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A MAGENTA LA LEGA OTTIENE CHIUSURA CENTRO CULTURALE ISLAMICO REGOLARE
di lucmu (del 17/06/2008 @ 16:45:13, in Migranti&Razzismo, linkato 1300 volte)
La Lega Nord, per bocca dell’assessore regionale Boni, canta vittoria perché a Magenta sarebbe stata chiusa una “moschea abusiva” e pertanto ristabilita la legalità. Peccato però che in via Oberdan a Magenta non c’era alcuna moschea e tanto meno un problema di legalità. Concretamente, oggi è successo semplicemente che i responsabili dell’Associazione Yacuta, che occupava regolarmente il capannone, hanno riconsegnato le chiavi alla proprietà, lasciando lo spazio.
Tuttavia, la Lega ha ragione a cantare la vittoria, poiché è stato grazie al clima islamofobico suscitato dalla sua indecente campagna d’odio che gli operai immigrati, in gran parte di origine pakistana e regolarmente residenti in Italia da lunghi anni, hanno dovuto rinunciare al loro centro culturale. Infatti, altre ragioni non ci sono, come dimostra un breve riepilogo dei fatti.
Nell’estate del 2006 l’Associazione Yacuta e la proprietà del capannone hanno stipulato un regolare contratto d’affitto, nel quale era peraltro specificato che i locali sarebbero stati utilizzati per svolgere “attività di centro culturale e di oratorio”. Va inoltre sottolineato che l’associazione aveva immediatamente depositato presso il Comune di Magenta il suo statuto, chiedendo l’inserimento nell’elenco delle associazioni locali, senza però ricevere mai una risposta di alcun tipo.
Le persone che frequentavano il capannone lavorano tutte nel magentino, come operai o piccoli imprenditori, e utilizzavano lo spazio nel tempo libero per riunirsi, parlare dei problemi della quotidianità e per pregare. Ma non c’è mai stato nessun imam e nessuna moschea. E, aggiungiamo, non ci sono nemmeno mai state segnalazioni da parte delle forze dell’ordine, essendo le uniche contestazioni esistenti quelle della polizia municipale, relative però ad alcune opere edilizie risalenti a vent’anni prima.
Ma a questo punto entravano in scena la Lega, assecondata dal Sindaco di Magenta, e la sua campagna contro la “moschea abusiva”. Il pessimo clima e le pressioni politiche sul proprietario del capannone facevano poi il resto e così, grazie a un’ingenuità e alla non perfetta conoscenza della lingua e delle cose italiane, la proprietà era riuscita a ottenere una firma su una lettera di rescissione dal contratto d’affitto da parte dell’associazione. Ne è nata una questione legale, finita con una sentenza favorevole alla proprietà da parte della Corte di Appello di Milano. Ma la querelle non è mai uscita dagli aspetti contrattuali formali e nessun giudice ha mai contestato la regolarità dell’uso dei locali da parte dell’associazione.
Insomma, la legalità non c’entra proprio nulla. Anzi, semmai a qualche domanda dovrebbe rispondere la Lega, visto che non soltanto la Costituzione italiana afferma la libertà religiosa, ma lo stesso nuovo Statuto della Regione Lombardia, appena approvato con il voto favorevole del Carroccio, dice espressamente che la Regione “promuove le condizioni per rendere effettiva la libertà religiosa”.
In altre parole, a noi pare che il problema a Magenta non si chiami “moschea abusiva”, ma Lega Nord.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer