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UNA BUONA NOTIZIA: A MILANO È NATO UN NUOVO SPAZIO SOCIALE, IL “LABORATORIO PIANO TERRA”
UNA BUONA NOTIZIA: A MILANO È NATO UN NUOVO SPAZIO SOCIALE, IL “LABORATORIO PIANO TERRA”
di lucmu (del 04/03/2012, in Movimenti, linkato 2647 volte)
blog Luciano Muhlbauer
A Milano, venerdì 2 marzo, è nato un nuovo spazio sociale. Si chiama “Laboratorio Piano Terra” e si trova nel quartiere Isola, in via Confalonieri n. 3. Lo spazio, di proprietà comunale, era vuoto ed inutilizzato da tempo. A promuovere l’occupazione è stata una rete di diverse realtà dell’area metropolitana: San Precario, il Coordinamento lavoratori in lotta, il Comitato No Expo e il collettivo OffTopic.
A me pare che si tratti di una buona notizia. Certo, piccola, di fronte alla forza brutale della crisi, della recessione e, soprattutto, delle politiche dell’austerity, che ridisegna il presente e il futuro delle nostre vite. Ma, d’altronde, anche le grandi cose sono sempre nate dalla semina di tante cose piccole. O no?
Ed è una buona notizia che sia nato proprio lì, nel quartiere Isola, uno degli epicentri delle trasformazioni urbanistiche del nostro tempo e della nostra città e, dunque, un punto di osservazione privilegiato.
Con il Laboratorio Piano Terra torna finalmente nel quartiere Isola uno spazio sociale. Già, perché le tante trasformazioni e un’amministrazione comunale ostile avevano in parte desertificato il quartiere, da quel punto di vista. Vi ricordate Reload, la Stecca degli Artigiani, il circolo di Rifondazione di via Confalonieri e il Pergola? In pochi anni sono stati fatti chiudere. Ora, il quartiere ha di nuovo uno spazio sociale.
Infine, un’impressione molto personale. Ieri sabato c’è stata la presentazione “ufficiale” alla città del nuovo spazio, compreso un aperitivo. È stato un momento molto bello, dal punto di vista dell’aria che si respirava. C’era tanta gente, un clima buono e, soprattutto, in un modo o nell’altro sono passate quasi tutte le realtà di movimento della città. Chi non conosce Milano penserà “e allora?”, chi la conosce sa che non sono cose scontate dalle nostre parti.
Insomma, se lo spazio resiste all’avanzare del tempo e delle cose, come auspico fortemente, potrà rappresentare indubbiamente un significativo contributo e un’occasione in più per i movimenti milanesi.
Ma passateci direttamente a dare un’occhiata, è facilissimo da trovare e le porte sono sempre aperte.
 
Luciano Muhlbauer
 
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Qui di seguito, il testo del volantino distribuito in quartiere il giorno dell’occupazione:
 
VENERDÌ 2 MARZO NASCE NEL QUARTIERE ISOLA
Via Confalonieri 3
PIANO TERRA
UN NUOVO SPAZIO LIBERATO, APERTO, VIVO
 
Queste due parole sono per presentarci a voi che il quartiere lo vivete, lo abitate, lo attraversate per iniziare a conoscerci.
Piano Terra lo animeremo così:
Aprendo un altro Punto San Precario, sportello legale e agenzia di conflitto per sostenere e diffondere il punto di vista precario. Un luogo in cui la precarietà di lavoro e di vita sia centrale. Avete mai sentito parlare di San Precario? Bene, è ritornato nel quartiere dove è nato il 29 febbraio 2004.
Aprendo un luogo di incontro delle diverse realtà di lavoratrici e lavoratori che si uniscono e si organizzano indipendentemente dalle appartenenze politiche e sindacali. Per la costruzione dal basso delle mobilitazioni. Per il sostegno a tutte le lotte con l'intento di unificarle, intrecciandosi con i diversi soggetti, le diverse realtà ed i diversi momenti che
attraversano la metropoli e il panorama nazionale.
Aprendo un luogo di raccolta per il quartiere; per i ragazzi che tra uno stage e un'università consumata troppo in fretta, vogliono scambiare idee davanti ad un caffè oppure trovarsi in un’accogliente sala studio wi-fi; dove i precari, dopo una giornata di lavoro intermittente, e i pendolari, che aspettano sempre meno treni, possano ascoltare buona musica o guardare un film. Uno spazio per tutti quelli che vogliono mettersi in gioco per riappropriarsi e riscrivere la geografia della città.
Aprendo un luogo di partecipazione, elaborazione critica e di conflitto nel cuore della città vetrina, in un quartiere vittima della trasformazione urbana e della valorizzazione immobiliare. Un luogo dove opporsi alle dinamiche di Expo, rispondere alla precarizzazione dei territori, appropriarsi dei beni comuni e dei diritti dell’abitare. Punto di ritrovo per discutere, conoscere, resistere nella Milano dei grattacieli e della crisi.
Aprendo un luogo dove poter offrire a costi quasi zero una palestra dove tenere in allenamento anche i muscoli oltre al cervello di tutti e tutte. Una palestra popolare quindi, una palestra dove tirare di boxe, divertirsi e prepararsi per un nuovo round di vita precaria.
 
Scriveteci, contattateci, suggeriteci …. pianoterra@inventati.org
 
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# 1
Caro Luciano,
sai che ti leggo sempre, condivido quasi sempre, talvolta agisco anche nel senso da te indicato. Permettimi questa volta di avere un'opinione diversa. Certo, uno spazio aperto al confronto, ai giovani, al socializzare è sempre un'ottima cosa. Ma perché occupare? Perché non condurre con impegno, tutti insieme, una battaglia perché il Comune metta a disposizione gli spazi collettivi di cui dispone, assegnandoli alle associazioni che presentino i progetti migliori, e non a quelle che possono pagare gli affitti più alti? Credo che aarebbe, questa, una strada più giusta, e alla lunga vincente.
di  Piero Basso  (inviato il 04/03/2012 @ 18:39:04)
# 2
Caro Piero,
condivido con te la necessità di una battaglia perché spazi pubblici, inutilizzati o abbandonati, possano diventare accessibili, secondo regole trasparenti, ma non con criteri commerciali, a realtà di giovani (o anche meno giovani) che hanno progetti. Tant’è vero che questo era anche tra i temi della campagna elettorale di Giuliano Pisapia. Io penso, dunque, che in Comune ci stiano ragionando, anche se questo primo anno molto emergenziale (buchi di bilancio della Moratti, tagli governativi ecc.) ha rallentato molte cose. Forse bisognerebbe accelerare un po’, anche perché non comporta spese significative. Detto tutto questo, però, io non metterei questo ragionamento in contrapposizione alle occupazioni, quando queste riguardano spazi pubblici vuoti e inutilizzati o aree private dismesse e abbandonate (che non sono poche, anche grazie a una certa politica di questi ultimi anni). Luciano
di  lucmu  (inviato il 04/03/2012 @ 19:44:01)
# 3
Piero forse non sa che per avere spazi 'legalmente concessi' occorre averetutta una serie di requisiti (statuto registrato, atto costitutivo, cod fisc. iscriz. albi ecc.) che certe realtà sovente non possiedono, oltre ai costi, che fra canone, spese ed accessori non sono popolari. L'occupazione in questi casi consente di avere uno spazio cui fare riferimento, e che può diventare lo spunto sia economico che organizzativo per 'legalizzarsi', se lo scopo è duraturo.
di  gianni  (inviato il 05/03/2012 @ 08:59:12)
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