Blog di Luciano Muhlbauer
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Il Consiglio di Istituto e il Collegio Docenti del “Molinari” si oppongono all’iniziativa politica che l’estrema destra, sotto la regia della deputata del Pdl (ex-An), Paola Frassinetti, intende organizzare dentro la scuola, in orario di lezioni, il 29 aprile prossimo, anniversario dell’omicidio di Sergio Ramelli.
L’iniziativa, che comprende anche lo spostamento della targa che ricorda Ramelli dalla biblioteca all’atrio dell’istituto, è stata, prima, annunciata agli organi di stampa e, poi, decisa sul piano formale dall’Assessore all’Istruzione e all’Edilizia Scolastica della Provincia di Milano, la leghista Marina Lazzati, senza che gli organismi della scuola siano stati mai coinvolti o consultati.
Il Consiglio di Istituto del “Molinari” ha dunque accolto la mozione del Consiglio Docenti, deliberando, con 13 voti favorevoli e 3 contrari, la sospensione dell’attività didattica per il 29 aprile. Inoltre, il CdI “non approva né lo svolgimento della manifestazione commemorativa in esame né lo spostamento della targa e non approva l’accesso all’Istituto di persone l’identità delle quali non è stata ad oggi comunicata”.
 
Qui di seguito i testi delle deliberazioni del Consiglio di Istituto e del Collegio Docenti del “Molinari” del 21 aprile 2010:
 
Consiglio di Istituto:
 
Il Consiglio di Istituto recepisce e fa propria la mozione espressa dal Collegio Docenti di oggi. (Allegato 1)
Esprime forte preoccupazione per una manifestazione politica che coinvolge un numero imprecisato di pertecipanti esterni all’Istituto, che attirerà numerosi aderenti a movimenti politici, considerate anche le inopportune comunicazioni pubblicate in anticipo dai giornali, con il rischio di ricreare i momenti di tensione già avvenuti negli scorsi anni.
Il CdI pertanto non approva né lo svolgimento della manifestazione commemorativa in esame né lo spostamento della targa e non approva l’accesso all’Istituto di persone l’identità delle quali non è stata ad oggi comunicata.
Il CdI impegna il Dirigente Scolastico a comunicare tempestivamente la presente delibera alla Provincia e alle autorità di Pubblica Sicurezza. Ritiene inoltre necessario comunicare la posizione del Collegio e del CdI agli organi di informazione.
 
Delibera approvata a maggioranza: 14 voti favorevoli, 1 astenuto e 1 voto contrario del D.S, (Delibera n. 23)
 
Il CdI ritiene che nella giornata del 29/4 non sia garantita la sicurezza né all’interno dell’Istituto né nell’area circostante e decide pertanto di modificare il calendario scolastico a.s. 09/10 aggiungendo la giornata di giovedì 29/4 ai giorni di sospensione dell’attività didattica.
Il CdI si riconvoca il giorno 27/4 per valutare gli sviluppi della situazione e decidere ulteriori iniziative.
 
Delibera approvata a maggioranza: 13 voti favorevoli, 3 voti contrari tra cui il D.S, (Delibera n. 24)
 
Collegio Docenti (allegato 1):
 
Il Collegio Docenti, riunitosi in data 21 aprile 2010, prende atto della comunicazione dell’Assessore all’Istruzione e all’Edilizia Scolastica secondo la quale dovrebbe svolgersi una manifestazione commemorativa nel nostro Istituto il giorno 29 aprile p.v. e, al termine di una discussione a riguardo, esprime il suo parere:
una scuola non è solo un edificio pubblico, è invece un sistema complesso in cui molti soggetti concorrono, con impegno e passione, nel raggiungere l’obbiettivo comune di una crescita culturale e morale degli studenti, in primo luogo, ma anche di tutti coloro che partecipano a questo lavoro straordinario. È bene ribadire ciò che dovrebbe essere scontato: ogni iniziativa con finalità etica e culturale che si svolga nella scuola e che coinvolga studenti, direttamente o indirettamente, deve essere sostenuta dai soggetti che nella scuola vivono e lavorano. Ogni iniziativa che ignori deliberatamente il parere del Collegio dei Docenti e quello del Consiglio di Istituto non rispetta questo principio basilare e considera la scuola alla stregua di un qualsiasi altro spazio pubblico, con una miopia civile incomprensibile.
Ancora più grave appare la decisione dell’Assessore all’Istruzione e all’Edilizia Scolastica tenuto conto che la manifestazione in oggetto è l’ultima di una lunga serie di iniziative politiche, istituzionali e non, che da molti anni pongono il Molinari in seria difficoltà in questo periodo dell’anno. Ricordiamo, tra le altre: le manifestazioni di gruppi dell’estrema destra, svolte provocatoriamente nel cortile della scuola, in occasione della ricorrenza dell’uccisione di Sergio Ramelli. La richiesta della Provincia di potere svolgere nel nostro Istituto uno spettacolo teatrale in ricordo di Ramelli contenente un’apologia delle teorie dell’estrema destra. I numerosi articoli sui giornali che troppo spesso hanno posto in cattiva luce il nostro Istituto presso l’opinione pubblica. Tutto ciò ha comportato, in questi anni, notevoli e impegnativi conflitti all’interno dell’Istituto, forte essendo la presenza a scuola di studenti aderenti all’estrema destra. La serenità e l’efficacia dell’azione didattica vengono seriamente compromesse in un clima di pressioni politiche così insistente.
Il Collegio ritiene che la collocazione della targa commemorativa di Sergio Ramelli nella biblioteca della scuola sia una scelta adeguata ed opportuna, adeguata in quanto la biblioteca è un luogo dell’istituto frequentato sia dagli studenti che dai docenti, opportuna perché la principale preoccupazione che ha motivato le nostre scelte su questo argomento è sempre stata quella di evitare che la nostra scuola possa diventare un luogo di periodiche manifestazioni politiche, che hanno tutta la legittimità di svolgersi nei luoghi pubblici opportuni ma non all’interno di una scuola.
Lo spostamento della targa ci appare strumentale proprio a questo tipo di finalità.
Per gli stessi motivi si ritiene inopportuna la prevista manifestazione che si dovrebbe tenere il 29-4-2010 alle ore 11:30, in pieno orario di lezione, con la presenza di un numero imprecisato di persone nell’atrio della scuola, creando un evidente disturbo alle lezioni stesse ed una situazione nella quale diventerebbe oggettivamente impossibile garantire un controllo delle entrate e delle uscite dall’istituto con il rischio che studenti, anche minorenni, possano allontanarsi dalla scuola.
Lo scorso anno si tenne senza alcun problema un incontro commemorativo presenti alcune persone nella biblioteca, senza che questo abbia sollevato né obiezioni né proteste, senza creare intralcio alle attività didattiche, e senza che ciò assumesse i connotati di una vera e propria manifestazione come si vorrebbe fare invece  quest’anno.
Alimenta ancora di più la nostra preoccupazione il fatto che la manifestazione del 29-4 sia stata già ampiamente resa pubblica attraverso articoli di importanti giornali ben 15 giorni prima della data prevista, creando quindi le premesse perché si possa verificare la presenza fuori dalla scuola anche di altri soggetti determinando quindi una situazione imprevedibile e non compatibile con il normale e svolgimento delle attività didattiche.
Questo insieme di fattori ci porta a ritenere che una manifestazione con le caratteristiche ipotizzate non possa certamente svolgersi nei giorni e nelle ore di attività didattica.
Infine si stigmatizza il fatto che su tutta questa vicenda siano stati fino ad ora completamente espunti i due soggetti che sono titolari delle scelte e della gestione delle attività dell’Istituto che sono il Collegio dei Docenti ed il Consiglio di istituto, che sono venuti a conoscenza dai giornali di decisioni e attività che sono di loro competenza e che sono state invece assunte a loro insaputa da soggetti esterni che non sono titolati a tali decisioni.
 
Delibera approvata con 14 astenuti e nesun voto contrario
 
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Esprimiamo la nostra soddisfazione per la decisone dell’assessore allo Sport del Comune di Milano, Alan Rizzi, di revocare il patrocinio del Comune all’iniziativa dell’estrema destra, prevista al Lido per il 1° Maggio.         
Tuttavia, rimane la nostra amarezza perché questa revoca, così come lo spostamento del concerto nazirock dal 24 aprile al 2 maggio, è avvenuto soltanto in seguito alle denunce pubbliche. Se non ci fossero state quelle, tutto sarebbe passato liscio come l’olio.
Quindi, De Corato la smetta con il gioco delle tre carte. Egli, ancora oggi non trova di meglio che accusare i centri sociali, ma è proprio grazie alle denunce nostre e dei centri sociali che il suo collega assessore Rizzi ha potuto essere informato correttamente sulle iniziative al Lido del 1° Maggio.
De Corato, piuttosto, spieghi come mai non ha informato lui stesso il suo collega Rizzi su che cosa succederà domenica primo maggio al Lido di Milano, visto che lui lo sapeva benissimo, essendo la sua area politica protagonista nello sdoganamento dei gruppi militanti dell’estrema destra.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
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di lucmu (del 26/04/2010, in Politica, linkato 1715 volte)
Ci sono molti modi di raccontare la giornata del 25 aprile di Milano di ieri. C’è quello delle destre, che ripropone il cliché dei “teppisti dei centri sociali”, e c’è quello di una serie di esponenti del Pd, che, ahinoi, assomiglia molto a quello della destre. Poi ci sono altri punti di vista ancora. E allora vorrei proporre il mio punto di vista, scegliendo però non la strada del proclama politico, bensì quella del semplice racconto della mia giornata, come l’ho vista e vissuta io.
Il mio 25 aprile è iniziato con le iniziative dell’Anpi nel mio quartiere, cioè via Padova. Come tutti gli anni, alle 10.00 è partito il corteo, aperto dalla banda musicale e dalle majorettes, che ha percorso il tratto da piazza Costantino fino al monumento ai caduti di viale Don Orione, fermandosi lungo strada davanti alle lapidi che sulla via ricordano i partigiani caduti, per collocarvi nuove e fresche corone di fiori.
Tutto come tutti gli anni, insomma, salvo un particolare. All’altezza del civico 257 c’è la stazione di Crescenzago dei Carabinieri. Anche lì c’è una lapide e anche lì è stata deposta una corona di fiori, ma, a differenza di tutti gli anni precedenti, nessun carabiniere si è fatto vedere. Anzi, la porta della stazione è rimasta chiusa, blindata.
Quelli dell’Anpi ci sono rimasti malissimo.
Ho chiesto al responsabile dell’Anpi di zona se i carabinieri erano stati avvisati. Lui mi ha detto di sì, che, anzi, lui stesso era passato il giorno prima, come sempre, per avvisarli e invitarli. Invece niente, zero, silenzio. Brutto segnale, ho pensato io, considerato che scelte di questo tipo difficilmente sono il frutto di decisioni autonome di stazioni di periferia, trattandosi di un corpo militare. Chissà, forse qualcuno dall’alto ha comunicato il ritornello che piace tanto a La Russa, cioè che le celebrazioni del 25 aprile sono roba “da comunisti” e che quindi non era opportuno prendervi parte.
Dall’altra parte, diversi Consigli di Zona di Milano, specie se presieduti da ex-An, sembrano pensarlo allo stesso modo, visto che quest’anno hanno tolto il patrocinio e/o gli spazi alle iniziative dell’Anpi. In cambio, qualcuno, come il CdZ 3, ha invece ritenuto opportuno concedere il patrocinio e il finanziamento pubblico a un concerto nazirock il 2 maggio. Beninteso, l’iniziativa dell’estrema destra è finita al 2 maggio solo dopo le denunce pubbliche e le proteste, perché altrimenti la faceva addirittura il 24 aprile…
Brutta aria, appunto, perché poi non finisce nemmeno lì. L’estrema destra, infatti, ha in programma una settimana intera di iniziative, formalmente legate all’anniversario dell’omicidio di Ramelli (29 aprile), compreso anche un 1° Maggio a modo loro: una giornata interna, con un torneo di calcio e un concerto finale, con gli “Amici del Vento”, storica band del neofascismo italiano, al Lido di Milano. Qui c’era il patrocinio del Comune per il torneo di calcio, ma questo è poi stato ritirato, mentre la Provincia di Milano ha mantenuto il patrocinio per il concerto serale.
Insomma, difficile pensare che tutti questi fatti, che si aggiungevano al clima politico generale del nostro paese, non pesassero in qualche modo sul corteo del 25 aprile.
Comunque sia, confesso, sono andato alla manifestazione con animo piuttosto calmo. Mi aspettavo certamente di sentire fischi contro Podestà e Moratti, che alla fine avevano deciso di partecipare lo stesso, ma questo era abbastanza ovvio, viste le premesse. E poi, fischiare è mica una questione da codice penale. Anzi, fa parte della normale dialettica politica. Si applaude o si fischia o si sta in silenzio, a seconda del gradimento.
E così, sono arrivato a P.ta Venezia. Mi hanno subito raccontato che c’era stata un po’ di tensione tra il servizio d’ordine della Cgil e lo spezzone del centro sociale Cantiere. Comunque, niente di grave, almeno così mi è parso, visto che tutto il corteo sfilava, con il Cantiere dietro lo spezzone della Cgil e davanti ai partiti (Pd, Prc, Sel ecc.).
E anch’io sfilavo, ovviamente, chiacchierando con compagni e conoscenti che incontravo lungo la strada, facendo avanti e indietro, soffermandomi un po’ sotto lo striscione della Fiom e un po’ con il camion del Cantiere. Insomma, non c’era proprio aria di scontri. E poi, era una bella giornata e, soprattutto, la manifestazione era grossa e con tanti giovani. In altre parole, le manovre e le operazioni delle destre per depotenziare e delegittimare il 25 aprile e la memoria della Resistenza non hanno funzionato. Anzi, c’è stata una bella risposta dal basso.
Arrivati a San Babila, il corteo ha imboccato corso Vittorio Emanuele II, sempre senza problemi e momenti di tensione. Ma poi, all’imbocco di piazza Duomo, alla fine del corso, cioè in un punto affollatissimo, tra manifestanti e passanti, all’improvviso cambia lo scenario. Agenti in tenuta antisommossa della Celere e dei reparti mobili di Carabinieri e Guardia di Finanza si fiondano nel corteo, posizionandosi davanti allo spezzone del Cantiere.
Io praticamente me li sono trovati davanti, la confusione era tanta e, visti gli spazi ristretti, l’affollamento e il modus operandi delle forze dell’ordine, era evidente che la situazione poteva degenerare con facilità. E così, come si fa di solito per evitare contatti e casini, mi sono messo davanti allo schieramento di agenti, con le braccia allargate e dicendo “calma tutti”. O meglio, non mi ricordo bene se quelle parole sono riuscito a pronunciarle fino in fondo, perché sono stato immediatamente abbattuto da un carabiniere mediante un violento colpo di manganello alla testa.
Ci tengo a precisare che eravamo ai momenti iniziali della manovra delle forze dell’ordine, che in quel momento non c’era nessuno che lanciava niente eccetera, perché prevaleva la sorpresa e il disorientamento. Insomma, è stata una violenza gratuita e ingiustificabile, che peraltro ha coinvolto anche un ragazzo giovanissimo che si trovava alle mie spalle.
Non so cosa sia successo immediatamente dopo la manganellata, perché ero per terra e tentavo di proteggermi la testa, ma quando alcuni manifestanti mi hanno aiutato a rialzarmi, vedevo che nel frattempo era accorso anche il servizio d’ordine della Cgil, tentando di separare gli agenti antisommossa dai manifestanti. Infine, dopo soltanto pochi minuti dal blitz, le forze dell’ordine si sono allontanate e hanno fatto proseguire il corteo, camion compreso.
Insomma, un’aggressione a freddo –non trovo altre parole-, il cui senso mi sfugge completamente. O meglio, se volessi trovare una spiegazione razionale al comportamento della Questura, ne vedo soltanto una: una sorta di spedizione punitiva, tesa a produrre il massimo di tensione e confusione possibile.
Comunque sia, arrivato in piazza, con leggerissimo ritardo, per ovvi motivi, ho visto che Podestà veniva fischiato da più un meno tutti, compreso ovviamente il Cantiere. Ma appunto, com’era già successo alla Moratti lungo il percorso del corteo, la contestazione non era certo un’esclusiva dei “teppisti dei centri sociali”, come oggi hanno raccontato diversi quotidiani, bensì di buona parte dei manifestanti.
Poi ho letto sui giornali che i “teppisti” avrebbero insultato anche ex-deportati ed ex-partigiani. Francamente non l’ho visto, né potevo vederlo, vista la mia posizione, ma se è successo davvero siamo di fronte a un’idiozia grossa come una casa. Quello che però ho visto e sentito è che ad un certo punto dal microfono del palco una voce gridava “sono un cassaintegrato dell’Eutelia!”. E a questo punto, chiarito chi stava parlando, sono stati spenti immediatamente gli impianti voce del Cantiere.
Ormai, per me la manifestazione stava finendo. Ho parlato con molte persone, diversi giornalisti mi hanno telefonato, chiedendomi cos’era successo, e anche alcuni funzionari della Questura mi hanno chiesto come stavo, rimediando, temo, risposte non troppo gentili...
Infine, prima di mettermi a riposo, ho deciso di fare un salto a Partigiani in Ogni Quartiere, in via dei Missaglia. E ho fatto bene, perché c’era tanta gente anche lì. Iniziativa pienamente riuscita e partecipata. Complimenti agli organizzatori.
A questo punto il racconto del mio 25 aprile finisce. Ognuno ne tragga le conclusioni che vuole, ma sicuramente avrete capito perché fatico terribilmente a ritrovarmi nel film raccontato oggi dalla maggioranza degli organi di stampa.
 
