Blog di Luciano Muhlbauer
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Qualsiasi dato si prenda, di qualsiasi fonte sia, il risultato è sempre il medesimo: la situazione occupazionale in Lombardia diventa ogni giorno più drammatica. In questo quadro, tuttavia, suscitano particolare allarme i dati sulla cassa integrazione nel settore metalmeccanico, diffusi in questi giorni dalla Fiom Lombardia, che evidenziano un aumento del 70% delle ore di cassa se si confrontano i mesi di gennaio 2013 e gennaio 2012.
Nel dato metalmeccanico, che comprende anche settori strategici come le telecomunicazioni, si rispecchia il vero e proprio processo di desertificazione produttiva che avanza da anni nella nostra Regione, senza che le istituzioni, nazionali e regionali, intervenissero con la dovuta determinazione.
Anzi, quasi sempre le istituzioni hanno limitato il proprio intervento alla sola erogazione di ammortizzatori sociali, i quali in assenza di progetti di rilancio o di riconversione industriale finiscono per essere soltanto uno scivolo verso la disoccupazione.
Bene fa dunque la Fiom, con l’attivo dei delegati che si tiene venerdì mattina al Teatro Carcano di Milano, a chiedere a quanti si candidano al governo del paese e a quello della Regione cosa intendono fare per difendere la presenza industriale in Lombardia.
In questo senso occorre cambiare radicalmente strada anche in Lombardia, dove da anni non esiste più una politica industriale da parte della Regione. Vuoi per l’affarismo che predomina ormai da anni nei piani alti del Palazzo della Regione, vuoi per l’evidente stanchezza di un modello di governo vecchio di quasi vent’anni, il fatto è che ha prevalso e prevale il più completo immobilismo di fronte alla crisi.
Beninteso, non esistono soluzioni miracolose e una Regione da sola non può cambiare il mondo, ma una Regione può e deve avere una politica industriale e un obiettivo prioritario. E questo oggi significa usare i fondi e le competenze a disposizione per contrastare le chiusure di attività produttive e la perdita di posti di lavoro. Cioè, basta con l’inefficace distribuzione a pioggia dei fondi e con i finanziamenti privilegiati verso quelle organizzazioni considerate  politicamente contigue al Presidente.
Occorre invece usare i fondi disponibili per investire su progetti industriali finalizzati al rilancio o alla riconversione industriale. E occorre usare gli ammortizzatori sociali non come uno scivolo verso la disoccupazione, ma come uno strumento che accompagni i processi di riconversione e che sia finalizzato al mantenimento dell’occupazione. Da questo punto di vista ci pare assolutamente corretta e condivisibile anche la proposta della Fiom di stimolare l’uso dei contratti di solidarietà per far tornare al lavoro quanti e quante sono collocati in cassa integrazione.
 
Luciano Muhlbauer
 
in allegato la tabella delle ore di cassa integrazione nel settore metalmeccanico in Lombardia del mese di gennaio 2013 e gennaio 2012
 

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Grande è la confusione sotto il cielo, specie quando si parla di elezioni regionali. Andando in giro, ti rendi conto che a meno di due settimane dal voto molti e molte non sanno ancora bene per che cosa si vota e come si vota. In fondo nulla di sorprendente, visti lo stato desolante della politica e la contestualità con le elezioni politiche, dove vige un sistema elettorale diverso, ma che rende urgente sin da subito far circolare un po’ di informazioni su come si vota e come funzionano le elezioni regionali in Lombardia.
 
Perché votare
 
Semplice, perché se non voti, altri decideranno al posto tuo. E se poi dovesse vincere Maroni, allora in Lombardia nulla cambierebbe e tutto continuerebbe come prima, come negli ultimi 18 anni. Già, perché prima con Formigoni c’erano Cl-Lega-berlusconiani-postfascisti e adesso con Maroni ci sono Lega-Cl-berlusconiani-postfascisti.
 
Quando si vota
 
Si voterà, contestualmente con le elezioni politiche, nei giorni domenica 24 (ore 8-22) e lunedì 25 febbraio (ore 7-15).
In teoria, le elezioni regionali si dovevano tenere nel 2015, scadenza naturale della legislatura, ma il peso degli scandali, della corruzione e addirittura dell’infiltrazione della ‘ndrangheta hanno travolto il governo Formigoni-Lega e portato alle elezioni anticipate.
 
Per che cosa si vota e con quale sistema
 
Si eleggono sia il Presidente della Regione, che il Consiglio regionale (cioè, l’assemblea legislativa). Le elezioni si svolgono in un unico turno. Non esiste ballottaggio!
Nelle regioni siamo in regime presidenzialista e quindi il Presidente della Regione viene eletto direttamente. È eletto Presidente il candidato che ottiene il maggior numero di voti validi sul territorio regionale. Cioè, non è necessaria la maggioranza assoluta, ma si decide a maggioranza relativa.
I consiglieri regionali (80 in tutto) vengono eletti con criterio proporzionale e sulla base di liste circoscrizionali provinciali (le circoscrizioni coincidono con le provincie lombarde: Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio, Varese). Il listino bloccato del Presidente (quello che aveva portato in consiglio la Minetti, per capirci) è stato abolito.
Esiste un premio di maggioranza per le liste collegate al Presidente della Regione che risulterà eletto: il 55% dei seggi in Consiglio se il Presidente è stato eletto con meno del 40% dei voti, il 60% dei seggi se ha avuto più del 40% dei voti (in ogni caso, la maggioranza non potrà avere più del 70% dei seggi).
Diversamente dalle elezioni politiche, dove vige il porcellum, nelle elezioni regionali c’è il voto di preferenza per l’elezione dei consiglieri regionali (attenzione: una preferenza soltanto!). Per esempio, se la lista X ottiene 2 seggi nella circoscrizione provinciale Y, allora entrano in Consiglio i due candidati a consigliere che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze nella lista X.
Se vuoi approfondire maggiormente il sistema elettorale, consulta la legge elettorale regionale vigente (l.r. n. 17/2012).
 
Come si vota
 
Anzitutto devi recarti al tuo seggio con un documento d’identità valido e con la tessera elettorale (se l’hai smarrita, devi richiederla all’ufficio elettorale del tuo comune di residenza).
La votazione per l’elezione del Presidente della Regione e del Consiglio regionale avviene su un’unica scheda, di color verde.
Tecnicamente puoi fare le seguenti scelte di voto:
a) votare per un candidato alla carica di Presidente della Regione;
b) votare per un candidato alla carica di Presidente della Regione e per una delle liste a esso collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste,
c) votare disgiuntamente per un candidato alla carica di Presidente della Regione e per una delle altre liste a esso non collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste (cosiddetto “voto disgiunto”);
d) votare a favore solo di una lista; in tale caso il voto si intende espresso anche a favore del candidato Presidente della Regione a essa collegato.
Inoltre, puoi esprimere la preferenza per un candidato consigliere, scrivendo il cognome del candidato scelto nell’apposita riga che trovi in corrispondenza del simbolo della lista in cui è candidato.
 
Cosa devi fare se vuoi votare per Luciano Muhlbauer
 
Anzitutto devi essere iscritto nelle liste elettorali di Milano città o di un comune qualsiasi della provincia di Milano, perché sono candidato soltanto in questa circoscrizione.
Sulla scheda per le regionali (quella verde) devi mettere una croce sul simbolo di ETICO A SINISTRA e nello spazio a fianco devi scrivere MUHLBAUER (attento, devi scrivere il cognome, non c’è nulla di prestampato e non ci sono numeri).
La lista Etico a Sinistra è collegata al candidato Presidente Umberto Ambrosoli, quindi votando la lista Etico e dando la preferenza al sottoscritto scegli automaticamente anche il voto a Umberto Ambrosoli. A meno che tu non scelga il voto disgiunto, ovviamente. Cosa che tecnicamente è possibile, come sopra spiegato, ma che politicamente ti sconsiglio vivamente, perché se Ambrosoli prende meno voti di Maroni, allora ci troviamo con Maroni Presidente della Regione… E questo non lo vogliamo, giusto?
 
Per maggiori informazioni su come si vota, puoi consultare il sito www.elezioni.regione.lombardia.it/.
In allegato trovi il facsimile della scheda elettorale per le regionali che troverai al seggio, con una simulazione di voto.
 
Luciano Muhlbauer
 

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Intervista a Luciano Muhlbauer, a cura di Luce Manara, pubblicato su il Manifesto l’8 febbraio 2012
 
Elezioni regionali in Lombardia. Dove si gioca la partita più importante per la legislatura. Sembrava una passeggiata sulle macerie del centrodestra, invece quel sistema di potere si è rinsaldato in poche settimane. Per Luciano Muhlbauer, candidato con la lista Etico a Sinistra di Andrea Di Stefano, la partita è aperta. E non è una buona notizia.

Come è potuto succedere?
 
Il teatrino padano ha già chiuso i battenti. L'alleanza tra Lega, Cl, Berlusconi e post fascisti è tornata esattamente come prima. Il cerchio si è chiuso quando Maroni ha detto che il finanziamento alle scuole private verrà addirittura intensificato. Dietro la maschera del capo della Lega si nasconde il modello Formigoni. Questo rafforza la necessità di battere la destra, anche perché è bene ricordare che le elezioni anticipate sono state provocate dagli scandali, dalla corruzione e dall'infiltrazione della 'ndrangheta nelle istituzioni. Quelli che oggi blaterano di trattenere in Lombardia il 75% delle tasse sono gli stessi che hanno combinato il disastro. Ecco perché è ancora più urgente una bonifica democratica, credo che la coalizione di Ambrosoli rappresenti la possibilità del cambiamento.

Credi che Ambrosoli sia all'altezza della partita che si sta giocando? Non passa giorno senza una sua dichiarazione sconfortante. Dice che bisogna stare con Monti quando Monti attacca lo statuto dei lavoratori, poi si esalta perché Renzi verrà in Lombardia a dare una mano... sembra che non voglia prendere voti a sinistra.
 
Ambrosoli è il figlio dell'eroe borghese, appartiene a quel pezzo di Lombardia che da sempre ha contatti con la solita borghesia milanese, lo sapevamo da un pezzo, ma comunque quello è un mondo che si contrappone al sistema di Formigoni. Noi di sinistra avremmo preferito Andrea Di Stefano ma abbiamo accettato l'esito delle primarie costruendo una coalizione sufficientemente inclusiva, per tenere insieme il centro e la periferia, un po' come è stato fatto con l'operazione che ha portato alla vittoria di Pisapia. Ma dobbiamo considerare che 18 anni di potere formigoniano sono troppi anche per chi quel potere lo ha subìto, non dimentichiamoci che il Celeste non è caduto sotto i colpi dell'opposizione. E questa debolezza la stiamo pagando anche oggi in campagna elettorale.
 
Appunto, altro che effetto Pisapia.
 
