Blog di Luciano Muhlbauer
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Il 5 marzo scorso è stata emessa la sentenza d’appello sui fatti avvenuti nella caserma di Bolzaneto a fine luglio 2001, durante la contestazione del G8 di Genova.
Bolzaneto, insieme alla Diaz e all’omicidio di Carlo Giuliani, è diventato uno dei simboli della violenza poliziesca e della sospensione dello stato di diritto che aveva caratterizzato Genova nei giorni 20 e 21 luglio 2001.
La sentenza della Corte d’Appello di Genova è sicuramente una notizia in parte positiva, perché riforma la sentenza di primo grado, che aveva assolto la maggior parte degli imputati, pur riconoscendo che nella caserma erano avvenuti degli abusi e delle violenze. Infatti, la sentenza d’appello ha accolto la tesi accusatoria e dichiarato “responsabili” tutti i 44 agenti e funzionari imputati (il 45esimo era nel frattempo deceduto), compreso, per prima volta, un ufficiale dell’Arma dei Carabinieri.
È stato quindi finalmente riconosciuto in un’aula di tribunale quanto denunciato sin dal primissimo minuto dal movimento. Cioè, a Bolzaneto la democrazia era stata sospesa ed è stata praticata la violenza e la tortura contro i fermati.
Tuttavia, in galera non ci andrà praticamente nessuno, anche se dovranno risarcire le parti civili, perché la maggior parte di quelli ritenuti “responsabili” –cioè, colpevoli- si è vista prosciogliere per avvenuta prescrizione.
Insomma, sono colpevoli, le denunce dei manifestanti fermati e del movimento erano fondate e veritiere, mentre le parole dei Ministri degli Interni erano false. Chissà se la certezza dell’avvenuta prescrizione ha contribuito a che i giudici potessero giudicare con maggiore autonomia...?
Insomma, tutti colpevoli e tutti liberi. E, soprattutto, stiamo ancora aspettando che qualche giudice trovi il coraggio di far rispondere i veri responsabili delle violenze di Genova, cioè i mandanti, che allora occupano poltrone di Ministri e facevano i capi della Polizia di Stato.
Comunque sia, se volete approfondire ulteriormente la vicenda processuale di Bolzaneto e tutti i processi legati al G8 del 2001 andate su www.processig8.org. Su quel sito potete scaricare anche il dispositivo della sentenza.
 
 
Sabato 20 gennaio si tengono a Milano e dintorni diverse iniziative, che riteniamo siano importanti e alle quali vi invitiamo a partecipare. Magari non sarà possibile essere dappertutto, ma sceglietene almeno ad una. In fondo, pur nella loro diversità, esprimono tutte la stessa voglia di cambiamento.
Ma andiamo in ordine di orario (come indicato dagli organizzatori):
 
SAMEDI GRAS – dove tutti sono milanesi tranne i razzisti: appuntamento alle ore 14.30, in piazza Duca d’Aosta (stazione Centrale). Un carnevale antirazzista, perché milanesi si diventa e non si nasce, con carri, musica, danze ecc.
Per info vai su  www.milanomovida.tk/
 
TANTI POPOLI UN'UNICA LOTTA - per la libertà, l'indipendenza e l'autodeterminazione dei popoli: corteo, appuntamento alle ore 15.00, in piazza Cordusio, organizzato dalla rete nazionale Euskal Herriaren Lagunak - amici e amiche del Paese Basco, insieme alla Comunità Curda della Lombardia, alla Comunità Palestinese di Milano e all’Associazione Nuova Colombia.
 
PRESIDIO MAFLOW – assemblea generale dei delegati e dei lavoratori delle aziende in lotta e musica solidale: assemblea dalle ore 18.00, al termine panino con salamella e dalle ore 22.00 musica solidale. Il tutto presso il presidio degli operai della Maflow, via Boccaccio 1, Trezzano S/N.
 
