Blog di Luciano Muhlbauer
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Ormai ci siamo, il 28 e il 29 marzo si vota per eleggere il Presidente e il Consiglio Regionale della Lombardia. Cioè, voterai per scegliere il capo del governo regionale, eletto direttamente, visto che siamo in regime presidenzialista (purtroppo), e voterai per decidere chi dovrà rappresentarti nel Consiglio regionale, cioè nell’assemblea legislativa della nostra regione.
Tutto questo dovrebbe essere già sufficiente per spiegare perché bisogna andare a votare e non starsene a casa o da un’altra parte. Già, perché se tu rinunci al tuo voto e a dire la tua nell’urna, sebbene la partecipazione politica e democratica non si esaurisca certo con la scheda elettorale, in fondo rinunci a un tuo diritto e consegni ad altri le tue scelte.
Eppure, questa volta il fantasma dell’astensionismo, del “siete tutti uguali” e dell’“andate affa… tutti”, rischia di materializzarsi in maniera consistente, non solo a destra, ma anche dalle nostre parti. E comprensibilmente, a dire la verità, perché lo schifo che provoca lo stato di cose esistente, tra corruzione, casini sulle liste e immobilismo di fronte alla crisi, se non peggio, non trova certo una risposta positiva e convincente in un’opposizione che appare inadeguata sotto ogni punto di vista, per usare un eufemismo.
Ma la resa e la fuga dal voto non sono una buona soluzione. Anzi, proprio ora, bisogna fare uno sforzo e andare a votare e votare a sinistra.
Ebbene sì, perché in Lombardia non ci aspettano tempi tranquilli. La crisi morde e vinceranno ancora Formigoni, Cl e la Lega, anche grazie alla scelta autoreferenziale del Pd, che ha deciso di dividere le opposizioni e di lasciare campo libero alle destre, interessandosi unicamente alla cura del proprio orticello. La conseguenza è stata l’indicazione di Penati come candidato presidente del Pd. Cioè, l’uomo che ha fatto della rottura con la sinistra e della rincorsa delle destre sul loro terreno la sua fallimentare bandiera politica.
Vinceranno dunque ancora loro. Dopo 15 anni di ininterrotta occupazione del potere da parte dello stesso uomo e della stessa corrente politico-affaristico, marciamo dunque verso il ventennio (per una breve analisi di che cos’è questo sistema di potere rinviamo al nostro testo di novembre scorso, nonché al nostro dossier sul finanziamento pubblico alla scuola privata).
Una cosa pericolosa in sé, ma ancora più preoccupante alla luce degli scricchioli del formigonismo. In altre parole, il sistema di potere è forte ed egemone, ma è anche stanco e ha perso spinta. L’assordante afonia di fronte alla crisi ne è testimonianza esemplare. E poi c’è la questione morale che incalza, di cui la vicenda Prosperini (vedi 1 e 2), uomo collocato alla periferia del sistema di potere, rappresenta semplicemente la punta della montagna di marciume.
Insomma, il modello Formigoni sta entrando nella sua fase senile, ma non è pronta una via d’uscita a sinistra. E quindi, come sempre accade in questi casi, se non si esce da una parte, allora si esce dall’altra parte. E il prevedibile rafforzamento della Lega e dei suoi discorsi xenofobi e razzisti sta lì a ricordarci la serietà del problema.
Insomma, la prossima legislatura sarà instabile, segnata da lotte di potere interne, piena di schizzi di fango e, chissà, forse non arriverà nemmeno alla sua fine naturale.
Ecco dunque la ragione per andare a votare e votare a sinistra, cioè la Federazione della Sinistra. Perché nel prossimo Consiglio ci sia qualcuno che garantisca un’opposizione intelligente, inflessibile e determinata al sistema di potere e che possa contribuire alla costruzione di un’alternativa, tenendo vivo il legame con le realtà sociali.
Tralascio, ovviamente, il discorso sulla preferenza da esprimere per il candidato consigliere. Siamo sul blog del consigliere uscente, nonché candidato capolista per la FdS nel collegio di Milano (che comprende tutto il territorio della Provincia di Milano) e dunque sarebbe anche un po’ banale e imbarazzante. Comunque, se vuoi sapere cosa pensano altri della mia candidatura, puoi leggere i vari appelli qui:
 
A questo punto, se hai deciso di andare a votare e di votare a sinistra -o se hai almeno preso in considerazione questa possibilità- si pone il problema del come votare. Un problema apparentemente semplice, ma parlando con le persone reali ti rendi conto che non è così. Infatti, ormai c’è un’elezione all’anno e ogni volta con un sistema elettorale diverso e, quindi, c’è una grande confusione.
 
Andiamo quindi per punti, cercando di rispondere a tutte le domande che potrebbero porsi, segnalando sin d’ora che una simulazione pratica su come si vota, con fac simile identico alla scheda che troverai al seggio, puoi trovarla qui: http://www.youtube.com/watch?v=92w-7-HstOY
 
1. il sistema elettorale per le regionali prevede un unico turno, cioè non c’è ballottaggio;
 
2. il sistema è proporzionale, con correzione: premio di maggioranza e listino del Presidente;
 
3. diventa Presidente della Regione il candidato che ottiene più voti;
 
4. il candidato Presidente della Federazione della Sinistra (che unisce Prc, Pdci e liste civiche) è Vittorio Agnoletto.
 
5. Vittorio Agnoletto si è messo a disposizione della battaglia politica della sinistra, candidandosi alla Presidenza della Regione per la FdS, ma non si candida per fare il consigliere regionale. Cioè, il sistema elettorale vigente (molto contorto), a differenza di quello che accade per le elezioni amministrative, non prevede che i candidati presidenti diversi dal vincitore diventino consiglieri;
 
6. i consiglieri regionali vengono eletti su liste provinciali e c’è il voto di preferenza (unica). Devi dunque, anzitutto, mettere una croce sul simbolo della lista prescelta, in questo caso la FdS e, poi, di fianco scrivere il cognome del candidato che ha la tua preferenza, nel nostro caso Muhlbauer. Per una dimostrazione pratica rinviamo di nuovo al filmato;
 
7. ATTENZIONE: il voto di lista si estende automaticamente anche al candidato presidente, ma il voto dato al candidato presidente (croce sul suo nome oppure croce sul simbolo di fianco al candidato presidente) non si estende alla lista! È dunque fondamentale mettere la croce sul simbolo della lista, perché esiste lo sbarramento del 3% e questo viene calcolato sul voto di lista e non sul voto al presidente. (ad esempio, se il candidato presidente Vittorio Agnoletto supera il 3% dei consensi, ma la lista della FdS rimane sotto il 3%, allora la FdS non avrà alcun consigliere regionale);
 
8. se la lista della FdS supererà il 3%, calcolato su base regionale, ci sarà almeno un consigliere eletto o forse anche due. In questo caso, il primo eletto scatterà nella circoscrizione di Milano e risulterà eletto il candidato che avrà più voti di preferenza (non importa la posizione del candidato sulla lista dei candidati).
 
Con l’auspicio di aver riposta anticipatamente a tutte le domande, o almeno a quelle più importanti, ti rinnovo l’invito ad andare a votare e a votare a sinistra.
 
qui sotto puoi scaricare il fac-simile in pdf della scheda elettorale con esempio di voto di preferenza a Muhlbauer
 