Il fatto è che prima pensavamo di aver già vinto, poi, quando la realtà si è rifatta viva dimostrando che quel sistema di potere è tutt'ora forte e radicato, a sinistra è scattata una sorta di malcelata rassegnazione. Questo è l'errore peggiore che possiamo commettere. Si decide tutto in questi ultimi giorni, dobbiamo tornare nelle piazze, parlare con gli amici, stare sul territorio. Il programma di Ambrosoli in parte è ancora un cantiere aperto e la sua definizione dipenderà molto dal risultato elettorale: una sinistra più forte significa vera discontinuità, puntare sul lavoro e sul reddito di cittadinanza.
 
I grillini sono un problema?
 
Raccolgono consensi trasversalmente. Dicono cose di sinistra dove conviene, poi a Roma flirtano con Casa Pound. L'M5S diventerà un interlocutore necessario anche in Lombardia, ma credo che abbiano già commesso un errore gravissimo nel chiamarsi fuori da questa partita decisiva. Non possono dire che non è affar loro mandare a casa la Lega.
 
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Non c’è dubbio, oggi il Gattopardo veste verde padano. E così, dopo la parentesi dei barbari sognanti, delle ramazze e delle sceneggiate varie, in Lombardia tutto è tornato come prima: fino a qualche mese fa c’era la coalizione Cl-Lega-berlusconiani-postfascisti, adesso c’è la coalizione Lega-Cl-berlusconiani-postfascisti. Alla chiusura definitiva del cerchio mancava soltanto un pezzo, cioè il ri-abbraccio tra Lega e Cl, ma qualche giorno fa è arrivato pure questo.
Alla faccia degli scandali e della corruzione che avevano portato alla fine anticipata del quarto mandato presidenziale consecutivo di Formigoni, Maroni prima ha dichiarato che il modello Formigoni era buono e quindi non sarà cambiato e, poi, ha rassicurato Cl che neanche uno dei più odiosi scandali formigoniani sarebbe stato toccato: cioè, il finanziamento pubblico alla scuola privata per mezzo del cosiddetto buono scuola. Anzi, secondo Maroni, l’uso del denaro pubblico, destinato in realtà al diritto allo studio, per elargire invece massicciamente sussidi a famiglie benestanti che mandano i figli alla scuola privata dovrebbe essere persino “intensificato” e “rafforzato”…
Insomma, dietro la maschera di Maroni si nasconde null’altro che la filiera politico-affaristica formigoniana di sempre. E non potrebbe essere diversamente, peraltro, considerato che la Lega è parte integrante di quel sistema da ormai 13 anni. Maroni, da Ministro degli Interni, avrà pure fatto arrestare dei mafiosi in Sicilia o in Calabria, ma non sembra si sia mai accorto che la ‘ndrangheta stava dilagando a casa sua, varcando finanche la soglia del Palazzo della Regione. E che dire del crack del San Raffaele, che ora vorrebbero far pagare ai lavoratori con 244 licenziamenti, visto che l’Assessore regionale alla Sanità era un leghista dal 2005 fino al 2012?
Insomma, è davvero pazzesco che questa palese verità fatichi a essere raccontata per quella che è nella quotidianità di questa strana campagna elettorale. Anzi, leghisti e ciellini si permettono pure di fare la morale, di parlare come se fossero appena sbarcati da Marte. Nulla di nuovo, direte, hanno fatto sempre così. Giusto, ma ci sarà pure un limite alla faccia tosta e, soprattutto, deve esserci un limite a quel buonismo che serpeggia dalle nostre parti. Non sto dicendo di diventare come loro, anche perché, per fortuna, non ne siamo capaci, ma un po’ più cattivi e rumorosi sì!
Mancano solo tre settimane al voto e tutto si deciderà in questo breve tempo. Quindi, diamoci una mossa tutti quanti e mettiamo un po’ di pepe in questa campagna elettorale, perché vincere si può e perché sarebbe davvero incredibile che quanti hanno trascinato la Regione nel fango venissero addirittura premiati con un quinto mandato consecutivo.
 
Luciano Muhlbauer
 
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Va immediatamente riaperto il tavolo di trattativa al San Raffaele dopo la bocciatura dell’ipotesi di accordo da parte dei lavoratori nel referendum di ieri.
E questo deve essere un impegno prioritario anche per le istituzioni, a partire dalla Regione, perché la possibilità che nei prossimi giorni ci possano essere 244 licenziamenti è inaccettabile e insostenibile.
Guai a lavarsene le mani, lasciando da soli i lavoratori che hanno bocciato l’accordo con 1.365 no contro 1.110 sì. Per i dipendenti del San Raffaele è stato sicuramente un voto sofferto, ma non certo segnato dall’emotività. Lo dimostrano i lunghi mesi di mobilitazione sindacale, la forte partecipazione alle assemblee e, infine, l’alta partecipazione al referendum, dove ha votato l’84% degli aventi diritto.
La verità è che i lavoratori non si sono fidati di un’ipotesti di accordo che in cambio della certezza del taglio del salario e del peggioramento della situazione contrattuale offriva soltanto incertezza rispetto alla salvaguardia dei livelli occupazionali nei mesi a venire. Già, perché il gruppo Rotelli non aveva accettato di dare alcuna garanzia in merito.
In altre parole, la proprietà ha tentato di applicare il metodo Marchionne, ma i lavoratori hanno detto di “no”, hanno deciso di non fidarsi. Questo voto va rispettato e da lì bisogna ripartire per costruire un accordo condiviso, che dia certezze ai lavoratori del San Raffaele e alla cittadinanza lombarda in generale, per quanto riguarda sia i livelli occupazionali, che la qualità e la quantità dei servizi sanitari erogati.
Per fare questo occorre però che le istituzioni e la politica diano da subito un contributo. E questo vale in particolare per la Regione, anche perché il San Raffaele è nella situazione in cui è non per responsabilità dei medici e dei lavoratori, bensì per colpa degli affari di Don Verzé e delle complicità o dei silenzi di chi ha governato sin qui la Regione, cioè Formigoni e la Lega. Anche solo per questo, per questo debito morale, è inaccettabile l’irreale silenzio di queste ore.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
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Pubblichiamo di seguito l’appello di sostegno a Luciano Muhlbauer, candidato a consigliere regionale nella lista “Etico – A Sinistra – Per un’altra Lombardia” nel collegio di Milano, con le prime firme, elencate in ordine alfabetico. In fondo trovate l’indirizzo mail a cui mandare eventuali adesioni. Ovviamente, l'appello è liberamente divulgabile.
 
