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CIE-CPT DI VIA CORELLI: IL CASO PREZIOSA
CIE-CPT DI VIA CORELLI: IL CASO PREZIOSA
di lucmu (del 02/01/2009, in Migranti&Razzismo, linkato 772 volte)
Ha scelto di chiamarsi “Preziosa”, ha la cittadinanza brasiliana e si trova in Italia senza regolare permesso di soggiorno. E così, il 20 giugno 2008 era finita rinchiusa nel Cie (ex Cpt) di via Corelli a Milano, nella camerata riservata ai transessuali. Fu rimessa in libertà all’improvviso l’11 luglio successivo, con in mano un decreto di espulsione e con il corpo segnato da diverse contusioni.
Nulla di straordinario si direbbe, la solita storiaccia da Cpt. Eppure, questa volta qualcosa di diverso c’è, perché Preziosa non si era accontentata di quel rilascio anticipato dopo una notte burrascosa, che l’aveva tra l’altro portata anche al pronto soccorso, ma si recò da un avvocato e sporse denuncia contro alcuni agenti di polizia in servizio quella notte nel Cie di via Corelli.
Quello che accadde la notte tra il 10 e l’11 luglio in via Corelli è attualmente oggetto di indagine da parte della Procura della Repubblica di Milano. Un’indagine complessa, come sempre quando di mezzo ci sono strutture come i Cie-Cpt, dove la trasparenza latita, per usare un eufemismo, e di solito anche la possibilità di poter raccogliere testimonianze terze. Ma c’è di più, perché la vigente legislazione in materia di immigrazione prevede che i provvedimenti di espulsione non vengano sospesi neanche in presenza di un’indagine della magistratura o di un processo, a meno che non venga rilasciato un apposito permesso di soggiorno temporaneo “per motivi di giustizia” da parte del Questore.
In altre parole, sebbene sia in corso l’indagine della Procura, Preziosa continua a vivere de jure e de facto in stato di clandestinità e rischia pertanto di venire espulsa prima ancora che si possa celebrare il processo.
Per questi motivi, il 23 dicembre scorso il sottoscritto e il Consigliere provinciale Piero Maestri abbiamo scritto una lettera urgente al Prefetto e al Questore di Milano, chiedendo il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di giustizia. In fondo, non si chiede molto, ma semplicemente che la magistratura possa completare il suo lavoro senza che sparisca dalla scena la querelante, nonché la principale testimone.
 
Qui di seguito, puoi leggere il testo della nostra lettera del 23 dicembre e in allegato puoi scaricare due articoli relativi al caso Preziosa, pubblicati in questi ultimi giorni dall’Unità e da il Manifesto.
 
“Milano, 23 dicembre 2008
 
Al Prefetto di Milano
Dott. Lombardi
 
Al Questore di Milano
Dott. Indolfi
 
Egregi Signori,
vi scriviamo per sottoporre alla vostra attenzione il caso del sig. W.S., detto “Preziosa”, cittadino del Brasile, sollecitando quindi un vostro intervento.
“Preziosa” era stata fermata e tradotta nel Cie (ex Cpt) di via Corelli, sito in Milano, il 20 giugno del corrente anno, poiché priva di regolare permesso di soggiorno. Era dunque trattenuta in suddetta struttura, nella camerata normalmente riservata ai “trans”, quando nella notte tra il 10 e il l’11 luglio accaddero dei fatti, la cui dinamica e le cui responsabilità sono attualmente all’esame della magistratura.
Ci limitiamo qui a segnalare che in tale notte il sig. W.S., detto “Preziosa”, fu accompagnata al pronto soccorso dell’Ospedale San Raffaele, dove venivano riscontrate diverse contusioni. Ella fu poi riaccompagnata al Cie nella medesima notte. Nella mattinata dell’11 luglio fu comunicato a lei, nonché a un altro trattenuto della “camerata trans”, il rilascio dal Cie. Cosa che avvenne poi effettivamente e le fu consegnato l’ordine di abbandonare il territorio nazionale entro cinque giorni.
Nella stessa giornata del rilascio, inoltre, “Preziosa” si recò nuovamente al pronto soccorso del San Raffaele, poiché continuava ad accusare dolori, e le furono riconosciuti dieci giorni di prognosi.
Infine, il 30 luglio scorso, il sig. W.S., detto “Preziosa”, sporse querela contro alcuni agenti della Polizia di Stato in servizio presso il Cie di via Corelli nella notte tra il 10 e l’11 luglio per ingiurie, lesioni personali, abuso d’ufficio, abuso d’autorità contro arrestati o detenuti e omissione di soccorso.
Attualmente sono in corso le indagini della Procura di Milano e nell’ambito delle stesse “Preziosa” è stata sentita più volte. Ciononostante, come prevede la legge, il decreto d’espulsione nei confronti del sig. W.S. non è stata sospeso.
In poche parole, “Preziosa” si trova de jure e de facto in stato di “clandestinità” e rischia pertanto l’espulsione coatta prima che si concludano le indagini o che si celebri il processo.
Riteniamo che un’eventualità del genere non sia nell’interesse dell’accertamento della verità e del rispetto della legalità e che vada dunque scongiurata – e che ci sia un accertamento della verità corretto e nel rispetto di tutte le garanzie siamo convinti sia nell’interesse delle stesse forze dell’ordine. Pertanto, certi della vostra sensibilità, con la presente intendiamo sollecitare una vostra attivazione perché al sig. W.S., detto “Preziosa”, possa essere rilasciato un premesso di soggiorno per motivi di giustizia.
 
A disposizione per ogni eventuale chiarimenti.
 
Distinti saluti
 
Luciano Muhlbauer
(Consigliere Regionale della Lombardia)
 
Pietro Maestri
(Consigliere Provinciale di Milano)”
 
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