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Settimana scorsa il Consiglio di Istituto del “Molinari” si era opposto con forza all’iniziativa politica che l’estrema destra intendeva organizzare, sotto la regia della deputata del Pdl, Paola Frassinetti, all’interno della scuola, in pieno orario di lezioni, il 29 aprile prossimo, anniversario dell’omicidio di Sergio Ramelli.
Oggi il CdI si è riunito di nuovo, dopo giorni di pesanti pressioni da parte di settori istituzionali della destra. Tuttavia, il CdI ha tenuto duro e, quindi, anche quest’anno ci sarà la cerimonia di commemorazione di Sergio Ramelli, ma non l’iniziativa di propaganda politica che l’estrema destra voleva montare.
Qui di seguito il testo delle tre deliberazioni adottate dal CdI del “Molinari”, che confermano la commemorazione, senza spostamento della targa nell’atrio e relativo raduno politico. Inoltre, su richiesta del direttore dell’Ufficio Scolastico per la Lombardia, dott. Giuseppe Colosio, la sospensione dell’attività didattica per il 29 aprile è stata revocata, ma la scuola informerà i genitori della possibile “situazione di rischio” causata dalla mobilitazione di gruppi militanti dell’estrema destra.
 
Le tre delibere del CdI adottate oggi:
 
Il CdI  riunitosi in data 27 aprile 2010, intende commemorare anche quest’anno Sergio Ramelli con una cerimonia che si terrà nella biblioteca dell’Istituto il 29 aprile p.v. alle ore 12. A tale cerimonia sono invitati a partecipare, come gli scorsi anni, personalità culturali e rappresentanti delle Istituzioni che ne facciano richiesta per tempo. In particolare sono invitati a partecipare gli onorevoli Paola Frassinetti e Giovanni Bachelet, l’assessore Marina Lazzati e il Provveditore Giuliana Pupazzoni che si sono già detti disponibili a venire al Molinari.
Delibera approvata a maggioranza: 16 voti favorevoli e 1 voto astenuto del D.S. (Delibera n. 25)
 
Il CdI prende atto delle garanzie ricevute dal dott. Colosio circa la presenza delle forze dell’ordine a tutela della sicurezza dell’Istituto il 27-4 e, in base a ciò, ritiene che le lezioni si possano svolgere nella giornata in questione. Conferma pertanto il giorno di giovedì 29/4 come giorno di normale attività didattica. Considerate al tempo stesso le notizie ricevute da più canali di comunicazione che segnalano possibili iniziative di gruppi dell’estrema destra, durante la mattina del 29/4, il CdI impegna il dirigente scolastico a dare comunicazione tempestiva alle famiglie della situazione di rischio che potrebbe crearsi.
Delibera approvata a maggioranza: 16 voti favorevoli e 1 voto astenuto del D.S. (Delibera n. 26)
 
