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MILANO: GRAVE CHE CASELLI PARAGONI I NO TAV AI CAMORRISTI
di lucmu (del 21/02/2012 @ 14:55:22, in Movimenti, linkato 2699 volte)
Articolo di Luciano Muhlbauer, pubblicato sul giornale on line MilanoX il 21 febbraio 2012
 
Non mi piace particolarmente polemizzare con dei magistrati, anche se può capitare, e non mi ricordo di avere mai scritto frasi ingiuriose contro singoli magistrati. E riterrei profondamente sbagliato se la mobilitazione per la scarcerazione degli attivisti No Tav, arrestati il 26 gennaio scorso, finisse per tramutarsi in una sorta di questione personale con il Procuratore Capo di Torino, Gian Carlo Caselli.
Sarebbe imperdonabile, poiché non solo condurrebbe su strade senza vie d’uscita, ma soprattutto assolverebbe i responsabili del costosissimo, inutile e dannoso progetto Tav e della pazzesca militarizzazione della Val di Susa.
Se in Valle la situazione è quella che è e se c’è una campagna, giudiziaria e politica, per tentare di spezzare il movimento ed eliminare il dissenso, questo non è certo il prodotto delle decisioni di una qualche procura, bensì di un insieme di attori economici e politici, a partire dal livello governativo.
Detto e ribadito tutto questo, non possiamo però esimerci da alcune considerazioni su quanto dichiarato da Gian Carlo Caselli nella sua intervista, pubblicata oggi dal Corriere della Sera, in seguito all’annullamento della presentazione pubblica del suo libro a Milano, causa timori per eventuali ed attese contestazioni.
Sarebbe certamente più comodo tacere e fare finta di niente, come fanno molti, ma sarebbe anche irresponsabile, perché il procuratore capo ha scelto di formulare alcuni giudizi, di carattere extragiudiziale, che francamente fanno sobbalzare sulla sedia e che inquietano.
Come si fa a paragonare chi contesta la retata del 26 gennaio ai "familiari dei camorristi che circondano le auto delle forze dell'ordine per impedire gli arresti dei loro congiunti”? Oppure, liquidare le critiche di un suo stimato ex collega, il giudice Livio Pepino, con un infastidito “ai tempi del terrorismo, a sinistra mi chiamavano ‘servo sciocco’ del generale Dalla Chiesa. Non mi sono impressionato allora né mi impressiono oggi”?
È grave che proprio il magistrato che conduce l’inchiesta contro un gran numero di attivisti del movimento No Tav paragoni con disinvoltura gli inquisiti a camorristi e quanti lo criticano a dei collusi con il terrorismo.
Auspico vivamente che si torni presto a maggior realismo e correttezza e, soprattutto, che tutta la questione No Tav torni ad essere considerata per quella che è: non una questione di ordine pubblico, bensì politica, nel senso più nobile del termine. Poi, qualche camorrista o simile salterà sicuramente fuori, ma certamente non dalla parte dei No Tav.
Il 25 febbraio ci sarà la manifestazione nazionale in Val di Susa, che ribadirà ancora una volta la richiesta di scarcerazione degli attivisti detenuti e la continuazione della lotta contro l’insensato progetto Tav. Sarà una voce plurale, unita e determinata. Ne sono certo. Andrebbe ascoltata.