Blog di Luciano Muhlbauer
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
L’accordo di patteggiamento di 3 anni e 5 mesi di reclusione per Prosperini, raggiunto oggi tra la difesa dell’ex-assessore regionale e i Pm, conferma che al Pirellone esiste una questione morale grande come una casa.
Infatti, patteggiare non significa affatto essere mezzi innocenti, come a volte si cerca di far credere. Anzi, patteggiare significa ammettere di essere colpevoli –in questo caso di corruzione, turbativa d’asta e truffa- e rinunciare dunque al processo, puntando così ad ottenere un pena più lieve.
Ricordiamo questa elementare verità, perché da queste parti ancora riecheggiano le parole del Presidente Formigoni, pronunciate in Consiglio regionale il 18 dicembre scorso, il quale difese Prosperini paragonando il suo caso a quello Del Turco (finito con un’assoluzione) e con quello di Garlasco.
Noi criticammo aspramente le parole di Formigoni e gli applausi a scena aperta del centrodestra in Aula. E in cambio collezionammo un sacco di insulti da parte della maggioranza.
Ora la vita e la giustizia si sono incaricati a fare chiarezza. Forse, a questo punto, Formigoni deve qualche scusa. E soprattutto, dia da subito delle garanzie chiare e nette rispetto alla trasparenza e la moralità della prossima giunta regionale, qualora egli dovesse vincere le elezioni.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
Ecco due dei tanti lanci delle agenzie di stampa sul patteggiamento:
 
TANGENTI: PROSPERINI PATTEGGIA A 3 ANNI E 5 MESI, A REGIONE CIRCA 400 MILA EURO
 
Milano, 12 mar. (Adnkronos) - Accordo raggiunto tra i magistrati milanesi e la difesa di Piergianni Prosperini, l'ex assessore della Regione Lombardia arrestato per corruzione nell'ambito di un'inchiesta sul marketing del turismo regionale, per un patteggiamento a 3 anni e 5 mesi piu' altri 1.500 euro di multa.
Nell'intesa tra le parti, inoltre, e' stato pattuito un risarcimento di circa 400.000 euro a favore della Regione Lombardia. Intanto i legali dell'ex assessore hanno chiesto la revoca della misura cautelare in carcere con i domiciliari. Richiesta sulla quale i pm hanno dato parere favorevole.
 
(Cri/Zn/Adnkronos)
12-MAR-10 16:01
NNNN
 
Omnimilano-PROSPERINI, NO RISARCIMENTO MA CONFISCA PER 400MILA EURO
 
(OMNIMILANO) Milano, 12 mar - L'accordo di patteggiamento a 3 anni e 5 mesi di reclusione di Pier Gianni Prosperini non prevede il risarcimento di 400mila euro, ma in caso di accoglimento da parte del gup Gloria Gambitta determinerà la confisca della stessa cifra. È quanto si apprende in merito all'accordo tra accusa e difesa depositato oggi nella cancelleria dell'Ufficio gip.
Dei 400mila euro, 230mila corrispondono ai cinque conti correnti dello stesso valore della tangente contestata all'ex assessore sequestrati il 18 dicembre. Il resto corrisponde agli assegni contenuti in cinque cassette di sicurezza, pure sequestrate.
 
