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VERSO IL 15 OTTOBRE – LO STATO DELL’ARTE E LE COSE DA FARE
VERSO IL 15 OTTOBRE – LO STATO DELL’ARTE E LE COSE DA FARE
di lucmu (del 29/09/2011, in Movimenti, linkato 1061 volte)
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Infine, la famosa-famigerata lettera “confidenziale” della Banca centrale europea, invocata dal governo Berlusconi per giustificare la pesantissima manovra di ferragosto, comprensiva dell’ignobile articolo 8, è saltata fuori. Il Corriere della Sera l’ha pubblicata stamattina e, nel caso a qualcuno fosse sfuggita, la riproduciamo in calce a queste righe nella traduzione italiana.
Consigliamo vivamente la sua lettura, perché nella sua essenzialità imperativa le ragioni della giornata europea di mobilitazione del 15 ottobre si rinnovano e si rafforzano.
Anzitutto, colpisce la disinvoltura con la quale l’attuale e il futuro presidente della Bce, cioè Jean-Claude Trichet e Mario Draghi, dettano al capo del governo di un paese sovrano le scelte politiche da adottare. Per carità, lo sapevamo già come vanno queste cose, perché Grecia, Portogallo ecc. stanno lì a ricordarcelo, ma quando vedi questo metodo applicato al tuo paese fa un’altra effetto. Ebbene sì, perché c’è qualcosa che non va in questo tipo di rapporto tra una banca e un governo e un parlamento. Vi ricordate di tutte le analisi critiche della globalizzazione liberista, in materia di democrazia e sovranità popolare, che abbiamo fatto da Marcos e Genova in poi?
In secondo luogo, però, il merito dei “suggerimenti” della Bce non è propriamente originale: privatizzazione dei servizi pubblici locali, smantellamento dei contratti nazionali, libertà di licenziamento, aumento dell’età pensionabile, riduzione degli stipendi nel pubblico impiego e taglio dei trasferimenti agli enti locali. Sono tutte cose già sentite e strasentite sul piano internazionale e a casa nostra, da Sacconi a Marchionne e Marcegaglia, da Bonanni a Berlusconi e Maroni. In altre parole, da questo punto di vista, più che un’imposizione la lettera sembra piuttosto un favore al governo italiano, perché gli consente di non assumersi la responsabilità politica delle proprie azioni. Anzi, c’è di peggio, perché di fronte al diktat europeo non si “piega” soltanto la destra italiana, ma anche buona parte dell’opposizione di centrosinistra. There is no alternative, avrebbe detto la Thatcher.
La verità comprende probabilmente tutti e due gli aspetti che abbiamo evidenziato e, comunque, il risultato finale è sempre il medesimo: la risposta iperliberista alla crisi del neoliberismo e il ridisegno del modello sociale e politico per mezzo della rincorsa del pagamento di un debito palesemente impagabile, non trova opposizione vera e alternative credibili e, anzi, finisce per essere spacciato per un fenomeno naturale.
Fuck austerity grida qualcuno in maniera un po’ ruvida, United for global change dice la parola d’ordine condivisa per il 15 ottobre, alludendo appunto a quel cambiamento e a quell’alternativa la cui necessità tutti e tutte sentiamo, ma che nella realtà non si vedono ancora. Invece, a meno che non vogliamo soccombere e finire strangolati alla maniera greca, cornuti e mazziati, di un’altra punto di vista in campo c’è urgente bisogno. E il 15 ottobre, la giornata europea di mobilitazione lanciata dal movimento degli indignados spagnoli (vedi per esempio Movimiento 15M o Democracia real Ya!), pensiamo sia un’occasione, un punto di partenza o un punto di passaggio, fate voi, per avanzare in quella direzione.
Ebbene, qui in Italia la mobilitazione del 15 ottobre è stata assunta da praticamente tutte le articolazioni di movimento, da molti sindacati (sindacalismo di base, Fiom, autoconvocati, parti della Cgil), dai movimenti dei precari, dagli studenti, da diverse realtà associative, come l’Arci, e da molta parte della sinistra politica.
C’è un accordo generale sul fatto che il 15 ottobre si manifesterà a Roma, con partenza alle ore 14.00 da piazza della Repubblica (piazza Esedra), per arrivare in piazza San Giovanni. A Roma si sta riunendo anche un tavolo nazionale che cerca di mantenere i collegamenti tra le diverse reti e definire una gestione comune della piazza. Tuttavia, ad oggi, i livelli unitari si riducono essenzialmente a questo e a poco altro. Infatti, allo stato non c’è né una trattativa centralizzata con Trenitalia per i trasporti, né accordo su cosa fare, una volta arrivati a San Giovanni.
A nostro avviso, la difficoltà di definire momenti unitari alti, di cui ci sarebbe invece un terribile bisogno, sono dovuti alla complessità della situazione politica, all’assenza di alternative e sbocchi chiari e definiti e, non ultimo, alla questione dell’efficacia delle forme di azione finora sperimentate. E così, in questo inizio autunno sembra prevalere piuttosto la ricerca di autovalorizzazione politica da parte delle diverse reti impegnate verso il 15.
Senza la pretesa di essere esaustivi, segnaliamo soltanto i principali appuntamenti nazionali che in questo senso si sono tenuti o si terranno:
-       24 settembre, Roma, assemblea nazionale di Uniti per l’alternativa (già “Uniti contro la crisi”)
-       24-25 settembre, Bologna, costituente dello sciopero precario
Inoltre, segnalo che gli studenti stanno preparando una mobilitazione in tutte le città per venerdì 7 ottobre e per la maggior parte delle realtà studentesche questa sarà anche occasione per preparare il 15 ottobre.
Per quanto riguarda Milano, le difficoltà nazionali di connettere i diversi punti di vista e percorsi di avvicinamento al 15 ottobre, ha fatto sì che ci volessero ben tre diverse riunioni ed assemblee cittadine perché, alla fine, si realizzasse un primo appuntamento unitario. Questo si è tenuto ieri, mercoledì 28 settembre, presso l’Arci Corvetto ed erano presenti praticamente tutte le realtà interessate. Alla fine si è deciso di costruire un lavoro comune sui terreni della comunicazione pubblica, delle iniziative preparatorie (il countdown) e dei trasporti (verifica treno e/o pullman).
Per tenervi aggiornati da questo punto di vista vi consigliamo in particolare il sito Precaria.org, poiché i compagni e le compagne di San Precario si sono assunti la responsabilità della comunicazione per conto dell’assemblea unitaria.
 