ELEZIONI REGIONALI 2013.
NOI APPOGGIAMO E SOSTENIAMO LA CANDIDATURA DI LUCIANO MUHLBAUER
 
Dopo quasi vent’anni, travolta dal peso del malaffare e della corruzione, in Lombardia si chiude l’era Formigoni. Ora si tratta di voltare radicalmente pagina e scrivere un’altra storia. Per fare questo, però, non basta sostituire il capitano della nave, ma bisogna tracciare una nuova rotta, rompere con il sistema di potere ciellino-leghista, cambiare modello e rovesciare l’ordine delle priorità, dando voce e risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori, a chi un lavoro non ce l’ha, ai precari, agli studenti, ai migranti.
La Lombardia ha bisogno di un’amministrazione limpida e trasparente, che anteponga l’interesse pubblico a quello privato, che abbia cura dei beni comuni, che valorizzi l’economia solidale e che esca dall’immobilismo ed affronti la crisi con progetti e investimenti atti ad evitare i licenziamenti e a favorire l’occupazione.
Le priorità devono essere lavoro, diritti sociali e civili, reddito, casa, scuola e sanità pubbliche, cultura. Vanno fermate il consumo del territorio e le inutili e devastanti grandi opere autostradali, favorendo invece il trasporto pubblico, e occorre restituire alla socialità gli spazi urbani abbandonati al degrado o alla speculazione.
Riteniamo la cittadinanza attiva un valore fondamentale e la democrazia, dentro e fuori i luoghi di lavoro, un principio non negoziabile. Pensiamo che l’antifascismo non sia un cimelio del passato, bensì un’imprescindibile necessità del presente e del futuro.
Questi sono i tratti della nostra Lombardia.
Dal nostro agire quotidiano scaturisce una consapevolezza: perché le nostre opzioni, idee, proposte si traducano nel concreto è necessario che “dentro al palazzo” ci sia qualcuno che le condivida, le senta proprie e che si batta per trasformarle in atti politici.
Vogliamo in Regione chi parla la nostra lingua, chi in questi anni è stato al nostro fianco nei momenti di discussione e di mobilitazione, nei presidi, davanti ai cancelli delle aziende, nei quartieri, nelle piazze.
Per questo appoggiamo e sosteniamo Luciano Muhlbauer, candidato alle prossime elezioni regionali, e invitiamo a votarlo.
 
Primi firmatari:
 
