche incatenati. Volevano semplicemente un incontro con qualche dirigente, ma la proprietà non li ha ritenuti degni di incontrare nemmeno un usciere. Insomma, si è categoricamente rifiutata di parlare con i suoi operai.
Alla fine è stata la Prefettura a ricevere due delegati sindacali ascolani, alla presenza del sottoscritto, assumendosi l’impegno di trasmettere al Ministero una relazione sull’accaduto e sulla situazione aziendale esposta dai lavoratori. È poco, anzi è quasi niente, ma almeno il Prefetto ha mostrato di possedere ancora un po’ di senso di civiltà.
Quello dell’azienda, invece, è un comportamento indecente, che fa il paio con la scelta di chiudere la produzione ad Ascoli, per trasferirla in paesi dove i salari sono più miseri e i profitti più facili, gettando sul lastrico centinaia di lavoratori e lavoratrici con età media intorno ai 35 anni. Cioè quasi tutti con bambini ancora piccoli e un mutuo da pagare, su un territorio duramente colpito dalla crisi e senza alternative occupazionali.
I 375 operai della Manuli, in cassa integrazione, presidiano la fabbrica dal 3 agosto scorso. Non intendono arrendersi, non soltanto perché non hanno altra scelta, ma anche perché non capiscono proprio, e giustamente, come sia possibile che un’azienda con i bilanci in attivo e che dalla Cassa del Mezzogiorno in poi ha beneficiato di lauti sostegni pubblici, possa oggi tranquillamente levare le tende e scaricare tutti i costi sui lavoratori e sul territorio.
Ieri sera, al presidio della Manuli di Ascoli Piceno, avevano deciso che dovevano farsi sentire anche a Milano, che la direzione doveva ascoltarli. Così, 24 di loro, a nome di tutti e tutte e con il consenso dei sindacati (Sdl, Cgil, Cisl, Uil, Ugl), hanno preso un pullman per Milano, viaggiando tutta la notte. Qui sono stati accolti dall’arroganza della proprietà, ma forse qualcuno in più, in giro per l’Italia, ora conosce la loro vicenda e noi sicuramente non li dimenticheremo.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer