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PUR DI SALVARE SE STESSA, CAMUSSO VUOLE SEQUESTRARE I DIRITTI E LE LIBERTA’ DI TUTTI I LAVORATORI
PUR DI SALVARE SE STESSA, CAMUSSO VUOLE SEQUESTRARE I DIRITTI E LE LIBERTA’ DI TUTTI I LAVORATORI
di lucmu (del 11/02/2014, in Lavoro, linkato 1079 volte)
blog Luciano Muhlbauer
La miglior difesa è l’attacco, avranno pensato Susanna Camusso e il suo entourage, specie quando in gioco ci sono delle posizioni di potere ritenute fino ad oggi consolidate e inattaccabili. E quindi, in questi giorni è partita una vera e propria offensiva all’interno della Cgil per estendere il pessimo e antidemocratico testo unico sulla rappresentanza del 10 gennaio scorso, siglato da Cgil-Cisl-Uil e Confindustria, a tutte le categorie del mondo del lavoro, compreso addirittura il pubblico impiego, dove esiste già un accordo generale che regola la rappresentanza.
Il primo appuntamento formale in questo senso è programmato per venerdì prossimo a Milano, quando tutte le categorie, tranne la Fiom (…), verranno chiamate a raccolta da Susanna Camusso per “estendere gli accordi su democrazia e rappresentanza a tutti i luoghi di lavoro”. Formalmente si tratta di un attivo regionale dei “settori non industriali”, ma per i duri di comprendonio il comunicato stampa ufficiale precisa subito che “saranno presenti i Segretari Generali Nazionali delle categorie interessate”.
Tanta fretta e tanto decisionismo colpiscono in un’organizzazione che in tutti questi anni di governi tecnici e di larghe intese, di riforme Fornero, riscrittura dell’art. 18, licenziamenti e austerity non ha promosso nemmeno uno sciopero generale degno di questo nome. Ma qui il punto è un altro, cioè che la crisi che scuote la più grande organizzazione sindacale del paese è anche crisi del suo potente apparato, cioè della sua capacità di fabbricare e organizzare consenso ed egemonia.
Le avvisaglie c’erano da tempo e, in fondo, sono in sintonia con quanto accade sul piano più generale, ma ultimamente i campanelli d’allarme sono diventanti davvero tanti e frastornanti. Basti pensare, per esempio, alle ultime primarie del Pd, dove l’indicazione di voto compatta da parte della quasi totalità del gruppo dirigente della Cgil a favore di Cuperlo si è rilevata drammaticamente irrilevante. E ora c’è pure la Fiom che rompe le scatole, che ha i vertici di tutte le categorie contro, ma che ciononostante non ha piegato la testa e, anzi, è riuscita a mettere in difficoltà Susanna Camusso.
A questo punto, però, sono successe una serie di cose, che indicano che il gruppo dirigente camussiano -e con esso l’intero apparato della Cgil- ha deciso di giocarsi il tutto per tutto. L’obiettivo è palese: liquidare ogni opposizione nella Cgil. E per poter fare questo, oggi e qui, va anzitutto liquidata l’autonomia della Fiom, cioè l’unica categoria che ha osato dire che non era d’accordo.
Il tutto è iniziato sabato scorso, con l’intervista a Susanna Camusso su Repubblica, in cui è stato annunciato un referendum tra gli iscritti “sul testo unico ma anche sul nostro modello sindacale”. Molti l’avevano scambiata per un’apertura verso Landini, visto che lui chiede il referendum. Invece, si è trattato dell’esatto contrario, perché a votare sarebbero stati non i lavoratori interessati e nemmeno gli iscritti Cgil interessati, bensì tutte le categorie della sola Cgil. Ma poiché sarebbe un po’ problematico spiegare al mondo perché i lavoratori del pubblico impiego o del commercio dovrebbero decidere su un accordo che non viene applicato a loro, ma solo a quelli dell’industria, allora è stato deciso di estendere, almeno in prospettiva, il testo unico del 10 gennaio a tutte le categorie dell’universo. Et voilà, les jeux sont fait, tutti gli iscritti Cgil possono votare e così mandiamo sotto la Fiom. E se poi non si adeguano ancora, ci sono sempre le sanzioni.