Mariagiulia Agnoletto, psichiatra
Massimo Alberti, giornalista
Edoardo Bai, medico
Lia Bandera, Cric Milano
Silvia Baratella, Rls Giunta Regionale
Giansandro Barzaghi, Presidente Associazione “NonUnodiMeno”
Enzo Bennardis, delegato Fiom Nacco
Roberto Bertoglio
Giorgio Bezzecchi, direttore Museo del Viaggio “Fabrizio De André”, Consulta Rom e Sinti Milano
Donatella Biancardi, Rsu Usb P.I. Giunta Regionale
Rosella Blumetti, Assessora alle politiche ambientali ed energetiche, tutela animali, verde pubblico, mobilità e trasporti, Comune Corsico
Valter Boscarello, Rete Antifascista Milanese
Alessandro Braga, giornalista
Luigi Brambillaschi
Luca Brunet, Consigliere comunale Peschiera Borromeo
Omar Caniello, giornalista
Jorge Carazas, Portavoce Convergenza delle Culture Milano e Rete Immigrati Autorganizzati Milano
Cristina Cattafesta, Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane, Milano
Bruno Cattoli, segretario regionale Unione Inquilini
Lucio Cavicchioni, fotografo
Angelo Ceccato, delegato Fiom Bcs Divisione Mosa
Andrea Cegna, conduttore radiofonico
Luca Cerpelloni
Federico Riccardo Chendi, Spazio Ligera
Alberto Ciullini, Consigliere di Zona 2 Milano
Federica Comelli, Associazione Italia Nicaragua
Carlotta Cossutta, dottoranda di ricerca presso Università degli Studi di Verona
Leonardo Cribio, Vicepresidente Comm. Territorio e Vicepresidente Comm. Case Popolari e Demanio, Consiglio di Zona 9 Milano
Claudio Crotti, disoccupato
Tina D’Amicis, Rsu Usb Comune Milano
Manuela Dall’Acqua, Associazione Per non Dimenticare Varalli e Zibecchi
Danilo De Biasio
Paolo Denini, lavoratore logistica Inps in appalto
Giusy Di Blasi, educatrice scuola materna
Alessandro Diegoli, conduttore radiofonico
Emanuela Donat-Cattin, pensionata
Marco Donati
Davide Facchini, libero professionista
Dario Falcini, giornalista
Luca Fazio, giornalista il Manifesto
Mario Fezzi, avvocato
Alex Foti, editor e saggista
Graziano Fortunato, Arci Milano
Gianni Fossati, Associazione Italia-Cuba Milano
Dino Fracchia, fotogiornalista
Davide Furia, disoccupato
Niccolò Garufi, precario
Pippo Garufi, Consigliere di Zona 5 Milano
David Gianetti
Betty Gilmore, poetessa e cantante
Roberto Giudici, Fiom Milano
Silvano Guidi, Flc Cgil Milano
Claudio Jampaglia, giornalista
Junior Sprea
Raffaella Lapenna, delegata Fiom Electrolux
Alberto Larghi, Fiom Milano
Luca Leoni, Associazione Per non Dimenticare Varalli e Zibecchi
Cristina Linzani, commerciante
Roberto Maggioni, giornalista
Luca Mangoni “Supergiovane”
Silvia Martorana, impiegata
Gino Maurello
Elisabetta Miglioli, Rsu Usb Consiglio Regione Lombardia
Luigina Milanese, Consigliere comunale Corbetta
Margherita Napoletano
Stefano Nebu Nebuloni, militante antifascista
Angelo Pagaria, delegato Fiom Agile/Eutelia
Andrea Papoff, studente precario, Rho
Anna Pellizzone, dottorando di ricerca presso Università degli Studi di Milano
Walter Peruzzi
Disma Pestalozza, Web Guru
Rosa Piro
Punkreas
Francesco Franz Purpura, educatore precario
Laura Quagliuolo, redattrice precaria
Andrea Quattrociocchi, Presidente Comm. Attività Produttive / Commercio Consiglio di Zona 9 Milano
Valentina Raimondi, insegnante d’italiano L2 precaria
Rosetta Riboldi, Coordinamento Pace Cinisello Balsamo
Alfio Riboni, delegato Fiom IBM
Adele Rossi
Daniela Rottoli
Renato Sacristani, Presidente Consiglio di Zona 3 Milano
Giorgio Salvetti, giornalista il Manifesto
Diana Santini, giornalista
Marinella Sanvito, insegnante
Maria Sciancati
Ilaria Scovazzi, Arci Milano
Stefano Sfregola, delegato Fiom Alstom Power
Bebo Storti, attore
José Luis Tagliaferro
Beppe Tampanella, Usb Legnano
Aldo Rodolfo Tediosi, Consigliere comunale Cinisello Balsamo
Martina Tisato, educatrice precaria
Teo Todeschini, attivista No Tem
Antonio Tola, operaio Legnano
Roberto Vassallo, Direttivo Cgil Milano
Diego Weisz, Rsu Usb Comune Cinisello Balsamo
Lino Zambrano, Cric Milano
Gabriele Zolfo, Rsu Usb Comune Milano
Damiano Zorzo, musicista
 
per aderire manda una mail a sostengomuhlbauer@gmail.com
 
nuove adesioni, in ordine alfabetico (aggiornate al 22 febbraio):
 
Moukrim Abdeljabbar, Associazione Al Qafila
Claudio Accogli, ferroviere
Giuliano Barbieri, allestitore, lav. autonomo
Simone Baroni, assistente sociale e segretario prc Bareggio                
Raniero Bellarosa
Lella Bellina, Fiom Milano
Sabina Berra, giornalista
Lucia Bertolini, docente scuola secondaria di 1° grado
Tiziana Bianchini, operatrice sociale
Gianfranco Bignamini, resp. regionale Usb sanità privata e delegato Rsu a.o.
Beatrice Biliato, redattrice "Guerre&Pace"
Pino Binosi, Rsu Usb Giunta Regionale
Marisa Bonfanti, pensionata
Carmen Borsa
dj Brega, Trash Milano
Andrea Bruscagin, impiegato tecnico
Gianandrea Bungaro, educatore
Annalisa Caffa, ricercatrice
Ernesto Cairoli
Anna Camposampiero
Sandra Cangemi, giornalista
Marco Capra
Carlo Casella, fotografo
Lorena Castellari
Patrizia Cavallotti, grafica                   
Laura Coletta, mamma lavoratrice zona 2 Milano          
Alice Colombi, media analyst
Maria Carla Confalonieri
Antonio Corrado
Tiziana Crostelli, Fiom Milano
Francesca Daidone                 
Elisabetta Daina, Cub Scuola Università Ricerca
Cristina Dall'Orto, Rsu Fp Cgil Comune di Legnano
Caterina Dal Molin, editor cine-televisiva
Alessandro Delfanti   
Ivano De Ponti, pensionato
Francesca Di Girolamo, operatrice culturale
Anna Dimitolo, consulente, lav. autonoma
Iose Giovanni Dioli, delegato Rsu So.ge.M.i (ortomercato)
Laura Donati
Milly Donato, impiegata comunale
Luigi Fagioli, insegnante in pensione
Marco Fassino, insegnante                 
Barbara Favero, Operatore socio sanitario - Corbetta
Ornella Fedele, operaia metalmeccanica
Angela Ferravante, praticante avvocato                       
Giordano Ferri
Niccolò Filosomi, studente universitario di storia
Emilio Florio, docente Liceo S.Quasimodo, Magenta
Haidi Gaggio, Comitato Piazza Carlo Giuliani o.n.l.u.s.
Luca Galantucci, assegnista di ricerca Politecnico Milano         
Marina Galli, lavoratrice Consiglio regionale della Lombardia
Paola Gasparoli
Francesca Gazzi, delegata Fiom
Manuela Gerosa, bibliotecaria
Ernesta Gervasi, lavoratrice Scala
Marco Lupo Gingardi, tassista           
Elena Giuliani, Genova
Antonia Grigetti
Sara Guarino, educatrice professionale
Filippo Iemmolo, studente universitario
Chiara Introini
Luigi Laforgia, musicista
Tina Lamacchia, impiegata
Fabio Leone, Tecnico/Teatroterapista  
Rosa Macrina,Lsu Tribunale Milano
Giacomo Manfredi, operatore sociale, segretario Prc Cornaredo
Rosella Manganella, delegata Rsu Regione Lombardia
Stefano Mansi, lavoratore Comune di Milano
Letizia Maruzzella, educatrice Comune Milano
Haiat Marzigie
Vittorio Melia, delegato Fiom Rsu Jabil Cassina de' Pecchi e componente direttivo Fiom Milano
Bruno Menotti
Corinne Milani
Donatella Modica, lavoratrice Consiglio regionale della Lombardia
Luisella Morandi, infermiera                
Paolo Morandi
Graziella Moroni
Nicoletta Negri            
Roberto Nicola
Marco Nicolini, dipendente regionale 
Antonio Oldani, Presidente Comitato Intercomunale per la Pace del Magentino 
Luigia Pasi
Andrea "Andy" Perego, militante antipsichiatrico         
Giampiero Pinna, dip. Comune di Milano
Alessandro Poma
Manuela Porcaro, funzionario regionale
Prc Binaschino
Roberto Rivolta, insegnante
Nicola Roselli, Consigliere Comunale "La Sinistra L'Ambiente" Cerro Maggiore
Sara Rossi      
Carmen Ruberta, Rsu Fiom Almaviva
Piera Saita, lavoratrice pubblico impiego
Rosario Salzano
Luigi Santese
Maurizio Sartori, Community Manager & Web Designer molto precario              
Chiara Scolari
Martina Seddaiu, presidentessa Associazione Arya
Walter Settembrini, imprenditore         
Francesco Solano, Rls e Rsu Usb Giunta Regionale
Maurizio Spoldi, delegato Fillea Cgil Rsu Impregilo SpA - sede di Milano
Fabio Squeo, Rsu Usb Giunta Regionale
Rachele Stella, insegnante precaria                 
Davide Tamacoldi, Bergamo
Matteo Tamburri, Bresso
Carla Tarussello
Stefania Tenan, educatrice precaria     
Gianfranco Tommasini, pensionato
Danilo Tosarelli
Marco Viola
Francesco "Riot" Vivone, studente universitario
Angelo Zaccaria, impiegato pubblico
Massimo Zava, Milano
 