Abe
121625 mar 10
 
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Le dichiarazioni del Sindaco di Rho, Zucchetti, a proposito delle proteste degli operai dell’ex-Alfa di Arese nel Consiglio comunale di ieri sera (“mi sembra di essere ritornato agli anni '70: stesso clima di violenza e prevaricazione”, “…la città, che certamente non vuole ricadere nel clima degli anni di piombo”, ndr) sono molto gravi e dimostrano ancora una volta la sua inadeguatezza rispetto al ruolo che ricopre.
L’attuale Accordo di Programma sull’area ex-Alfa differisce, infatti, notevolmente da quello concordato e firmato anni fa con i territori e con le organizzazioni dei lavoratori. Quello di allora, tanto strombazzato da Formigoni nella campagna elettorale di cinque anni fa, prevedeva un piano di reindustrializzazione, quello di adesso soltanto centri commerciali, posteggi e poco chiare operazioni immobiliari.
Considerati, inoltre, gli annunci della Fiat di voler “trasferire” a Torino oltre 300 operai, non solo è comprensibile, ma ampiamente giustificato che i lavoratori siano preoccupati e anche un po’ arrabbiati.
Peraltro, non sono gli unici. Ci risulta che anche molti commercianti della città di Rho abbiano espresso forti preoccupazioni circa quello che succederà nell’area ex-Alfa. Zucchetti considera dei “violenti” anche loro?
Zucchetti, invece di praticare la politica degli insulti e dare dei violenti agli operai, dovrebbe chiedere al suo compagno di corrente (leggi: Comunione e Liberazione) Formigoni, di modificare l’AdP, affinché vengano rilanciate le attività produttive e l’occupazione.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
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Oggi, ore 18.00, presidio davanti a Palazzo Marino, indetto dalle mamme e dalle maestre delle scuola Feltre, Pini e Cima, in segno di lutto per la morte nell’incendio di via Novara di Emil Enea, ragazzo di 13 anni, e per protestare contro la politica degli sgomberi.
 
Qui di seguito il nostro comunicato:
 
Il cinismo con il quale Sindaco e amministratori milanesi hanno trattato la morte di Emil è lo specchio fedele dell’insensatezza e dell’immoralità della politica degli sgomberi senza alternative che il Comune pratica ormai da anni.
Un numero crescente di sgomberi, che guarda a caso si intensificano sempre a ridosso delle scadenze elettorali, e che tendono a coinvolgere sempre gli stessi gruppi di rom, costretti a un’allucinante nomadismo degli sgomberi, ad uso e consumo di alcuni esponenti politici che lucrano sulle disgrazie altrui.
Dopo due anni si sgomberi un bilancio si impone a tutti e il bilancio dice che l’unico risultato di quelle politiche è che Milano è diventato un po’ più disumana e cinica. Per il resto, tutto uguale a prima, anzi peggio di prima, visto che nel frattempo si sono “persi per strada” anche un bel po’ di inserimenti scolastici. In altre parole, il bilancio è palesemente fallimentare da ogni punto di vista.
Chiediamo ancora una volta di interrompere immediatamente la politica degli sgomberi senza alternative e di aprire, invece, un confronto tra istituzioni, associazioni e comunità rom, al fine di definire una politica di fuoriuscita dai campi e dalle baraccopoli, basata sul lavoro, l’abitazione e la scuola.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
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Stamattina, poco dopo le ore 11.00, quasi mille lavoratori dell’Italtel in sciopero, al termine del corteo partito dallo stabilimento, hanno occupato il centro direzionale del gruppo, a Castelletto (Settimo Milanese).
La straordinaria adesione allo sciopero nazionale dell’Italtel e l’occupazione in massa della sede della direzione del gruppo per tutta la giornata rappresentano un avvertimento chiaro e netto non solo al management, ma anche alle istituzioni.
Infatti, se non interviene un fatto nuovo da parte delle istituzioni, da domani 16 marzo 400 lavoratori Italtel finiranno in cassa integrazione a zero ore, anticamera del licenziamento. Ma non basta, l’intero settore delle telecomunicazioni è in grave crisi (vedi anche Nokia Siemens Network), a causa principalmente dell’assenza di una politica industriale a livello regionale e nazionale, che rischia di compromettere seriamente il futuro di questo settore strategico e teconologicamente maturo della nostra economia.
Nell’esprimere la nostra completa solidarietà ai lavoratori dell’Italtel e il nostro sostegno alle loro rivendicazioni, chiediamo ancora una volta al governo regionale di rompere il suo silenzio e di intervenire con urgenza nella vertenza.
Anzitutto, chiedendo al governo di non concedere al management la collocazione in Cigs di 400 lavoratori, sospendendo dunque la scadenza di domani. E, in secondo luogo, di concerto con il governo, di farsi carico di definire una politica industriale di rilancio del settore Tlc, a partire dallo sblocco dei finanziamenti per la banda larga.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
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L’arresto del segretario personale di Prosperini testimonia il rapido allargamento dell’inchiesta a nuovi fatti criminosi, come quelli sui rapporti ambigui tra l’ex assessore e il regime dittatoriale dell’Eritrea, consumati sempre negli uffici dell’assessorato regionale.
Appare, dunque, sempre più incredibile e insostenibile l’assordante silenzio da parte di Formigoni, che rischia di rasentare la complicità se non interviene un’urgente iniziativa ufficiale da parte della Presidenza della Regione.
Il 18 dicembre scorso, cioè a meno di 48 ore dall’arresto di Prosperini, nel suo intervento in Consiglio regionale, Formigoni non solo paragonò il suo assessore ad Alberto Stasi e Ottaviano Del Turco, tutti e due assolti nei rispettivi processi, ma dichiarò altresì la totale estraneità dell’apparato regionale rispetto a ogni eventuale fatto illecito.
Insomma, un’inchiesta interna superveloce, che ha portato all’autoassoluzione lampo dei vertici politici e amministrativi di Regione Lombardia.
Ebbene, quanto sta emergendo in questi giorni, con il patteggiamento e l’allargamento dell’inchiesta ad altri reati, consumati sempre negli uffici di Prosperini al Pirellone,  rende sempre più incredibile l’autodifesa e l’autoassoluzione di Formigoni.
Ma com’è possibile che tutte queste cose potessero accadere, nonostante la Guardia di Finanza abbia perquisito gli uffici dell’assessorato già un anno prima dell’arresto, senza che nessun assessore e nessun dirigente centrale si rendesse conto di nulla?
Delle due l’una: o il sistema dei controlli è assolutamente inefficace e inconsistente oppure esiste un’omertà all’interno dei vertici politici-amministrativi di Regione Lombardia.
Riteniamo pertanto che sia indispensabile un’iniziativa urgente del Presidente Formigoni, tuttora in carica, perché venga avviata immediatamente un’inchiesta interna, a 360 gradi, la cui direzione sia affidata a personalità e tecnici indipendenti.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
 
