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IN REGIONE LOMBARDIA DUE CONSIGLIERI ABBANDONANO IL GRUPPO DI RIFONDAZIONE. E AUMENTA LA FRAMMENTAZIONE
di lucmu (del 15/05/2009 @ 16:36:52, in Politica, linkato 1827 volte)
Confesso, questo post lo scrivo malvolentieri, un po’ perché questo blog ha sempre cercato di tenersi lontano da quelle che vengono percepite da tanti e tante (a torto?) come semplici “beghe” di palazzo o di partito, un po’ perché non c’è nulla di edificante da raccontare. Infatti, non ne volevo scrivere.
Ma poi il fatto, cioè la fuoriuscita dal gruppo consiliare regionale di Rifondazione di Agostinelli e Squassina e la conseguente formazione di un ulteriore gruppo, diventa pubblico, com’è successo ieri con l’intervista di Mario Agostinelli sul giornale on-line www.affaritaliani.it (riproduciamo per correttezza l’intervista, nonché la mia successiva dichiarazione, in fondo a questo post). E, giustamente, qualche amico, compagno o elettore ti chiede che cavolo sta succedendo. Allora ti rendi conto che il silenzio, sebbene ispirato a buoni propositi, non è praticabile. Anzi, è proprio sbagliato, anche perché se siedi in Consiglio regionale è perché qualcuno ha votato una determinata lista, in questo caso quella di Rifondazione del 2005, ed espresso una determinata preferenza. Insomma, questo post, in fondo, è un atto dovuto.
IL FATTO. Lunedì 11 maggio l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale ha preso atto, mediante propria deliberazione, della costituzione di un nuovo gruppo, denominato “Unione per Unaltralombardia” e composto da Mario Agostinelli (capogruppo), Osvaldo Squassina e Giuseppe Civati.
Con la fuoriuscita dal gruppo di Rifondazione di Agostinelli (già capogruppo indipendente Prc) e Squassina, il gruppo ”Rifondazione Comunista – Sinistra Europea” rimane dunque composto dal solo sottoscritto, che per matematica ne diventa quindi anche il nuovo capogruppo.
Nulla cambierà invece nel Partito Democratico, poiché l’adesione al nuovo gruppo da parte di Civati, proveniente appunto dal Pd, è soltanto temporanea ed egli ritornerà al Pd al più presto, come ha chiarito il capogruppo del Pd in Consiglio, Carlo Porcari, con le seguenti parole consegnate all’Ansa ieri: “Civati è e rimane del Pd, ma il cui appoggio consente alla nuova formazione di avere una propria rappresentanza nell'aula del Consiglio”.
Infatti, va ricordato che il Regolamento del Consiglio regionale prevede che per poter formare un nuovo gruppo bisogna essere almeno in tre, salvo nel caso in cui il/i consigliere/i siano espressione di una lista che ha ottenuto la legittimazione del voto popolare.
A sinistra del Pd il panorama si “arricchisce” dunque di un ulteriore gruppo. Cioè, per fare l’elenco aggiornato: Prc, Sd, Verdi, Comunisti Italiani e Unione per Unaltralombardia. A questo potrebbe essere aggiunta l’Italia dei Valori, ma non mi pare possa essere definita una forza di sinistra.
LA PREISTORIA. Il gruppo consiliare regionale ”Rifondazione Comunista – Sinistra Europea” era stato costituito all’inizio della Legislatura (2005) dai tre consiglieri eletti sulle liste di Rifondazione (Squassina a Brescia, Agostinelli e Muhlbauer a Milano). Capogruppo era stato nominato, su indicazione del partito, l’indipendente Agostinelli. In tutti questi anni, la diversità tra noi tre non è mai diventato un problema politico, anzi, è stato di fatto un punto di forza del gruppo. Così come non si sono mai registrate divergenze significative, a parte le solite discussioni che si producono in ogni gruppo umano, sul modo e sul merito del fare opposizione al sistema di potere di Formigoni.
Ma poi, in questo 2009, è successo che Rifondazione ha vissuto la scissione di una parte dell’area congressuale che faceva riferimento a Niki Vendola. Osvaldo Squassina, da subito, aveva scelto di stare con quel percorso, che poi avrebbe portato alla lista “Sinistra e Libertà”. E quindi, da tempo, egli, pur non abbandonando il gruppo di Rifondazione, faceva attività a favore di quella lista e dichiarava di non rappresentare più il Prc.
Una situazione che con il tempo si faceva complicata, a tratti schizofrenica, visto che nel frattempo si è aggiunta la partecipazione di Agostinelli, in quanto capogruppo di Rifondazione, a qualche iniziativa promozionale di “Sinistra e Libertà”. Di fronte a questa confusione galoppante, il Congresso regionale del Prc, svoltosi il 22 marzo scorso, ha chiesto formalmente quello che in realtà è normale per qualsiasi formazione politica: cioè, che i consiglieri regionali del gruppo di Rifondazione, data anche la loro visibilità pubblica, non facessero campagna elettorale per altre liste, oggettivamente in competizione con quella del partito di riferimento.
Questa richiesta era stata però ritenuta irricevibile e pertanto si è arrivati alla scelta da parte di Mario e Osvaldo di abbandonare il gruppo.
UN COMMENTO. Ed è la parte più breve, perché penso che chi legge, se ha avuto la pazienza di arrivare fino a questo punto, è perfettamente in grado di farsi un’idea di quello che è successo. E poi, di ulteriori polemiche a sinistra non si sente proprio il bisogno. Anzi, forse è proprio la troppa autoreferenzialità che rende così terribilmente faticoso individuare una via d’uscita dal disastro in cui tutte le sinistre sono precipitate.
Tuttavia una cosa va detta, per onestà. Sento un dispiacere personale, oltre che politico, per la scelta di Mario e Osvaldo e posso anche capire le loro motivazioni, ma non capisco il senso dell’operazione. Cioè, a un anno soltanto dalle elezioni regionali, dove si porrà a tutti quanti il problema di costruire una proposta credibile, autonoma e aperta della sinistra, provocare un’ulteriore divisione, senza peraltro riaggregare nulla, è un grave errore politico. E che tutto questo avvenga nella separatezza del “palazzo” non rende certo più comprensibile il tutto.
 