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Ci abbiamo provato, ma non ce l’abbiamo fatta. Siamo fuori dal Consiglio regionale della Lombardia. Il voto di lista doveva superare il 3%, cioè la soglia di sbarramento, ma ci siamo fermati al 2,04%.
A chi in questa campagna elettorale si è sbattuto, a chi ha attacchinato, distribuito materiale, convinto altri, scritto mail e sms, o semplicemente è andato a votare, affrontando il fatidico quesito “ma dove cavolo si mette questa H?”, a chi ha fatto uno sforzo generoso e non scontato, decidendo di andare a votare per prima volta, o a chi quel partito non l’avrebbe mai più votato, ma poi l’ha fatto lo stesso, a tutti voi un grazie enorme, di testa e di cuore.
Il vostro lavoro, il vostro impegno e il vostro crederci non ha portato al risultato auspicato, ma è comunque misurabile nei numeri, cioè nel voto di preferenza attribuito al sottoscritto, che risulta essere il più votato della lista della FdS nella circoscrizione di Milano: 4.088 voti di preferenza.
Un risultato straordinario, perché più alto di quello ottenuto dai neo-consiglieri eletti nella circoscrizione di Milano di IdV, Udc, Pensionati e Sel (queste ultime due liste entrano soltanto grazie all’ombrello protettivo di Penati, avendo ottenuto rispettivamente l’1,6% e l’1,38% dei consensi) e, soprattutto, perché rappresenta un raddoppiamento delle preferenze al sottoscritto rispetto a 5 anni fa (1.889).
Un risultato che riflette il vostro impegno e, penso, un apprezzamento per il lavoro svolto, ma che ha anche il sapore della beffa. Infatti, la disfatta (perché le cose vanno chiamate con il loro nome) della sinistra emerge impietosa dai numeri assoluti, cioè dai voti veri.
La Federazione della Sinistra (FdS) ha raccolto 87.220 voti. Il suo candidato Presidente, Vittorio Agnoletto, 113.749, corrispondente al 2,36%. Alle ultime elezioni regionali, cinque anni fa, Rifondazione ottenne 248mila voti (5,7%), ai quali vanno aggiunti quelli dei Comunisti Italiani (la FdS unisce Prc e PdCi), cioè altri 104.246 voti (2,4%). Insomma, una voragine!
E non siamo nemmeno riusciti a tenere i voti che la FdS ottenne l’anno scorso, in occasione delle europee, cioè 147mila.
Insomma, la fotografia del disastro sta tutto qui. E da qui occorre ripartire, aprendo una riflessione seria e senza sconti. Lo faremo, spero tutti e tutte insieme, a partire dai prossimi giorni, con un’unica certezza: così non si può andare avanti.
 
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di lucmu (del 31/03/2010, in Politica, linkato 1472 volte)
Articolo di Luciano Muhlbauer, pubblicato su il Manifesto del 31 marzo 2010 (pag. Milano)
 
Non ce l’abbiamo fatta a rimanere nel Consiglio regionale della Lombardia. Il voto alla  lista della Federazione della Sinistra doveva superare il 3%, cioè la soglia di sbarramento, ma ci siamo fermati ben prima, al 2,04%.
Alcuni pensano che questa sia l’ora della recriminazione, contro l’astensionismo, contro i grillini, contro Penati, contro il destino cinico e baro. Ma sbagliano, perché il problema sta dalla nostra parte, anzi, il problema siamo noi, la sinistra riunita in federazione e quella in generale. Ebbene sì, perché c’è poco da ridere anche per gli altri, visto che Sel ottiene un consigliere soltanto grazie all’ombrello protettivo di Penati e con un misero 1,38%.
Quanto a Penati, inutile perdere altro tempo, visto che è andato peggio di 10 punti rispetto a Sarfatti nel 2005 e appena un po’ meglio, cioè di 1,7 punti, rispetto a Martinazzoli nel lontano 2000.
Insomma, si è confermato quello che si intuiva, cioè se la crisi, economica, morale e politica, non trova una via d’uscita a sinistra, allora la trova a destra. E la marea leghista sta lì a dimostrarlo.
E allora, tornando al punto, dobbiamo ragionare su noi stessi, su una sinistra inadeguata persino a rappresentare il bisogno di sinistra esistente, oggi e qui. Altrimenti come si spiegherebbe la forte emorragia di voti, addirittura superiore all’aumento dell’astensionismo medio, verso il non voto, i grillini o l’IdV?
I numeri, soprattutto quelli veri, sono impietosi. La FdS ha raccolto 87.220 voti (2.04%). Il nostro candidato Presidente, Vittorio Agnoletto, 113.749 (2,36%). Alle ultime elezioni regionali, cinque anni fa, Rifondazione da sola ottenne 248mila voti (5,7%) e i Comunisti Italiani altri 104.246 voti (2,4%). E non siamo nemmeno riusciti a tenere i voti che la FdS raccolse in Lombardia l’anno scorso, in occasione delle europee, cioè 147mila.
Sono dati che non ammettono repliche, che fotografano una disfatta (perché le cose vanno chiamate con il loro nome). E quindi, le 4.088 preferenze espresse al sottoscritto nella circoscrizione di Milano hanno quasi il sapore della beffa, perché sono più del doppio di quelle di cinque anni fa, quando fui eletto. Ma quelle preferenze sono anche e anzitutto il risultato dell’impegno e del crederci di tanti e tante e, in questo senso, il miglior apprezzamento del lavoro svolto che uno si possa immaginare.
A chi in questa campagna elettorale si è sbattuto, a chi ha attacchinato, distribuito materiale, convinto altri, scritto mail e sms, o semplicemente è andato a votare, affrontando il fatidico quesito “ma dove cavolo si mette questa H?”, a chi ha fatto uno sforzo generoso e non scontato, decidendo magari di andare a votare per prima volta, o a chi quel partito non l’avrebbe mai più votato, ma poi l’ha fatto lo stesso, a tutti voi un grazie enorme, di testa e di cuore.
E, infine, un impegno, una certezza e un auspicio. L’impegno è di non ritirarmi a vita privata, di continuare il lavoro, nelle forme possibili e nello stesso spirito, tenendo unite parole e fatti, sociale e politico.
La certezza è che a sinistra così non si può andare avanti, che occorre una scossa, un fatto nuovo, aria fresca, capacità unitaria e un atto di liberazione dall’autoreferenzialità degli apparati.
L’auspicio è che non ci disperdiamo, che valorizziamo le cose fatte insieme in questi anni e, soprattutto, che affrontiamo insieme le battaglie e i percorsi del domani.
 
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Cari, Care
nei giorni seguiti alle elezioni ho ricevuto tantissimi messaggi che nella loro diversità dicevano tutti la stessa cosa: bisogna reagire al risultato negativo, non arrendersi, riflettere sulla situazione e su cosa fare a sinistra. Alcuni/e hanno anche proposto di fare un’assemblea, altri semplicemente di trovarci per una chiacchierata.
Insomma, c’è voglia di parlarsi, di confrontarsi, di relazionarsi. E questo è prezioso.
Vi invito quindi a un aperitivo collettivo. Un momento del tutto informale, beninteso, dove chiacchierare in libertà, scambiarci opinioni o semplicemente berci qualcosa insieme. E, ovviamente, un’occasione per ringraziare personalmente tutti voi.
Se vi va, ci vediamo quindi
venerdì 9 APRILE - dalle 18:30
presso la Cooperativa ”La Liberazione”, in via Lomellina 14 (zona Città Studi/viale Corsica), a Milano
 
un abbraccio
Luciano Muhlbauer
 
infoline: 335.1213068
 
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Dall’alba fino a mezzogiorno in cima a una gru, a 60 metri di altezza, non per impedire la chiusura di una fabbrica, ma semplicemente per ottenere sei mesi di cassa integrazione in deroga. Questa è la morale -o meglio, l'immoralità- della vicenda dei due operai della Raimondi Gru di Legnano, che stamattina si erano arrampicati sulla gru del cantiere del nuovo palazzo della Regione.
La vicenda era nata da un’interpretazione un po’ troppo rigorosa da parte del giudice fallimentare di Milano di una legge un po’ troppo ambigua. Cioè, il tribunale fallimentare aveva negato il via libera alla richiesta di cassa in deroga, perché questa incide sul Tfr di cui un’azienda fallita, cioè la Raimondi Gru, non poteva farsi carico.
Conclusione: 21 operai, con la cassa straordinaria in scadenza proprio oggi 9 aprile, vengono condannati alla mobilità (leggi: licenziamento) e all’impossibilità di rientrare un domani nell’azienda. Infatti, quest’ultima, dopo il fallimento, era stata rilevata dalla Ramco Group, impresa con sede nel Qatar, che ha riavviato l’attività, assorbendo 40 dei 61 dipendenti e impegnandosi ad riprendere anche altri in caso di ripresa degli affari.
Una vicenda assurda, insomma, che ha trovato una soluzione soltanto grazie alla clamorosa protesta degli operai, che stamattina sono saliti sulla gru costruita peraltro da loro stessi nell’azienda di Legnano. Infatti, prima è arrivata una nuovo interpretazione del tribunale fallimentare, che finalmente dava il nulla osta per la richiesta di cassa in deroga, e poi anche l’Agenzia regionale per il Lavoro ha formalizzato l’impegno di concedere la cassa in deroga a partire da lunedì prossimo.
Tutto bene quel che finisce bene, si direbbe. Tuttavia, non possiamo non cogliere alcuni pesanti quesiti. In primo luogo, l’anno scorso si saliva sui carroponti e sui tetti per salvare un’attività produttiva, ora ci si arrampica a 60 metri di altezza per sei mesi di cassa in deroga. In secondo luogo, visto anche com’è finita la vicenda stamattina, è chiaro ed evidente che gli operai avevano ragione sin dall’inizio. Eppure, per vedersi riconosciuta questa ragione dovevano salire sulla gru del cantiere di Formigoni.
In altre parole, si pone in maniera sempre più urgente la necessità di una proroga generalizzata dei termini di validità degli ammortizzatori sociali ordinari e straordinari –proposta che per ora incontra il veto del governo- e della contestuale definizione di una politica industriale attiva. Altrimenti i prossimi mesi, quando scadrà la cassa di tantissimi lavoratori, si annunceranno drammatici.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
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A Milano si sta preparando un raduno nazifascista in grande stile con la copertura di settori del Pdl e finanche della Lega Nord. Il tutto inizierà domenica prossima al Cimitero Maggiore, con una messa in onore di Mussolini, e proseguirà con una settimana di iniziative che durerà dal 24 aprile al 1° Maggio.
Alcune di queste iniziative sono già state annunciate dai siti dell’estremismo nero e da un comunicato stampa di Roberto Jonghi Lavarini, esponente neofascista confluito nel Pdl. Ma l’iniziativa clou non è ancora conosciuta, poiché verrà portata alla discussione del Consiglio di Zona 3 di domani. Si tratta di un concerto nel giardino pubblico “Sergio Ramelli” il 24 aprile prossimo, cioè alla vigilia dell’anniversario della Liberazione e in contemporanea con la presenza in città del Presidente della Repubblica.
Non si tratta delle solite iniziative, ma di un autentico salto di qualità dell’estremismo di destra milanese. Per la prima volta, infatti, le varie sigle dell’estremismo nero hanno messo da parte le loro rivalità e si sono uniti, da Forza Nuova a Casa Pound e Blocco studentesco, da Fiamma Tricolore ai nazi-skin di Lealtà ed Azione, dal movimento della Santanché ad alcuni settori della Lega vicini a Borghezio, passando per diversi esponenti politici milanesi del Pdl, tra cui anche Fidanza, Frassinetti e Jonghi Lavarini.
Sottovalutare o far finta di non vedere che a Milano, proprio in occasione del 25 aprile, si tenta lo sdoganamento definitivo dei gruppi militanti e delle tesi del neofascismo, sarebbe un tragico ed imperdonabile errore.
Ed è un problema che non riguarda soltanto la sinistra o il centrosinistra. È un problema che riguarda anche –e forse soprattutto- le forze del centrodestra che governano questa città. Non possiamo e non vogliamo credere che tutto il Pdl, tutta la Lega e il Sindaco Moratti siano complici di questo operazione.
Per questo chiediamo a tutte le forze politiche democratiche di rompere ogni complicità con gruppi neofascisti o neonazisti, a partire dall’opposizione alla concessione del Giardino Sergio Ramelli per il raduno nazifascista del 24 aprile.
Al Prefetto e al Questore chiediamo, invece, di garantire il rispetto della legalità costituzionale, che significa anche non consentire l’apologia di fascismo o l’incitamento all’odio razziale.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
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Il concerto-raduno nazifascista del 24 aprile non c’è più. Il Consiglio di Zona 3 di Milano, chiamato stasera a discuterne, l’ha spostato al 2 maggio, confermando purtroppo a maggioranza sia il patrocinio, che il finanziamento di 1.000 euro.
Un’importante vittoria, dunque, per quanti, singoli o organizzazioni, si sono mossi in queste ultime 24 ore per denunciare pubblicamente quanto si stava preparando e per esigere che il raduno venisse bloccato. Perché una cosa appariva evidente stasera in CdZ 3: se il tutto si fosse svolto nel silenzio e nella disattenzione pubblica si sarebbe ripetuto quanto già avvenuto in precedenza in Commissione Cultura, la quale infatti aveva dato il via libera al raduno del 24 aprile.
Ma è anche una vittoria a metà, perché rimane purtroppo il fatto che un’istituzione pubblica concede incredibilmente il patrocinio e un finanziamento a un’iniziativa di carattere neofascista.
Ma veniamo alla cronaca della serata, alquanto illuminante.
All’ordine del giorno del CdZ, tra le altre cose, c’era anche il “Concerto in ricordo di Sergio Ramelli” e la relativa delibera, predisposta dalla Commissione Cultura, che recitava testualmente:
In occasione del 35° anniversario della morte di Sergio Ramelli giovane militante del Fronte della Gioventù (MSI) avvenuta il 29 aprile 1975 per mano di un commando del movimento di estrema sinistra “Avanguardia Operaia”, l’Associazione MO.D.A.V.I onlus attiva dal 1995 intende realizzare un concerto presso i Giardini Ramelli di via Bronzino nel pomeriggio di sabato 24 aprile. Il concerto vedrà la partecipazione del cantautore Federico Goglio in arte “Skoll”.
A fronte di una richiesta di 1500 euro (150 euro di rimborso cantante, 950 euro per il service audio, 400 euro per l’allestimento) la Commissione propone di stanziare un contributo di 1000 euro. Si chiede inoltre la concessione del Patrocinio”.
Insomma, si intendeva usare strumentalmente l’anniversario dell’omicidio di Ramelli, che viene abitualmente commemorato il 29 aprile, per ovvi motivi, per piazzare invece un raduno nazifascista il 24 aprile, cioè il giorno prima dell’anniversario della Liberazione. Anzi, la primissima proposta arrivata in Commissione Cultura, com’è stato ufficialmente confermato stasera, era di fare il concerto addirittura il 25 aprile (sic!). Ma questa ipotesi era sembrata evidentemente un po’ eccessiva anche ai padrini istituzionali dei neofascisti e quindi avevano deciso di metterlo il giorno prima.
La Commissione Cultura non aveva nemmeno da ridire sul fatto che a presentare la richiesta di patrocinio fosse un’associazione, la MO.D.A.V.I. onlus, che palesemente fungeva da prestanome, considerato che a Milano e in Lombardia non esiste nemmeno. Infatti, la MO.D.A.V.I. onlus ha sede legale a Roma, non dispone di alcun associato in tutta la Lombardia e, come se non bastasse, è presieduta da Irma Casula, dirigente di Azione Giovani (organizzazione giovanile degli ex-An) del Friuli Venezia Giulia .
In altre parole, era evidente sin dall’inizio che fossimo di fronte a un’operazione politica che poco c’entrava con la commemorazione dell’anniversario dell’omicidio di Ramelli e che aveva, invece, come obiettivo, tutto politico e contemporaneo, una provocazione in vista del 25 aprile (stanno già pensando alla campagna elettorale per le comunali…?!) e uno sdoganamento dei gruppi e del pensiero neofascisti.
Infatti, stasera in CdZ l’imbarazzo era palpabile, visto che il tutto era finito sulla pubblica piazza. Dopo pochissimi interventi è arrivata la prima sospensione ed è stata convocata la riunione dei capigruppo. Conclusione: la data del 24 improvvisamente non era più “opportuna” e il tutto andava spostato al 2 maggio (cioè, lontano dal 25 aprile e, per i non addetti ai lavori, fuori dalla settimana di iniziativa dal 24 aprile al 1° maggio, annunciata dalla galassia nera).
Tuttavia, essendo ormai tutta la faccenda di pubblico dominio, qualcuno nel centrodestra voleva andare anche oltre. E così, l’emendamento che chiedeva l’eliminazione del patrocinio e la riduzione del contributo economico a 700 euro (cioè, la stessa cifra stanziata a suo tempo per un’iniziativa in ricordo di Fausto e Iaio, per citare un consigliere di zona) è stato sostenuto anche dal capogruppo della Lega e dall’Udc, che quindi hanno votato insieme a sinistre e Pd.
Ma purtroppo non è stato sufficiente, poiché il Presidente del CdZ, l’ex-An Pietro Viola, ha letteralmente militarizzato la truppa del Pdl e il patrocinio e i 1.000 euro per i camerati sono stati salvati, sebbene di misura.
Infine, ultima annotazione di cronaca, la deliberazione che sposta tutto al 2 maggio, ma che conferma la copertura istituzionale del concerto neofascista, è stata approvata con 27 voti a favore e 11 voti contrari. Cioè, il Pd si è incredibilmente diviso e metà gruppo ha votato a favore, insieme alle destre…
Morale? Primo, che il tutto fosse un’operazione politica, concordata tra estremismo neofascista/neonazista e settori del centrodestra istituzionale, in primis di provenienza ex-An, è rimasto ampiamente confermato dal CdZ di stasera. Secondo, vigilare attentamente ed essere pronti a prendere parola e iniziativa in prima persona è una necessità imprescindibile, perché non oso immaginare cosa sarebbe successo in CdZ stasera se nessuno avesse denunciato, chiesto, detto ecc. Terzo, il 25 aprile in piazza a Milano, al corteo, prima, e a Partigiani in ogni quartiere, poi, dobbiamo essere in tanti e tante.
 
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A Milano gli ex-An sembrano poco interessati alle battaglie di Fini, ma in cambio sono impegnati più che mai in inquietanti operazioni di revisionismo storico che, a quanto pare, sono ampiamente tollerate dal Sindaco Moratti e dal centrodestra milanese.
E così, dopo il patrocinio e il finanziamento pubblico al concerto nazifascista del 2 maggio da parte del Consiglio di Zona 3, presieduto dall’ex-An Pietro Viola, ora arriva la negazione del patrocinio alle iniziative dell’Anpi Barona in occasione del 25 aprile da parte del CdZ 6, presieduto dall’ex-An Massimo Girtanner.
Potremmo aggiungere molti altri fatti e fatterelli di questi ultimi mesi, spesso avvenuti in quei CdZ che poco attirano l’attenzione pubblica cittadina, ma ci pare che quanto sopra evidenziato basti e avanza.
Anche in questi giorni, in seguito alla nostra protesta per il patrocinio del concerto-raduno nazifascista, inizialmente previsto addirittura per il 24 aprile, in diversi ci hanno detto che eravamo degli esagerati, che in fondo non stava succedendo nulla di importante eccetera. Un clima di sottovalutazione che pervade anche pezzi del centrosinistra, visto che una parte dei consiglieri di zona 3 del Pd aveva perfino votato a favore del patrocinio del concerto-raduno del 2 maggio.
Ma che altro ci vuole ancora per capire che qui non si tratta semplicemente di qualche isolato nostalgico e tanto meno di “superare le divisioni del passato”, bensì di un’operazione politica e culturale modernissima, perseguita con costanza e insistenza, che vede convergenti e complici settori dei partiti che governano la città di Milano e i gruppi militanti dell’estrema destra, e che è tesa a sdoganare e riaccreditare quelle tesi politiche che la lotta di liberazione e la Costituzione repubblicana avevano espulso dall’orizzonte dell’Italia?
Ecco perché quanto sta accadendo non può passare sotto silenzio e perché occorre la massima mobilitazione attorno al 25 aprile per contrastare adeguatamente queste ignobili operazioni.
E allo stesso tempo riteniamo che il Sindaco Moratti abbia il dover di parlare e di intervenire. Cioè deve chiarire se condivide o se non condivide le operazioni degli ex-An che usano le istituzioni per patrocinare le iniziative di gruppi neofascisti e per togliere il patrocinio a quelle dell’associazione dei partigiani. Se le condivide, lo dica pubblicamente. Se non le condivide, agisca di conseguenza.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
P.S. ricordo a tutti che mercoledì 21 aprile è convocata un’assemblea antifascista da Partigiani in ogni quartiere (ore 21.00, presso la Cascina Autogestita Torchiera, piazzale Cimitero Maggiore 18, Milano)
 
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Il tribunale fallimentare di Roma ha disposto oggi l’amministrazione straordinaria di Agile (ex-Eutelia), rigettando la richiesta di concordato da parte della proprietà, il famigerato gruppo Omega.
L’amministrazione straordinaria, cioè il commissariamento, era in realtà all’ordine del giorno da lungo tempo. Era stata richiesta sia dalla Fiom, che da alcune parti politiche.
Per quanto ci riguarda, eravamo tra i primi ad indicarla pubblicamente come unica strada credibile già nell’ottobre scorso, allorquando furono annunciati oltre mille licenziamenti. L’avevamo poi ribadita in seguito all’occupazione della sede Agile/Eutelia di Pregnana Milanese il 4 novembre 2009 e, infine, l’avevamo portata anche formalmente in Consiglio Regionale alla fine di novembre, ma il centrodestra lombardo aveva posto il suo veto su questa richiesta.
Ora, finalmente, il tribunale ha respinto anche l’ultimo tentativo di impedire il commissariamento da parte del gruppo Omega, il quale, è bene ricordarlo, sta a capo delle scatole cinesi che racchiudono la truffaldina operazione fatta ai danni dei lavoratori e delle lavoratrici ex-Eutelia.
A questo punto, auspichiamo che i commissari che vengono nominati, probabilmente ancora in giornata, siano all’altezza del difficile compito di salvaguardare competenze, conoscenze e posti di lavoro e, soprattutto, che il governo e le istituzioni facciano immediatamente la loro parte, cooperando attivamente con i commissari, invece di fare orecchie da mercante.
Infine, una considerazione d’obbligo. Se dopo tanto tempo è arrivato finalmente il commissariamento, questo è merito anzitutto e soprattutto dei lavoratori e delle lavoratrici, che con la loro tenacia hanno vinto le mille manovre dei capi del gruppo Omega e l’inconsistenza dell’azione di Governo e Regione.
Per domani mattina, mercoledì 21 aprile, alle ore 10.30, è stata convocata un’assemblea aperta dai lavoratori presso la sede dell’Agile di Pregnana Milanese, occupata da oltre 5 mesi.
 
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Il Sindaco di Milano, Letizia Moratti, e il Presidente della Provincia, Guido Podestà, operando uno strappo con la tradizione civile della città, non parteciperanno alla manifestazione del 25 aprile, perché la considerano di parte. In cambio ritengono normalissimo e super partes che gli enti da loro presieduti concedano il patrocinio istituzionale alle iniziative dei gruppi dell’estrema destra nazifascista e revisionista in programma per il 1° Maggio al Lido di Milano.
Infatti, quello che fino a ieri sembrava soltanto un’ipotesi o una richiesta, oggi appare invece come una realtà concreta, almeno stando al materiale di propaganda che viene fatto circolare nei circuiti dell’estrema destra milanese, che parlano esplicitamente di patrocinio e di contributo (vedi allegato).
La giornata del Primo Maggio al Lido, che prevede anche un torneo di calcio e un concerto nazirock, fa parte della settimana di iniziative promossa dall’insieme della galassia nera di Milano, da Forza Nuova a Casa Pound, passando per gli Hammerskin e Azione Giovani. Cioè, fa parte di quella serie di iniziative che prevedeva anche il provocatorio concerto-raduno nazifascista del 24 aprile, spostato poi al 2 maggio, in seguito alle proteste.
Chiediamo pertanto a Comune e Provincia di chiarire immediatamente se quel patrocinio è stato effettivamente concesso, come affermano i neofascisti. E, in caso affermativo, riteniamo doveroso revocare immediatamente la copertura istituzionale a questi raduni.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
qui sotto puoi scaricare il citato materiale di propaganda
 

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