per aderire manda una mail a sostengomuhlbauer@gmail.com
 
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Si parte con la campagna elettorale per le elezioni regionali lombarde che si terranno il 24 e il 25 febbraio. Finalmente, direi, perché in realtà siamo noi, cioè quelli e quelle che vogliono voltare pagina dopo quasi 18 anni di formigonismo, che non eravamo ancora partiti, mentre loro, cioè quelli che vogliono che nulla cambi, sono partiti da tempo. Anzi, non solo sono partiti, ma hanno anche già chiuso i battenti del teatrino padano, rifacendo esattamente la medesima alleanza che ha malgovernato la Lombardia fino ad oggi, cioè Lega-Cl-berlusconiani-postfascisti.
Non sarà facile cambiare le cose in Lombardia, perché loro, nonostante scandali, corruzioni e ‘ndrangheta, sono ancora forti e, soprattutto, disposti a qualsiasi cosa pur di non mollare potere, privilegi ed interessi affaristici. Non sarà facile, appunto, ma è possibilissimo questa volta, a patto che ci diamo una mossa, che ci crediamo e che di-mostriamo di fare sul serio.
E non sarà nemmeno sufficiente vincere nelle urne per cambiare le cose, perché 18 anni sono tanti anche per chi ha subito il potere delle destre. Ci vorrà una bella dose di innovazione, ma soprattutto di capacità di far irrompere nel “palazzo” gli interessi, le esigenze e le aspirazioni dei lavoratori e delle lavoratrici, dei precari, di chi il lavoro l’ha perso e di chi lo sta cercando, dei movimenti e della cittadinanza attiva. In altre parole, ci vorrà una sinistra credibile e forte o, detto molto più semplicemente, una sinistra che faccia il suo mestiere. E anche questo è possibile, perché questa volta c’è qualcosa di nuovo, cioè la lista nata dall’esperienza delle primarie lombarde animata da Andrea Di Stefano: si chiama “Etico – Per un’altra Lombardia - A Sinistra” (vedi http://www.perunaltralombardia.it/).
Il simbolo è nuovo, il nome anche. Ma ci abitueremo, anche perché a guardare bene quel simbolo non è male, anzi è pieno di storia e significati. E soprattutto abbiamo finalmente qualcosa di nuovo a sinistra che unisce, invece che dividere, anche se purtroppo non è riuscito ad unire tutto quello che si poteva. Pazienza, non servono le polemiche, serve andare avanti, perché la strada è quella giusta, e così, spero, domani riusciremo a fare quello che non siamo riusciti a fare oggi.
Abbiamo dunque la possibilità di chiudere con questi 18 anni di Formigoni in Lombardia e abbiamo la possibilità che nella coalizione che sostiene la candidatura a presidente di Umberto Ambrosoli ci possa essere una presenza non marginale, ma significativa della sinistra politica e sociale. Io penso che dobbiamo giocarcela, che dobbiamo provarci, seriamente.
Per quanto mi riguarda, ho deciso di fare la mia parte, candidandomi a consigliere regionale per la lista “Etico – Per un’altra Lombardia - A Sinistra” nel collegio di Milano (che coincide con il territorio della provincia).
 
