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RONDE, IL PREFETTO COSA FA?
RONDE, IL PREFETTO COSA FA?
di lucmu (del 06/04/2007, in Migranti&Razzismo, linkato 877 volte)
Articolo di Luciano Muhlbauer, pubblicato su il Manifesto del 6 aprile 2007 (pag. Milano)
 
Hanno iniziato i leghisti con le ronde anti-rom e oggi scendono in campo anche i primi post-fascisti di An, mentre scalpitano numerosi pure esponenti di Forza Italia. La Casa delle Libertà meneghina, visti l’avvicinarsi delle elezioni amministrative di maggio e i tanti fallimenti collezionati dalla Giunta Moratti, sposta il suo baricentro sempre più a destra, dove regna sovrana la demagogia xenofoba.
Demagogia e giochi sporchi, di questo si tratta. E per capirlo è sufficiente riepilogare la triste odissea della settantina di rom, di cui trenta bambini, sgomberati da via Ripamonti in autunno, senza che qualcuno avesse pensato a sistemazioni alternative. Così se ne era fatto carico il solito don Colmegna, prima che il Sindaco di Opera offrisse la sua disponibilità. Ma a questo punto, apriti cielo, e le stesse forze politiche, cioè Lega e An, che qui urlavano “fuori i rom da Milano”, passavano al pogrom prenatalizio di Opera. Tende della protezione civile incendiate e oltre un mese di presidio, insulti e minacce hanno alla fine portato alla cacciata dei rom, che così sono ritornati in città. Per loro si parla di Parco Lambro, in base a un accordo condiviso anche dalla Giunta Moratti, ma i soliti noti, cioè Lega e An, sono già pronti al replay.
Il gioco è scoperto, ma si fa sempre più pericoloso, poiché il precedente di Opera ha consegnato all’estrema destra la sensazione di impunità. E così le “passeggiate” ad uso e consumo di giornali e televisioni rischiano di trasformarsi in nuovi atti di violenza di stampo razzista. Rifondazione Comunista, ai tempi di Opera, aveva denunciato con forza l’accondiscendenza delle autorità preposte alla tutela dell’ordine pubblico. Forse ora lo stesso Prefetto Lombardi si accorge degli effetti perversi degli errori fatti in quella occasione. Ma non bastano più le dichiarazioni ai media ed è giunto il momento dei fatti, cioè di un messaggio chiaro e deciso contro questa folle corsa al nuovo squadrismo. I rom sono esseri umani come tutti quanti e quindi hanno il sacrosanto diritto di vedersi tutelate dalle autorità le loro libertà civili e la loro sicurezza personale.

Ci sarebbe piaciuto appellarci non al Prefetto, ma alla politica. Ci pare, tuttavia, che le involuzioni demagogiche di chi amministra Milano da oltre 15 anni non lascino molto spazio. Anzi, le baraccopoli e il degrado cresciuti in questo lungo periodo di malgoverno della città, alla fine sembrano fare comodo a taluni politici senza scrupoli. Meglio scaricare le proprie responsabilità sullo sfigato di turno, facendo finta di non sedere a Palazzo Marino. Oggi tocca ai rom, compresi i bambini. Domani chissà.

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