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VIA CAVEZZALI: FAMGLIE AL FREDDO E AL BUIO
VIA CAVEZZALI: FAMGLIE AL FREDDO E AL BUIO
di lucmu (del 21/12/2007, in Casa, linkato 1197 volte)
Articolo di Luciano Muhlbauer, pubblicato su il Manifesto del 20 (pag. Milano) e su Liberazione del 21 dic. 2007
 
Un anziano prete si inerpica, candela in mano, sulle scale buie di un palazzo privo di elettricità e riscaldamento per accompagnare a casa i bambini che frequentano il suo oratorio. Succede da un po’ di tempo, non in qualche megalopoli del sud del mondo, ma nella moderna e europea Milano, capitale della moda eccetera, eccetera.
Il sacerdote si chiama don Piero e lo stabile in questione è una vecchia conoscenza delle cronache meneghine, cioè l’ex residence di via Cavezzali 11. Vi ricordate? Una lunga storia di abbandono, degrado e speculazioni immobiliari, con tutto il suo corollario delinquenziale. Nel febbraio del 2006 un vigilante privato vi uccise un cittadino marocchino, Abdel Khalek Nakab. Una morte liquidata in seguito come “accidentale”, anche se sarebbe più appropriato il termine “annunciata”, poiché era ormai prassi comune per le proprietà riscuotere gli affitti arretrati con le minacce e le violenze. Più avanti sono arrivati gli sgomberi e le operazioni di polizia, con l’obiettivo dichiarato di riportare la legalità eccetera. Ma, mentre la mano della legge è stata forte e visibile con l’ultimo anello della catena, le immobiliari e gli speculatori, veri responsabili della situazione, se la sono cavata con poco.
E così arriviamo al presente. Altri annunci di “ora cambia tutto”. Una nuova amministrazione che si insedia e i lavori di ristrutturazione che partono. Tuttavia, per quella vecchia vicenda del debito accumulato con l’Aem, oltre 100mila euro, perché gli amministratori di allora intascavano i soldi, alla fine di ottobre l’azienda energetica taglia luce e riscaldamento ai residenti.
Una situazione insostenibile, perché lì vivono intere famiglie, non solo estranee al problema del debito pregresso, ma assolutamente in regola con il pagamento dell’affitto e delle spese. E, quindi, il Prefetto e le autorità annunciano pubblicamente interventi per risolvere la questione, considerato altresì l’inverno alle porte.
Eppure, sono passati quasi due mesi da quel giorno e oggi le famiglie continuano a stare al buio e devono riscaldarsi con mezzi di fortuna.
Dove sono finite le promesse e gli impegni? Il Comune e il suo Sindaco, così pronti a riempire i loro comunicati stampa di parole come “sicurezza” e “attenzione ai quartieri popolari”, cosa fanno? Insomma, siamo alle solite, passate le bufere mediatiche e fatte le dichiarazioni incendiarie, tutto torna come prima, cioè all’abbandono, anticamera del degrado.
Chiediamo quindi alle istituzioni di intervenire con urgenza per ripristinare le condizioni minime di vivibilità nello stabile di via Cavezzali 11. Si faccia subito, prima delle feste, consentendo a quelle famiglie di passare almeno il Natale in santa pace.
 
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