Per ora c’è solo questo mio annuncio, ma a breve arriveranno anche un po’ di materiali per la campagna elettorale. Forse qualcosa già domani. Anche questo blog cambierà un po’, con una parte dedicata proprio alla campagna elettorale. E altre cose ancora.
Comunque, chi volesse dare una mano e ha già deciso di farlo, può sin d’ora segnalarlo a questa mail sostengomuhlbauer@gmail.com
 
Luciano Muhlbauer
 
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Un altro anno di crisi è terminato senza che si manifestasse quella famosa luce in fondo al tunnel, che gli ideologi dell’austerità amano evocare. E così, anche quest’anno sono feste amare per molti e molte e non è certamente facile farci gli auguri per l’anno che viene.
Eppure, anche in questo 2012 c’è stato chi non si è arreso o rassegnato, per convinzione o per necessità. Che fosse per difendere il posto di lavoro, il reddito o i diritti e le libertà dei lavoratori, dalle fabbriche alle cooperative nella grande distribuzione, oppure che fosse per fermare lo smantellamento della scuola pubblica o la devastazione del territorio, in ogni caso quelle lotte, quegli uomini e quelle donne, hanno rappresentato e rappresentano un raggio di luce.
Quindi i miei auguri sono anzitutto per loro, perché in fondo rappresentano una speranza di futuro per tutti e tutte.
Le lotte, però, non si fermano neanche in questi giorni, vanno avanti anche sotto le feste. Anzi, forse rischiano pure un supplemento di solitudine. Quindi, ricordiamoci di chi presidia o manifesta, di chi si batte, di chi non può permettersi di fermarsi neanche per le feste. E se possiamo, portiamo un po’ di solidarietà.
Non è possibile fare l’elenco esaustivo, ahinoi, nemmeno limitandoci all’area metropolitana milanese. Quindi, ricordo soltanto due situazioni, due luoghi di lavoro che sono presidiati anche sotto le feste, e che forse possono rappresentare anche le altre:
 
Anzitutto il presidio degli operai e delle operaie licenziati dalla Jabil di Cassina de’ Pecchi. Per loro è addirittura il secondo natale in presidio -nel corso dell’anno avevano dovuto respingere anche un tentativo di sgombero violento- e questo fatto la dice lunga sulla loro straordinaria determinazione e dignità.  
Non è difficile raggiungere il presidio. Si trova all’ingresso dello stabilimento, a Cassina de’ Pecchi, sulla Strada Padana Superiore, al km 158.
 
Il secondo è il presidio dei lavoratori e delle lavoratrici del San Raffaele di Milano. Si trova  all’ingresso dell’ospedale, in via Olgettina 60, e i lavoratori sono lì giorno e notte sin dal 1° novembre scorso, cioè da quando il nuovo proprietario privato ha esplicitato di volere 244 licenziamenti. In altre parole, il prezzo del prolungato malaffare di Don Verzé e degli amici di Formigoni ora lo dovrebbero pagare i lavoratori…
Forse li vedrete anche in giro per Milano sotto le feste, perché non si limiteranno al presidio. Per il calendario delle iniziative cliccate qui.
 
Con questo spirito auguro a tutti e tutte buone feste e che il 2013 ce la mandi buona!
 
Luciano Muhlbauer
 
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Colpirne sette per educarne migliaia. Sembra questa la logica con la quale stamattina, con un ritardo di oltre un mese, si è materializzata anche a Milano la coda velenosa della giornata di mobilitazione del 14 novembre. Infatti, sette studenti, tra cui tre minorenni, sono stati fatti oggetto di perquisizioni, denunce ed indagini da parte degli uomini della Questura.
Le ipotesi di reato contestate sono quelle classiche “da piazza” (resistenza a pubblico ufficiale, violenza, getto pericoloso di cose, porto abusivo di oggetti atti ad offendere, travisamento) e si riferiscono ai momenti di tensione tra manifestanti e polizia in corso Magenta, quando gli studenti, organizzati nell’ormai consueto book bloc, avevano cercato di forzare lo sbarramento delle forze dell’ordine che impediva al corteo di raggiungere gli uffici di rappresentanza dell’Unione Europea.
Il 14 novembre era stato un giorno importante, perché per prima volta si erano realizzati scioperi simultanei in diversi paesi europei contro le politiche dell’austerity. In Italia l’impegno sindacale era stato piuttosto modesto, ma in cambio le piazze erano state riempite dal protagonismo studentesco. Ci sono stati anche momenti di tensione e scontri e le polemiche sul comportamento delle forze dell’ordine, specie a Roma, dov’erano state riprese dalle telecamere mentre si esibivano in violenze gratuite contro giovani e giovanissimi, sono durate parecchi giorni. Ad un certo punto sembrava perfino possibile che anche in Italia, come già accade in praticamente tutti i paesi europei, si potesse finalmente dotare gli agenti dei reparti mobili con dei numeri identificativi.
Alla fine, ahinoi, il tutto è tornato alla triste normalità italiana. Cioè, la vicenda dei numeri identificativi è sparita dal dibattito pubblico, mentre sono rimasti i provvedimenti e le denunce contro gli studenti. E se qualcuno avesse avuto dei dubbi a questo proposito, eccovi i provvedimenti milanesi a scoppio ritardato di stamattina.
Orbene, non facciamo gli ingenui. Quando c’è tensione sociale e quando si scende in piazza ci possono essere anche momenti di scontro. È sempre stato così, figuriamoci se non è così in un periodo storico come quello attuale, quando un’intera generazione rischia di essere privata del proprio futuro.
Ma davvero non facciamo gli ingenui o i finti tonti, come ad esempio fa oggi il solito De Corato, che blatera di “gravi incidenti” e si congratula con la Questura per aver perquisito e denunciato dei minorenni. Gravi incidenti? Ma per favore! Allora cosa dovrebbe dire la giovane studentessa alla quale i reparti mobili hanno spaccato due dita in corso Magenta. O come la mettiamo con quell’agente della Digos, abbattuto sempre in corso Magenta con una manganellata dai colleghi celerini, in una sorta di regolamento di conti interno, ma poi probabilmente contato come ferito dai cattivi studenti?
No, qui non c’entrano i “gravi incidenti”, ma c’entra quella malsana idea che orienta sempre di più anche questo governo “tecnico”, cioè che il conflitto sociale vada affrontato non con la politica, non con risposte concrete, bensì con il manganello e con le denunce. O meglio, la politica c’è anche in questo approccio, come si è visto oggi, perché si scelgono sette ragazzi tra i tanti presenti nel corteo, per lanciare un messaggio a tutte quelle migliaia di altri ragazzi che in queste settimane hanno manifestato, occupato le scuole e, più in generale, semplicemente rifiutato di assistere passivamente al furto del loro futuro.
Esprimo la mia solidarietà ai sette ragazzi indagati e spero ardentemente che questa brutta esperienza non gli faccia passare la voglia di battersi per il cambiamento. Né a loro, né a nessun altro.
 