Il CdI ritiene che l’attuale collocazione in biblioteca risponda all’esigenza, prioritaria per una scuola, di attribuire ad ogni iniziativa e ad ogni cerimonia commemorativa un carattere essenzialmente civico. La biblioteca costituisce infatti il luogo più adatto alla discussione, alla riflessione e alla memoria.
Delibera approvata a maggioranza: 16 voti favorevoli e 1 voto astenuto del D.S. (Delibera n. 27)
 
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Esprimo il mio forte apprezzamento per le parole e le decisioni del Prefetto Lombardi, comunicate al termine della riunione odierna del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che chiariscono che il 25 aprile a Milano non ci sono stati problemi di ordine pubblico, che i fischi e le contestazioni non sono questioni di sicurezza, che non ci saranno provvedimenti particolari in relazione alla MayDay Parade del Primo Maggio, perché “non abbiamo mai avuto problemi qui a Milano”, ma che invece sarà vietato il raduno nazifascista al Lido del 1° Maggio.
Con queste parole e decisioni il Prefetto ristabilisce un po’ di buon senso, riporta le cose alla loro reale dimensione e, soprattutto, spazza via le inquietanti operazioni politiche tentate in questi giorni da settori del Pdl.
Infatti, a nessuno poteva sfuggire che i toni esasperati contro i centri sociali e i pesanti attacchi alla Questura, da parte del Sindaco Moratti e del Ministro La Russa, che incredibilmente hanno trovato sponda in qualche esponente del Pd, avevano come obiettivo non soltanto la criminalizzazione di ogni dissenso e la blindatura delle piazze, ma molto più concretamente la poltrona del Questore di Milano.
In altre parole, è apparso chiaro che alcuni settori del Pdl, tra cui il Sindaco e gli ex-An, intendevano drammatizzare la vicenda del 25 aprile, al fine di ottenere la cacciata dell’attuale Questore e la nomina al suo posto di un funzionario politicamente più contiguo e sensibile a loro, in vista di una campagna elettorale per le comunali del 2011, che il centrodestra intende giocare anzitutto sul terreno della sicurezza.
Oggi il Prefetto ha riaffermato il principio democratico che le forze dell’ordine devono essere al servizio della legge e non di qualche parte politica. E che le manifestazioni del 1° Maggio, che così tanto dispiacciono a Moratti e De Corato, non sono un problema, ma i raduni nazifascisti invece sì.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
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Chi ama via Padova?! È questo il titolo che un gruppo di abitanti e associazioni di via Padova hanno voluto dare alla “passeggiata liberatoria” che oggi, giovedì 29 aprile, alle 18.00, si terrà in via Padova.
Il tutto era nato con il malsano e idiota coprifuoco inventato da Moratti-De Corato-Lega, in seguito ai disordini avvenuti dopo l’omicidio del giovane Ahmed. Ne avevo scritto anche sul blog un mesetto fa.
L’idiozia si è dimostrata tale, qualcuno ha disobbedito al coprifuoco, come gli amici dell’enoteca Ligera, beccandosi qualche multa. Altri hanno cercato di adeguarsi, come il mio “kebabaro di fiducia”, cioè quello sotto casa mia, beccandosi lo stesso una multa di 400 euro, perché un cliente si è portato via una lattina di Coca Cola dopo le ore 20.00 e la polizia locale l’ha intercettato… (non sto scherzando!)
Infine, il ricorso promosso presso il Tar da parte di due esercenti della via (si dice vicini al centrodestra, peraltro) è stato accolto e il tribunale amministrativo ha dichiarato illegittima l’ordinanza del Sindaco dal civico n. 100 in poi. Conclusione: il Comune ha modificato l’ordinanza e dal ponte della ferrovia in poi siamo tornati alla normalità, ma in tutto il primo tratto di via Padova (e zone limitrofe) rimane lo stato d’eccezione e gli amministratori milanesi del centrodestra hanno già iniziato a lavorare per l’estensione del coprifuoco ad altri quartieri “problematici” (via Sarpi, Imbonati, Corvetto).
Insomma, le ragioni della protesta rimangono tutte e, infatti, la passeggiata liberatoria è stata confermata. Perché i quartieri popolari non si governano con lo stato d’assedio, i coprifuochi e i divieti, bensì facendogli vivere ed investendoci in termini di servizi, attività e attenzione.
L’appuntamento è dunque oggi alle ore 18.00 (puntuali!) in via Padova, angolo v.le Don Orione (dove c’è il monumento ai caduti per la libertà), altezza MM Cimiano. La passeggiata terminerà poi al parco Trotter, in piena zona coprifuoco.
A proposito, hanno aderito molte realtà, anche molto diverse tra di loro, e l’accordo è quello di non portare bandiere e striscioni di partito o organizzazione.
Comunque, eccovi l’elenco degli aderenti: Ambulatorio Medico Popolare via dei Transiti 28, ANPI Crescenzago, ANPI Luigi Viganò Precotto, ARCI Milano, Associazione AriaCivile – Milano, Associazione Arti Girovaghe, Associazione Durchblick, Associazione la Città del Sole-Amici del Parco Trotter, Associazione La comunità per lo Sviluppo Umano, Associazione Al Qafila, Associazione Mondo Senza Guerre e Senza Violenza, Associazione Todo Cambia, Associazione Culturale MusiQalità, Banda degli Ottoni a scoppio di Milano, Casa della Carità, CeasCentro Ambrosiano di Solidarietà Onlus, CESPI – Centro Studi Politici Internazionali - Sesto S.Giovanni, Chiedo Asilo, Circolo Cerizza, Circolo PD Bruno Venturini, Circolo PD F. Ghiladotti, Circolo PD Luciano Lama, Circolo PRC A. Vaia Zona 2, Circolo PD Milano Futura (centrale Venini), Comitato Primo Marzo, Comitato Vivere in zona 2, Comitato di zona 3 per una Scuola di qualità, Cooperativa Tempo per l’Infanzia, Ditta Gioco Fiaba, Federazione Verdi Milano, G.A.S. Martesana, gruppo EMERGENCY 2/3, Ipazia a.p.s., Le radici e le ali Onlus, Ligera – enoteca, Lista civica “Un’altra provincia”, Martesana Due - Mensile di zona, Orchestra di via Padova, Partito Democratico Zona 2, Partito dei Carc – Sezione Milano, Rete scuole senza permesso, Sinistra Critica Milano, Sinistra Ecologia e Libertà di Zona 2, Teatro Officina, Villa Pallavicini a.p.s.
Insomma, partecipate!
 