Qui sotto uno dei lanci di agenzia sull’arresto odierno del segretario personale di Prosperini:
 
TANGENTI:SEGRETARIO PROSPERINI ACCUSATO DI ESSERE 'SPALLONE'
 
(ANSA) - MILANO, 16 MAR - Il segretario dell'ex assessore regionale lombardo Pier Gianni Prosperini, Jonatha Soletti, finito oggi agli arresti domiciliari per riciclaggio, avrebbe
fatto da 'spallone' portando in Italia circa 800 mila euro in contanti, che erano depositati su un conto svizzero riconducibile al politico, arrestato nel dicembre scorso per un giro di mazzette sulla promozione televisiva del turismo.
Tra il 2008 e il 2009, stando alle indagini coordinate dai pm di Milano Alfredo Robledo e Paolo Storari e all'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Andrea Ghinetti, Soletti, 44 anni e segretario personale di Prosperini (ma non dipendente della Regione), avrebbe ritirato circa 800 mila euro da una società di servizi svizzera, la Silgocom, che aveva il compito di 'monetizzare' i soldi depositati su un conto fiduciario elvetico riconducibile all'ex assessore. Sarebbero state proprio le dichiarazioni di un funzionario della società svizzera a mettere gli inquirenti sulle tracce di Soletti.
A quanto si e' appreso, Soletti avrebbe fatto da 'spallone', prendendo fisicamente i contanti e portandoli in Italia. Dei soldi però si e' persa traccia. A Prosperini, nel filone principale dell'inchiesta, viene contestato di aver incassato 230 mila euro come mazzetta per la promozione del turismo. Soldi che sono stati sequestrati al fine della confisca sulla stesso
conto svizzero dove erano presenti anche gli altri 800 mila euro di depositi. Prosperini, nei giorni scorsi, ha raggiunto un accordo con la Procura per patteggiare 3 anni e 5 mesi per le accuse di corruzione, truffa e turbativa d'asta. E il gip Ghinetti nelle prossime ore dovrebbe decidere sull'istanza di concessione dei domiciliari per l'ex assessore. Prosperini
risulta, pero', indagato anche per corruzione internazionale per aver mediato nella vendita di alcuni pescherecci al governo eritreo. E, secondo l'accusa, per quella mediazione avrebbe incassato proprio 800 mila euro.
Inoltre, come riporta oggi La Repubblica, il nome di Prosperini emergerebbe anche in una recente inchiesta del procuratore aggiunto Armando Spataro, su un traffico di armi verso l'Iran. (ANSA).
 
Y6N-FL/LP
16-MAR-10 13:36 NNNN
 
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Chiediamo al Comune di Milano di sospendere lo sgombero del piccolo campo rom di via Cavriana, in zona Forlanini, programmato per domani mattina all’alba. Sarebbe soltanto un cinico e insensato accanimento contro un gruppo di persone, reduce da numerosi altri sgomberi voluti dal vicesindaco De Corato. Si tratta di una quindicina di persone, tra cui anche una donna incinta e una bimba di nove mesi, ormai giunta al suo settimo sgombero.
Inoltre, quelle persone sono seguite da alcuni cittadini della zona, che hanno formato un gruppo di sostegno e che si preoccupano non soltanto degli aspetti umanitari, ma altresì di facilitare un inserimento lavorativo.
Va aggiunto, infine, che il lavoro volontario di questi cittadini non ha mai incontrato il supporto da parte delle istituzioni, anzi.
In altre parole, rischiamo di rivivere domani, per l’ennesima volta, un’azione di sgombero senza alternative, priva di umanità e di senso, se non quello di alimentare la campagna elettorale della destra.
Auspichiamo quindi che il nostro appello possa essere accolto e che il buon senso prevalga. Comunque, molti cittadini, scandalizzati dall’annuncio di questo stupido sgombero, si stanno già organizzando per essere presenti domani mattina, con l’intento di evitare che delle persone, compresi dei minori, vengano sbattuti sotto qualche ponte per motivi di campagna elettorale.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
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Dopo Carmelo D’Arpa, reintegrato al lavoro dal giudice il 10 marzo scorso, ora anche il secondo delegato sindacale della Slai Cobas, Renato Parimbelli, licenziato illegittimamente dall’azienda “Innova Service”, ha vinto la causa e ritorna quindi al lavoro. Così ha deciso, il 16 marzo, il tribunale di Milano, annullando il suo licenziamento.
Esprimiamo, ovviamente, la nostra soddisfazione per questo esito. Tuttavia, sarebbe ingenuo pensare che la vicenda finisca qui e che la “Innova Service” si rassegni a dover rispettare le regole e la legge. Infatti, a chi gestisce questa azienda importa una cosa soltanto: spingere i lavoratori ad andarsene, con ogni mezzo. E così, hanno già ricominciato con la solita tattica, inviando decine di lettere ai dipendenti, in cui si dispongono 3 giorni di sospensione dal lavoro per ogni sciopero effettuato.
Si tratta, ovviamente, di iniziative del tutto illegali, ma che costringono sindacato e lavoratori a riattivare le estenuanti vie legali.
La domanda a questo punto è: ma il Prefetto vuole continuare a guardare dall’altra parte oppure si decide ad intervenire?
 
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LA SCUOLA PUBBLICA FALLITA: UN DIRITTO COSTITUZIONALE NEGATO
Un dibattito per discutere dello stato della scuola pubblica in Lombardia, anche alla luce del fatto che il governo regionale Formigoni-Lega dirotta ogni anno consistenti fondi pubblici alla scuola privata, che appare come il vero core business della Regione in materia di istruzione.
 
venerdì 19 marzo - dalle ore 16.30 alle 20.00
c/o CHIAMAMILANO – L.go Corsia dei Servi 11, Milano (MM San Babila)
 
coordina: Lisa Iotti, Giornalista di “Presa Diretta” RAI 3
introduce: Giansandro Barzaghi, Presidente Associazione “ NonUnodiMeno”
intervengono:
Francesco Cappelli, Dirigente Scolastico Istituto “Casa del Sole”
Paolo Limonta, Retescuole – maestro elementare
Alberta Giorgi, Ricercatrice Università “Bicocca”
Luciano Muhlbauer, Autore Dossier 2009 “Il finanziamento pubblico alla scuola privata”
Clarissa Romani, Segreteria Nazionale MCE - Movimento Cooperazione Educativa
 
al termine seguirà un APERITIVO
 
- l’iniziativa è organizzato dall’Associazione NonUnodiMeno;
- sarà disponibile in forma cartacea il Dossier 2009 sul finanziamento pubblico alla scuola privata, elaborato da noi;
- per vedere un estratto della puntata di Presa Diretta del 14 febbraio scorso sulla vicenda del finanziamento alle private in Lombardia, clicca qui
 
qui sotto puoi scaricare il pdf del volantino dell’iniziativa del 19 marzo
 

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Questa mattina, l’ex assessore regionale Prosperini, agli arresti domiciliari, ha tentato il suicidio nella sua abitazione di corso Garibaldi a Milano. Allo stato è ricoverato in ospedale e non è grave. Ecco di seguito il nostro comunicato sull’accaduto:
 
Ci dispiace di fronte a ogni tentativo di togliersi la vita, anche se non va oltre un codice verde, e sentiamo rispetto e umanità per la persona. Ma non per questo possiamo assolvere Prosperini e tanto meno riteniamo che ora sia lecito chiedere clemenza per lui.
Anzi, auspichiamo che Prosperini trovi la forza di affrontare le sue responsabilità con dignità e che non cerchi la fuga in un gesto inconsulto.
Prosperini non ha il diritto di chiedere clemenza, perché egli non ha mai concesso clemenza a nessuno. Ha insultato e offeso le persone soltanto perché immigrate, gay o di un'altra religione. Egli ha istigato all’odio con scientifica determinazione e ha condannato senza processo. Ha chiesto punizioni esemplari per delle quisquilie.
L’ex assessore è amico del dittatore eritreo, ha trafficato con lui (e anche per questo è indagato) ed è andato a cena con lui. Prosperini ha insultato e minacciato i profughi eritrei di Milano, quando hanno protestato perché costretti a dormire per strada, fregandosene allegramente del fatto che quegli uomini e quelle donne erano profughi grazie alla feroce repressione del suo amico dittatore.
Prosperini ha diritto alla pietas, cioè a quella cosa che lui ha sempre negato agli altri, ma lui non ha diritto alla clemenza.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
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Nel mio quartiere, da stasera, c’è il coprifuoco. Non potrò più acquistare un kebab o un gelato dopo mezzanotte. E, ben prima di quell’ora, non potrò più portarmi a casa nemmeno una bottiglia di birra o una lattina di aranciata, perché, dopo le ore 20.00, tutte le bevande potranno essere vendute per l’asporto soltanto “in contenitori di carta o di plastica”.
Nel mio quartiere, da stasera, gli amministratori di condominio dovranno fare la spia e dovranno “segnalare per iscritto” alla Polizia Locale ogni possibile anomalia nelle abitazioni private. Spero soltanto di non essere antipatico al mio amministratore e di non trovarlo dunque attaccato alla mia porta di casa, ad origliare.
Nel mio quartiere, da stasera, ogni proprietario o inquilino dovrà compilare una scheda, dove dichiara le sue generalità e quante persone abitano nell’appartamento, e dovrà poi consegnarla al Comando di zona della Polizia Locale.
Nel mio quartiere il traffico è sempre stato un problema, come in tutta la città peraltro, ma in questi ultimi tempi è proprio un casino, con tutti quei mezzi di polizia, carabinieri, polizia locale ed esercito a fare avanti e indietro.
Il mio quartiere non si chiama Sadr City e non si trova nemmeno a Kabul o a Mogadiscio. Nel mio quartiere non c’è la guerra, anzi, il mio quartiere è molto fortunato: l’ultima volta che ha visto la guerra era 65 anni fa. E siamo talmente fortunati di non trovarci nemmeno in qualche posto un po’ strano, tipo il Myanmar, dove non c’è la democrazia e comanda una cricca di generali.
Il mio quartiere si chiama via Padova e si trova a Milano, Italy. A mezzo chilometro da casa mia era successo un bordello un mese fa. Gruppi di immigrati si erano incazzati di brutto e avevano distrutto un po’ di vetrine e insegne. Di questo tutti hanno parlato, anzi gridato, sulle prime pagine dei giornali e sulle tv. Si erano incazzati, lo ricordo per la cronaca, perché di questo non parla nessuno, come conseguenza dell’omicidio del giovane Ahmed.
Ora la signora Moratti, donna di famiglia ricca, che non ha mai vissuto in un quartiere della periferia, ma che fa il sindaco di Milano, insieme al suo eterno vice De Corato, che una volta era un capo dei neofascisti milanesi e che dal 1997 fa il vicesindaco, e l’immancabile Salvini della Lega, che fa sempre finta di essere appena sbarcato da Marte, mentre sta al governo della città da 17 anni, hanno avuto questa bella pensata: facciamo due ordinanze comunali, che appunto provocano la situazione surreale e un po’ inquietante di cui sopra.
Ordinanze un po’ strane, visto che siamo in democrazia, che c’è una Costituzione e che valgono soltanto per alcune vie cittadine. Anzi, valgono addirittura per tutta via Padova, che è lunghissima e che comprende parti, come casa mia, che poco c’entrano con la zona pietra dello scandalo.
Ma non importa a quanto pare, perché il signor Berlusconi, capo del governo nazionale, tra gli uomini più ricchi del paese e pluri-indagato, il suo Ministro della Difesa e buttafuori personale, La Russa, e il Ministro Maroni della Lega, inventore del “reato di clandestinità”, hanno detto che va bene così.
E ci mancherebbe altro! Tra qualche giorno si vota per le elezioni regionali e vorrete mica parlare di crisi, di lavoratori che perdono il posto, di Fiat che delocalizzano o di politici corrotti? Oppure, molto più banalmente, ma anche concretamente, di periferie urbane abbandonate, di servizi tagliati e di politiche di integrazione inesistenti, dopo quasi due decenni di governo cittadino delle destre?
Passate le elezioni molte forze dell’ordine abbandoneranno via Padova, perché non servirà più il teatrino della sicurezza. Le ordinanze dureranno di più, qualcosa morirà con l’estate, qualcosa rimarrà. Ma il danno è comunque fatto, perché si sono permessi di scrivere leggi speciali per alcune vie, per giunta con delle semplici ordinanze del sindaco. Sono riusciti ad avvelenare il clima, a trasformarci in sorvegliati speciali, a tramutare le loro menzogne in norme pubbliche. E, soprattutto, sono riusciti a farmi pensare, per prima volta, io che amo Milano, nonostante tutto, alla possibilità di lasciare la città. E questo non glielo perdono.
Anche per questo, mi ribello al loro coprifuoco e al loro ipocrita stato di polizia, perché non siamo noi a dover abbandonare la città, ma sono loro che devono essere cacciati da Palazzo Marino e dal Pirellone.
 
qui sotto puoi scaricare il testo originale delle due ordinanza sulla zona “Pavoda-Trotter”
 

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