Luciano Muhlbauer
 
Per aggiornamenti sulla vicenda vai sul sito http://milanoinmovimento.com/
 
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Alle primarie lombarde ha vinto Umberto Ambrosoli, che sarà dunque il candidato presidente della coalizione che tenterà di chiudere finalmente con i quasi 18 anni di dominio delle destre in Lombardia. Gli faccio i miei complimenti. Ma soprattutto penso che dobbiamo fare i complimenti ad Andrea Di Stefano, cioè colui che in queste primarie si è caricato sulle spalle il difficile compito di dare rappresentanza e consistenza a una proposta di sinistra, di netta rottura con la logica del formigonismo e del leghismo. Penso che Andrea sia riuscito splendidamente in questo compito, come dimostra il suo 23,23% (il 28,81% a Milano città) di consensi, non cadendo mai nel tranello dell’autoreferenzialità o in quello, opposto ma uguale, della troppa disinvoltura tattica. Grazie Andrea!
Alle primarie sono andate a votare 150mila elettori ed elettrici. Sono meno della metà delle recenti primarie nazionali di Pd e Sel, ma questo in fondo non deve sorprendere, considerati i tempi strettissimi e il silenzio mediatico. E poi ci si è messa pure la neve. In ogni modo, sono numeri che ci dicono che molta strada è ancora da fare nel poco tempo che ci separa dalle elezioni, ma anche che forse qualcosa è iniziato a cambiare, visto che questi 150mila sono già una bella differenza con le piazze finora troppo vuote (tranne gli studenti) di fronte al manifestarsi, oltre ogni ragionevole dubbio, del marcio al Palazzo della Regione.
Ritengo, inoltre, che le percentuali che escono dal voto di ieri siano una fedele fotografia dello stato d’animo dell’elettorato di centrosinistra e di sinistra della Lombardia. Ambrosoli ha vinto chiaramente con il 57,66%, ma gli altri due candidati, Di Stefano e Kustermann, che ambedue si sono caratterizzati per posizionarsi più a sinistra, hanno nel loro insieme raccolto il 42% dei consensi in Lombardia, che diventano ben il 49% a Milano città. In altre parole, queste primarie affermano a chiare parole che senza sinistra e senza una parte significativa delle sue proposte non si potrà vincere la partita, cioè sarà molto difficile convincere una parte importante del “proprio” elettorato di andare alle urne e votare per la coalizione.
Infine, il risultato di Andrea Di Stefano è ottimo (23,23% in Lombardia, 27,87% a Milano città e provincia, 28,81% a Milano città) e in questi ultimi giorni qualcuno aveva persino iniziato a credere in un “miracolo”. Ma soprattutto questo risultato rappresenta un segnale preciso per tutta la sinistra, sia quella parte che l’ha sostenuto apertamente, sia quella che si è persa nei tatticismi, sia quella che non è andata al votare. Cioè, la Lombardia sarà pure una Regione ostica per la sinistra, ma non esageriamo, perché quando si fa sul serio, quando mettiamo da parte un attimo i nostri vizi e difetti, che non sono pochi, allora vediamo arrivare anche i risultati. E la concretezza, la trasparenza e la credibilità di Andrea Di Stefano l’hanno dimostrato con i numeri.
Insomma, per concludere questo ragionamento a caldo (ma sarà dura avere prossimamente a disposizione il tempo per fare analisi “a freddo”…),  penso che dobbiamo andare avanti sulla strada intrapresa, insieme ad Andrea ovviamente, per portare alcuni punti cardini del programma di Di Stefano nel programma di coalizione e per tradurre questa esperienza anche in un’opzione politica che gli elettori e le elettrici possono scegliere alle elezioni regionali.
Se e come queste cose accadranno o potranno accadere lo vedremo già in questi giorni. Comunque, importante è lavorare da subito nella giusta direzione e metterci in testa che questa volta dobbiamo fare la ciambella con il buco!
 
Luciano Muhlbauer
 
P.S. per tutti i risultati dettagliati delle primarie civiche regionali del 15 dicembre vai su  www.pattocivicolombardia.it
 
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