Qui di seguito l’intervista di Agostinelli rilasciata a Affaritaliani.it e poi il mio intervento, così come sono stati pubblicati dal giornale on-line:
 
Regione Lombardia/ Mario Agostinelli (Prc) ad Affaritaliani.it: "Esco da Rifondazione per dare vita a Unione per un'altra Lombardia"
Mercoledì 13.05.2009 15:56
 
Il consiglio regionale si arricchisce di un altro gruppo. Si chiamerà Unione per un'altra Lombardia nel quale confluiranno i vendoliani che si staccheranno da Rifondazione comunista. Ad annunciare la scissione ad Affaritaliani.it è proprio l'ex capogruppo del Prc al Pirellone Mario Agostinelli che da qualche tempo non è "più in sintonia con la politica del partito. Per questo – spiega - ho chiesto alla presidenza del consiglio regionale di permettere, nella fase in cui il gruppo del Prc composto da tre persone si divide, di mantenere la rappresentanza sia del Prc che dell'area più vicina a Vendola dentro il consiglio, per impedire che vadano entrambe nel gruppo misto". Com'è avvenuto questo passaggio? "Giuseppe Civati del Pd si rende disponibile ad assicurare questo diritto di tribuna: nel tempo tecnico necessario al consiglio per espletare questa transizione farà parte, tecnicamente e non politicamente, di Unione per un'altra Lombardia e subito dopo tornerà nei Democratici. Un gesto che apprezzo e che garantisce il pluralismo"
 
Anche Rifondazione comunista regionale di divide…
“Sì. Per compiere questo atto di pluralismo ho chiesto alla presidenza del consiglio regionale di permettere, nella fase in cui il gruppo del Prc (composto da tre persone) si divide, di mantenere la rappresentanza sia del Prc che dell'area più vicina a Vendola dentro il consiglio, per impedire che vadano entrambe nel gruppo misto".
 
Com'è avvenuto questo passaggio?
"Giuseppe Civati del Pd, con l’avallo del suo capogruppo Porcari, si è reso disponibile ad assicurare questo diritto di tribuna: nel tempo tecnico necessario al consiglio per espletare questa transizione farà parte da oggi in poi, tecnicamente e non politicamente, di Unione per un'altra Lombardia e subito dopo tornerà nei Democratici. Un gesto che apprezzo e che garantisce il pluralismo”
 
Una sorta di garanzia di pluralismo...
"Certamente. Il problema è proprio il diritto di tribuna. E' un vantaggio per tutti. Nessuno ha abiurato. Io ho fatto questo per coerenza, visto che potevo rimanere capogruppo del Prc pur essendo oggi non in consonanza con le scelte del partito. Quindi è un atto che tutti hanno apprezzato. Ma vorrei aggiungere una cosa..."
 
Dica...
"In molti stanno trascurando che se questo passaggio non fosse possibile dovremmo cacciare cinque dipendenti. Da parte mia mi prendo tutte le responsabilità di una procedura contemplata e corretta che salva il pluralismo politico. Sono fiero di fare questa cosa perché non caccio Rifondazione dal consiglio e salvo 5 posti di lavoro".
Daniele Riosa
 
 
Lombardia/ Luciano Muhlbauer (Prc) ad Affaritaliani.it: "Agostinelli? Ha commesso un grave errore politico"
Giovedì 14.05.2009 12:19
 
Volano gli stracci a sinistra. Luciano Muhlbauer, capogruppo del Prc-Se in Regione, con una nota inviata ad Affaritaliani.it, attacca Mario Agostinelli che, sempre ad Affari, ha annunciato la sua fuoriuscita dal partito e la creazione di un nuovo gruppo consigliare in Regione di ispirazione vendoliana che si chiamerà Unione per un'altra Lombardia
"Con dispiacere - spiega Muhlbauer - abbiamo dovuto prendere atto della decisione di Mario Agostinelli e Osvaldo Squassina di fuoriuscire dal Gruppo consiliare regionale di Rifondazione Comunista. Una decisione sicuramente comprensibile e persino ovvia, alla luce della scelta di sostenere la lista "Sinistra e Libertà" alle Europee, ma che non possiamo non considerare un grande errore politico, poiché il suo unico effetto concreto è quello di aumentare la frammentazione delle sinistre in Consiglio regionale. Siamo tuttavia delle persone ostinate e pertanto continueremo a lavorare perché le elezioni regionali del 2010 vedano la presenza di una coalizione di sinistra credibile, aperta, autonoma e alternativa al regime formigoniano, auspicando di ritrovare su questa strada anche Agostinelli e Squassina. Dobbiamo tuttavia rettificare in un solo punto le dichiarazioni di Agostinelli rilasciate ad Affaritaliani. Cioè, l'esistenza autonoma di Rifondazione Comunista in Consiglio non è mai stata in discussione, perché gli unici che possono "cacciare" il Prc, o qualsiasi altra forza politica legittimamente rappresentata, sono gli elettori lombardi. Infatti - conclude il capogruppo del Prc - le norme e le regole del Consiglio regionale prevedono in ogni caso la rappresentanza autonoma di una forza politica, purché questa sia espressione diretta del voto popolare. Altre regole, più restrittive, valgono invece nel caso della formazione di nuovi gruppi, non espressione del corpo elettorale”.