In teoria, chi non fa parte della Cgil, come il sottoscritto, a questo punto potrebbe anche disinteressarsi della questione oppure seguirla come spettatore. Sì, ma molto in teoria, perché in realtà qui non si sta parlando delle regole valide per gli iscritti della Cgil (o della Cisl o della Uil), bensì delle regole valide per tutti i lavoratori e le lavoratrici in Italia. E pur di salvare se stessi, Susanna Camusso e l’apparato Cgil sono disposti a far felice Cisl e padroni e a imporre l’estensione dell’accordo del 10 gennaio a tutti e tutte, persino andando a riscrivere e peggiorare le regole vigenti nel pubblico impiego, che fino a ieri venivano esibite come un modello.
Ma in fondo questo ha una sua logica. Lo stesso accordo sulla rappresentanza riflette la paura di perdere il controllo, poiché invece di aprire una riflessione critica e cercare di tornare al senso originario del fare sindacato, è stata scelta la strada opposta, quella del sistema bloccato e chiuso, quella della ricerca della propria legittimazione nelle pacche sulle spalle della controparte e, in ultima analisi, quella del sequestro e della privatizzazione dei diritti e delle libertà, anche costituzionali, che appartengono ai lavoratori (vedi il mio intervento Rappresentanza: arrivano il porcellum sindacale e le sanzioni per chi lotta).
Avrà una sua logica, certo, ma è proprio quella logica che non va bene. E quindi, molto concretamente, quello che ora sta accadendo in Cgil non riguarda soltanto la Cgil, ma riguarda tutti i lavoratori e le lavoratrici di questo paese, anzi, riguarda la qualità democratica tout court del paese. E quindi è un problema di tutti contribuire affinché a Susanna Camusso venga impedito di portare a compimento i suoi propositi.
 
Luciano Muhlbauer
 
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# 1
Impedirlo a Susanna Camusso... e a tutto l'apparato, perché lei non è arrivata lì né per caso né da sola.
Ma la cosa importante, come dici, è che non riguarda solo la Cgil ma riguarda tutte e tutti. Così come in questi anni ha riguardato tutti e tutte la battaglia della Fiom contro il 'modello Marchionne', o come la riuscita e l'impatto di eventuali scioperi generali che, anche se indetti dal brutto apparato Cgil, avrebbero potuto trasformarsi in una risposta vera agli attacchi di BCE, Monti, padronato eccetera. Il sindacalismo di base questo non sa capirlo, ne fa ogni volta una questione di "noi" e "loro", di buoni e cattivi, o un'occasione di anatemi e con questo contribuisce a non produrre nessuna alternativa e nessuna resistenza. E neppure nessuna chiarezza. Speriamo che anche per loro le tue considerazioni siano materia di riflessione.
di  Silvia  (inviato il 11/02/2014 @ 16:01:57)
# 2
Forse quello che i non addetti ai lavori, non hanno capito che tutto l'accordo di rappresentanza è voluto sopratutto per il pubblico impiego,certo parte dal settore privato, ma i tagli occupazionali previsti dall'Europa non sono certo nel settore privato, ma nel pubblico impiego. Nel privato il datore di lavoro valuta la rappresentanza della sigla qualsiasi sia, e con quella tratta.
Cosa succederà, semplice che quando partiranno i tagli "pesanti" nel pubblico impiego le RSU cercheranno di spostarsi nelle sigle non confederali, e l'accordo non lo prevede il passaggio di sigla, così automaticamente il dissenso sarà escluso automaticamente.
di  Damiano  (inviato il 11/02/2014 @ 18:43:32)
# 3
mi dispiace di non poter aggiungere un commento al tuo articolo, è molto lungo.Io ho scritto un altro un pò più lungo.Però voglio aggiungere un dettaglio:queste facce di bronzo non si vergognano nemmeno; credono che il sindacato è una loro proprietà.Questi imbecilli non hanno capito che la figura del delegato è in pericolo;non hanno capito che il delegato è l'unico preposto alla contrattazione di 2^ livello, eliminandolo così può passare tutta la violenza dei padroni:il licenziamento ed eliminazione del diritto di sciopero e con questa bruttura scompare anche l'autonomia di tutti i sindacato.Ciao,luigi montone:tessera CGIL n.0965331( MANDAMI LA TUA E-MAIL, OPPURE ME LA LASCI SUL TAVOLO DI LAURA.
di  luigi.montone@alice.it  (inviato il 13/02/2014 @ 18:56:49)
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