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PHONE CENTER: I CONSIGLIERI DEL PRC ADERISCONO ALLA MANIFESTAZIONE
di lucmu (del 23/03/2007 @ 16:01:08, in Migranti&Razzismo, linkato 712 volte)
Il gruppo consiliare regionale di Rifondazione Comunista aderisce e sarà presente alla manifestazione convocata per domani a Milano dal “Comitato promotore contro la legge regionale n.6”.
Non avevamo votato la legge regionale n. 6/2006 un anno fa, perché la ritenevamo una legge speciale, per alcuni aspetti di dubbia legittimità costituzionale, orientata non tanto a regolamentare un settore commerciale, ma piuttosto a provocare la chiusura massiccia dei phone center. Peraltro, il dibattito politico e istituzionale era nato sotto la spinta della Lega Nord e di An, i quali sostenevano la necessità di una legge ad hoc perché individuavano nei phone center un “ luogo di aggregazione di immigrati ” e quindi di per sé meritevole di controlli e norme particolari.
Un anno dopo, le nostre obiezioni e posizioni hanno trovato conferma nella realtà. La legge regionale è semplicemente inapplicabile, se non al prezzo dell’eliminazione forzosa di un intero settore commerciale e con esso di un prezioso servizio per i lavoratori immigrati presenti nella nostra regione. Infatti, non soltanto il 90% dei quasi 2.700 phone center risultano non in regola con la nuova norma restrittiva, ma anche l’85% dei Comuni lombardi, compresa Milano, non ha adempiuto agli obblighi imposti dalla legge regionale. Lo stesso TAR della Lombardia, sezione di Brescia, accogliendo un ricorso dei gestori di phone center, ha sollevato dubbi di legittimità costituzionale.
Di fronte a questa situazione, Rifondazione Comunista e tutta l’Unione avevano chiesto in Consiglio regionale il rinvio di un anno dell’entrata in vigore della legge, al fine di evitare il precipitare della situazione e di poter riesaminare con serenità il merito della legge, di concerto con gli enti locali e le associazioni di categoria. Una proposta di buon senso e di buon governo, ma ciononostante respinta dalla maggioranza formigoniana sotto il ricatto leghista.
Infine è stata gettata la maschera. Non si trattava e non si tratta di regolamentare un’attività commerciale, bensì di muovere guerra a dei luoghi, “colpevoli” di essere gestiti e frequentati anzitutto da cittadini immigrati. Un provvedimento insensato, immorale e intriso di demagogia razzista, che assesta un nuovo colpo alla convivenza nella regione che da sola concentra un quarto dell’immigrazione nazionale.
I consiglieri regionali di Rifondazione sostengono tutte le opposizioni alla legge xenofoba sui phone center e per questo domani saranno al fianco dei manifestanti. E rinnoviamo il nostro appello al buon senso e alla ragionevolezza, in primis al Comune di Milano, perché le istituzioni non si arrendano al razzismo della Lega Nord.
 
comunicato stampa di Luciano Muhlbauer