Qui sotto puoi scaricare il pdf del volantino unitario della passeggiata liberatoria
 

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Non è mai arrivato un parere positivo dal Prefetto di Milano al raduno dei gruppi nazifascisti al Lido, previsto per il 2 maggio e inizialmente programmato per il Primo Maggio. Il via libera è dunque responsabilità esclusiva di Milanosport, la Spa controllata interamente dal Comune di Milano.
È questa la novità più importante emersa dall’incontro tenutosi dopo mezzogiorno in Prefettura. All’incontro hanno preso parte il Prefetto Lombardi e i suoi più stretti collaboratori e, da parte nostra, il sottoscritto, l’ex consigliere provinciale di SinistraCritica, Piero Maestri, e due rappresentanti del cartello “Milano Antifascista e Antirazzista”, nato in contrasto alle iniziative dei gruppi dell’estremismo nero tra il 25 aprile e il 1° Maggio.
L’incontro, sollecitato da noi, si è svolto in un clima sereno e positivo. Il Prefetto, prima di entrare nel merito del 2 maggio, ha voluto ritornare sulla giornata del 25 aprile, ribadendo le sue valutazione già espresse pubblicamente, richiedendo ai presenti alcune informazioni supplementari e, soprattutto, esprimendo formalmente il suo dispiacere per la manganellata che aveva colpito gratuitamente il sottoscritto.
Da parte nostra, abbiamo ribadito al Prefetto la nostra convinzione che l’iniziativa dell’estrema destra e il concerto nazirock non debbano essere consentiti, visto che di fatto si tratta di un raduno di carattere nazifascista. Peraltro, lo stesso Comune di Milano, aveva ritirato il patrocinio al torneo di calcio, quando era stata esplicitata la natura degli organizzatori. La Provincia di Milano, invece, ha ribadito incredibilmente il suo patrocinio al concerto degli “Amici del Vento”, storica band del neofascismo italiano.
Il Prefetto ha ricordato che le iniziative che si tengono al Lido non sono soggette ad autorizzazioni da parte degli organi di pubblica sicurezza, trattandosi di un luogo gestito da una società di diritto privato, e che egli era intervenuto nella vicenda soltanto in seguito a una richiesta di parere da parte di Milanosport Spa.
Quel parere, com’è noto, è stato negativo ed ha portato all’annullamento della data del 1° Maggio. Inoltre, il Prefetto ha chiarito che la Questura tiene monitorato le iniziative dei gruppi neofascisti e che lo spostamento al giorno dopo, cioè al 2 maggio, non è farina del suo sacco, bensì una decisione autonoma di Milanosport. Infatti, nessun parere positivo è mai stato dato da parte della Prefettura.
La palla passa dunque a Milanosport e al Comune di Milano, considerato che si tratta di una società controllata dall’ente locale.
Chiediamo quindi a Milanosport e al Sindaco Moratti, che peraltro aveva sostenuto la decisione del suo assessore di negare il patrocinio, di ritirare l’autorizzazione allo svolgimento del raduno nazifascista al Lido del giorno 2 maggio.
A sostegno di tale richiesta, è stato convocato oggi, alle ore 16.00, un presidio davanti alla sede di Milanosport, in v.le Tunisia 35.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
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E' stata recapitata per posta negli uffici del Gruppo consiliare di Rifondazione Comunista in Regione una lettera minatoria - che porta la firma "i camerati" - indirizzata a Luciano Muhlbauer, Consigliere regionale uscente del Prc.
Il fatto è stato denunciato alle autorità competenti.
Muhlbauer, raggiunto telefonicamente all'estero dove si trova in questi giorni, ha dichiarato: "Difendere la Costituzione e la democrazia significa anche non farsi intimidire. Oggi è in atto (e non solo a Milano) un'operazione pericolosa che ha come protagonisti gruppi dell'estrema destra e che ha l'obiettivo di ridare voce a un'ideologia, a simboli e a pratiche che questo paese ha ripudiato. E' un'azione politica e culturale che va denunciata e contrastata, non sottovalutata".
"Riconfermo il mio impegno - ha concluso Muhlbauer - nel contrastare il restaurarsi di pratiche nazifasciste in questa città e perché i fasci littori, le croci uncinate e ciò che rappresentano non vengano sdoganati".
 