Ebbene, per ora è tutti. Stay tuned, come si suole dire. E, soprattutto, ricordiamoci che la riuscita del 15 ottobre non è garantita da alcuna pozione magica, ma sarà frutto soltanto del lavoro che saremo in grado di mettere in campo tutti e tutte noi.
 
Luciano Muhlbauer
 
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Lettera Bce al Governo italiano
 
Francoforte/Roma, 5 Agosto 2011

Caro Primo Ministro,

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani. Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un'azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori.
Il vertice dei capi di Stato e di governo dell'area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che «tutti i Paesi dell'euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali». Il Consiglio direttivo ritiene che l'Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali.
Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti.
 
Nell'attuale situazione, riteniamo essenziali le seguenti misure:
 
1.Vediamo l'esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita. Alcune decisioni recenti prese dal Governo si muovono in questa direzione; altre misure sono in discussione con le parti sociali. Tuttavia, occorre fare di più ed è cruciale muovere in questa direzione con decisione. Le sfide principali sono l'aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e il ridisegno di sistemi regolatori e fiscali che siano più adatti a sostenere la competitività delle imprese e l'efficienza del mercato del lavoro.
a) È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.
b) C'è anche l'esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d'impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione. L'accordo del 28 Giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali si muove in questa direzione.
c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l'assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi.
 
2.Il Governo ha l'esigenza di assumere misure immediate e deciseper assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche.
a) Ulteriori misure di correzione del bilancio sono necessarie. Riteniamo essenziale per le autorità italiane di anticipare di almeno un anno il calendario di entrata in vigore delle misure adottate nel pacchetto del luglio 2011. L'obiettivo dovrebbe essere un deficit migliore di quanto previsto fin qui nel 2011, un fabbisogno netto dell'1% nel 2012 e un bilancio in pareggio nel 2013, principalmente attraverso tagli di spesa. È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l'età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012. Inoltre, il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi.
b) Andrebbe introdotta una clausola di riduzione automatica del deficit che specifichi che qualunque scostamento dagli obiettivi di deficit sarà compensato automaticamente con tagli orizzontali sulle spese discrezionali.
c) Andrebbero messi sotto stretto controllo l'assunzione di indebitamento, anche commerciale, e le spese delle autorità regionali e locali, in linea con i principi della riforma in corso delle relazioni fiscali fra i vari livelli di governo.
 
Vista la gravità dell'attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di Settembre 2011. Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio.
 
3. Incoraggiamo inoltre il Governo a prendere immediatamente misure per garantire una revisione dell'amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l'efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese. Negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l'uso di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell'istruzione). C'è l'esigenza di un forte impegno ad abolire o a fondere alcuni strati amministrativi intermedi (come le Province). Andrebbero rafforzate le azioni mirate a sfruttare le economie di scala nei servizi pubblici locali.

Confidiamo che il Governo assumerà le azioni appropriate.
Con la migliore considerazione,
 
Mario Draghi, Jean-Claude Trichet
 
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# 1
Firme sovrane? Stato sovrano?? Di sovrano ci son rimasti solo i debiti, e faremo bene a esercitare quest'ultimo briciolo di sovranità non pagandoli. Visto che per la BCE e l'UE neanche più la volontà popolare espressa coi referendum è sovrana...
di  igor  (inviato il 03/10/2011 @ 17:12:00)
# 2
Che ci crediate o no c'è qualcuno che decide tutto al di sopra di qualsiasi controllo...
http://www.libreidee.org/2011/08/paolo-barnard-il-vero-potere-mondiale-ci-vuole-schiavi/

http://www.disinformazione.it/questo_e_il_potere.htm
di  Giovanna Valenti  (inviato il 04/10/2011 @ 14:30:35)
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