Comunicato stampa
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La Celere di De Corato, cioè i reparti antisommossa dotati di caschi, scudi e manganelli, che la Polizia Locale di Milano sta costituendo, sono impropri ed illegali. Pertanto, oggi mi sono rivolto al Prefetto con una nota scritta, chiedendo il suo urgente intervento affinché venga ristabilita la legalità e scongiurata la costituzione di reparti antisommossa del Comune.
Infatti, da qualche anno il vicesindaco De Corato sta incentivando la formazione di nuclei speciali nell’ambito della polizia municipale milanese, a partire da quelli “problemi del territorio” e trasporto pubblico, che tendono ad assumere compiti e funzioni che si sovrappongono a quelli delle forze dell’ordine, sebbene ciò sia fuori dalla legge nazionale e regionale e gli agenti coinvolti non dispongano di una formazione anche soltanto lontanamente paragonabile a quella delle forze di polizia.
Non c’era dunque da stupirsi che ad un certo punto saltasse fuori anche una specie di reparto antisommossa, vecchio sogno finora proibito del vicesindaco. Era successo sicuramente, come avevamo potuto documentare e denunciare proprio noi, il 9 febbraio scorso, quando lo sgombero dell’insediamento rom di Chiaravalle fu eseguito da un reparto della Polizia Locale equipaggiato con caschi antisommossa, manganelli e scudi con la scritta “Polizia Locale” e in assenza di funzionari di polizia o carabinieri.
Ebbene, oggi l'edizione milanese del quotidiano La Repubblica ha reso noto che all’interno della PL di Milano sono iniziati i corsi di formazione per la celere di De Corato. Prevedono anche esercitazioni pratiche in palestra con l’armamentario antisommossa, anche se il tutto, cioè teoria e pratica messi insieme, non dura più di 24 ore. Cioè, una sorta di lezione in pillole: 24 ore e anche tu puoi fare il celerino.
Complimenti vicesindaco! Dopo l’ennesimo abuso da parte di qualche agente dei reparti antisommossa (vedi il caso Gugliotta), sempre più persone si rendono conto che la formazione, tecnica e civica, andrebbe rafforzata e il nostro buon De Corato se ne esce con l’instant-celerino…
Ma non è soltanto questione di formazione, ma anche e soprattutto di legalità. Il nostro ordinamento e le nostre leggi, nazionali e regionali, prevedono che di ordine e sicurezza pubblica si occupi lo Stato –e dunque Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza- e non i Sindaci, o i Vicesindaci, che dovrebbero invece occuparsi di quello che gli compete e che troppo spesso dimenticano.
Auspichiamo che il Prefetto voglia intervenire in tempi brevi, perché con l’avvio dei corsi di formazione è iniziata la fase della formalizzazione dei reparti antisommossa e questo equivale all’istituzionalizzazione di una situazione illegittima e illegale.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
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Il testo della lettera inviata al Prefetto:
 
Milano, 14 maggio 2010
 
Al Prefetto di Milano
Dott. Gian Valerio Lombardi
 
Oggetto: impiego improprio ed illecito Polizia Locale Milano in funzioni di ordine pubblico
 
Egregio Prefetto,
 
mi rivolgo a lei nella sua qualità di massima autorità in materia di pubblica sicurezza sul territorio, per esprimerle la nostra viva preoccupazione e sollecitare il suo intervento in relazione a quello appare a tutti gli effetti un impiego improprio ed illecito di unità della Polizia Locale di Milano in funzioni tipicamente di ordine pubblico.
In particolare, ci riferiamo alle notizie apparse sulla stampa di oggi (La Repubblica, ed. Milano, 14.05.10), laddove si segnala che la Polizia Locale di Milano avrebbe avviato corsi di formazione, destinati anzitutto a due nuclei speciali (trasporto pubblico e problemi del territorio), dove si insegnerebbero, mediante lezioni teoriche e pratiche (in palestra) della durata di 24 ore, delle tecniche antisommossa. Le fonti giornalistiche precisano, inoltre, che le lezioni pratiche comprenderebbero anche l’uso di attrezzature tipiche dei reparti mobili della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, cioè caschi antisommossa, scudi e manganelli.
Peraltro, reparti della Polizia Locale di Milano, equipaggiati con casco antisommossa, scudo e manganello sono già stati utilizzati sul campo in diverse occasioni. A tal riguardo, ricordiamo la nostra denuncia pubblica delle modalità atipiche dello sgombero dell’insediamento rom di Chiaravalle del 9 febbraio u.s., eseguito dalla sola Polizia Locale di Milano, senza la presenza di funzionari delle forze dell’ordine e con l’utilizzo di una sorte di “Celere” della Polizia Locale. Tali modalità atipiche erano state documentate dal sottoscritto anche con materiale fotografico.
Inoltre, ricordiamo che il 10 febbraio u.s., in seguito ai fatti di Chiaravalle, anche il sindacato SdL, presente nella Polizia Locale di Milano, aveva denunciato il ripetuto impiego illegittimo in operazioni di ordine pubblico di agenti della PL di Milano, invitando in quella occasione “il Prefetto e il Questore a riprendere in mano la situazione, ripristinando la situazione di legalità in materia di ordine pubblico e sicurezza” (comunicato stampa di SdL del 10.02.10).
Ebbene, qualora le notizie di stampa in relazione ai corsi di formazione dovessero essere confermate, saremmo di fronte all’istituzionalizzazione dei reparti antisommossa della PL di Milano. E questo equivarrebbe senz’altro, considerata la realtà normativa in vigore, ad un’istituzionalizzazione di una situazione illegittima ed illegale.
Infatti, intendiamo rammentare che sia la normativa nazionale, che quella regionale (l.r. n. 4/2003) escludono che le polizie municipali possano svolgere funzioni di ordine pubblico, riservando tali compiti allo Stato e ai suoi corpi di sicurezza. Più concretamente la legge regionale n. 4/2003, in armonia con le prescrizioni della legge nazionale, parla di “funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza” da esercitare non solitudine, bensì “in concorso con le forze di polizia dello Stato”.
Inoltre, la costituzione e l’impiego di reparti antisommossa nel quadro dei corpi di polizia municipale è da considerarsi illecito anche alla luce di quanto previsto dalla legge in materia di equipaggiamento. Citando di nuovo la l.r. n. 4/2003, va sottolineato che l’armamento è da intendersi esclusivamente in funzione dell’autotutela dell’operatore di PL, cioè a “tutela dell’incolumità personale” dell’agente (art. 18), e pertanto gli strumenti ammissibili sono “lo spray irritante privo di effetti lesivi permanenti e il bastone estensibile” (art. 18).
Quanto sopra esposto dovrebbe essere già sufficiente per motivare una richiesta di intervento al Prefetto, ma vogliamo, infine, sottolineare che, secondo le citate fonti giornalistiche, il citato corso di formazione avrebbe una durata complessiva di sole 24 ore. Davvero un po’ pochine…
Certo della sua attenzione rispetto ai fatti esposti, le chiedo dunque un intervento urgente affinché venga garantita la legalità in una materia costituzionalmente e socialmente molto sensibile, come l’ordine e la sicurezza pubblica, e che dunque venga scongiurata l’ipotesi della costituzione di reparti antisommossa nel quadro della PL di Milano, per motivi di legalità e di opportunità.
A diposizione per ogni ulteriore chiarimento, porgo distinti saluti
 
Luciano Muhlbauer
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La Milano Antifascista in mobilitazione permanente contro il corteo di Forza nuova il 22 Maggio 2010! Fuori fascisti e razzisti dalle nostre città!
 
Nel mese di maggio diverse forze di matrice nazi-fascista hanno previsto una serie di iniziative a Milano. Le loro idee sono vecchie, gli slogan sempre uguali: un misto di nazional-socialismo e populismo che non risponde alla precarietà dilagante, che non impensierisce certo le banche, ma fomenta razzismo e odio, alimentando guerre fra poveri per annullare il conflitto sociale e la solidarietà.
La Milano Antifascista e Antirazzista ha risposto con diverse mobilitazione, passando per il 25 aprile, l'1-2 maggio, attraversando i quartieri della città. I quartieri meticci sono antifascisti perché attraversati da lotte per riconquistare diritti, libertà e dignità, lotte solidali e antirazziste. L’azione territoriale nei quartieri è un lavoro che continueremo a mettere in campo da San Siro a Via Padova, da Quarto Oggiaro a Ticinese, con molte iniziative che ogni realtà sociale costruirà nei propri territori.
Un percorso di mobilitazione e denuncia che passerà anche per il centro della città, a partire da martedì in Prefettura, e giovedì in Piazza Fontana. La Milano Antifascista e Antirazzista non permetterà che la storia si ripeta, non permetterà che, grazie a connivenze o compiacenze delle istituzioni, si lasci spazio ai nazi-fascisti e rigurgiti del ventennio che si proclamano avversari delle banche, ma sono invece utili idioti ad uso del potere. Così ci insegna anche la storia di Piazza Fontana, luogo simbolo della violenza fascista (e di Stato) e delle stragi nere, in cui i nazi-fascisti hanno addirittura annunciato di voler passare.
 
Non accetteremo nessun corteo di Forza Nuova per le nostre città! Perciò il 22 maggio la Milano che ama la libertà e rifiuta il fascismo e il razzismo sarà in Piazza XXIV Maggio dalle 14.00, per un corteo e una mobilitazione di lotta, un momento in cui concretamente far vivere l'antifascismo dentro a piazze e strade della città attraverso racconti, cultura e musica.
 
INIZIATIVE:
martedì 18 maggio, ore 18.00 PRESIDIO IN PREFETTURA
martedì 18 maggio, ore 21.00 ASSEMBLEA CITTADINA in Transiti
giovedì 20 maggio, ore 11.00 CONFERENZA STAMPA davanti alla Banca dell’Agricoltura in Piazza Fontana
sabato 22 maggio, la mattina e la sera attraverseremo la piazza di Via Padova, piazza antirazzista e dunque antifascista
sabato 22 maggio, ore 14.00 CONCENTRAMENTO in Piazza XXIV Maggio per un corteo e una mobilitazione cittadina, per riprendersi con la lotta, la musica, la cultura, la città.
 
MILANO ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA
 
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