 
Questa mattina la Corte Popolare Occupata di Nerviano (MI) è stata sgomberata dalle forze dell’ordine. L’occupazione era iniziata il 29 gennaio scorso, su un’area ex-industriale abbandonata e in stato di degrado la lunghi anni. E sulla quale, peraltro, esistono numerosi punti interrogativi rispetto alle bonifiche mai fatte, cioè sulle condizioni reali del sottosuolo.
I ragazzi e le ragazze del Collettivo Oltre il Ponte di Nerviano avevano deciso di occupare dopo lunghi mesi di tentativi di dialogo con il Sindaco, Cozzi, in quota Pd. Ma oltre le parole e gli impegni generici su un futuro spazio sociale per i giovani, che a Nerviano non c’è, non è mai accaduto nulla.
I ragazzi hanno dunque fatto bene, pensiamo. Male, riteniamo, abbia invece fatto il Sindaco, principale sponsor dello sgombero forzato.
Comunque, a Nerviano non si fermeranno, ci fanno sapere, e la battaglia per uno spazio sociale aperto ai giovani continuerà. L’aveva peraltro dimostrato anche il corteo di centinaia di persone che sabato scorso aveva attraversato Nerviano.
Ci sono già due appuntamenti per oggi martedì 9 febbraio:
alle 18.30: presidio di protesta davanti al Comune di Nerviano, in piazza Manzoni
alle 21.30: assemblea in Fornace (Rho, via S. Martino 20) sullo sgombero di oggi e sulla risposta da dare nei prossimi giorni.
 
 
Oggi pomeriggio, alle ore 17.00, saremo presenti al presidio in piazza della Scala, convocato dalla Cascina Autogestita Torchiera, per protestare contro la decisione del Comune di Milano di mettere all’asta lo storico edificio.
La decisione del Consiglio comunale, assunta nella seduta di martedì scorso, di confermare la vendita ai privati della Cascina Torchiera, è un atto politico miope e detestabile. E lo è non soltanto perché ripropone lo stanco cliché della guerra del Comune contro i centri sociali, ma anche perché rappresenta la rinuncia, in nome degli affari di Expo 2015, a salvaguardare e riqualificare una cascina risalente al XIV secolo, mantenuta viva solo grazie all’impegno dei ragazzi e delle ragazze che la occupano.
Ovviamente, neanche gli spazi sociali che sono stati stralciati dal piano di vendita, come il Conchetta o il circolo anarchico Ponte della Ghisolfa, o l’Arci Bellezza, possono dormire sonni tranquilli. Per ora non saranno ceduti ai privati, che peraltro erano, comprensibilmente, poco smaniosi di farsi carico dei conflitti scatenati dall’amministrazione comunale. Ma questo non significa certo che saranno lasciati in pace o che a Palazzo Marino abbiano optato improvvisamente per la via del dialogo.
Aver lasciato nel piano di vendita un unico spazio sociale, equivale ad indicarlo come bersaglio primo della lista, insomma. E averlo fatto proprio con il Torchiera, che si trova a due passi dal covo neofascista di Cuore Nero - che invece né Sindaco, né Vicesindaco sembrano voler mandare via -, rende il tutto ancora più inquietante.
Sgomberare il Torchiera, cacciare via le molte attività culturali – e anche politiche, certo: siamo in democrazia - che vi si svolgono, fare a pezzi la storica cascina, ci pare un’immensa idiozia, di cui Milano non ha bisogno.
Ecco perché dichiariamo sin d’ora che sosterremo tutte le iniziative volte ad impedire la svendita, lo sgombero e lo smantellamento di un patrimonio della città, qual è la Cascina Torchiera. Pensiamo, anzi, che vada costruita un ampia e plurale iniziativa cittadina, per garantire che il Torchiera possa continuare a vivere e a produrre attività.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
 
La mozione del Pdl, approvata oggi a maggioranza dal Consiglio regionale, sui fatti accaduti nella libreria Cusl in Università Statale a Milano all’inizio di ottobre, che il 13 novembre scorso avevano portato all’arresto di cinque studenti è un errore politico e non contribuisce certo all’allentamento delle troppe tensioni accumulate in università e nelle scuole superiori.
Beninteso, riteniamo assolutamente legittimo e comprensibile che una parte politica, in questo caso Comunione e Liberazione, porti anche nelle sedi istituzionali il sostegno alle proprie strutture, in questo caso la Cusl. Pensiamo però che un movimento politico che esprime la massima carica elettiva ed istituzionale in Lombardia non possa limitarsi a gridare, ma che abbia anche la responsabilità di contribuire a calmare le acque.
Oggi purtroppo è stata scelta un’altra strada, peraltro molto ipocrita, visto che poco prima, quando si discuteva la nostra mozione sulla grave situazione occupazionale dell’Agile/Eutelia, il Vicepresidente Rossoni, anch’egli di Cl, ci aveva chiesto - ottenendolo - che si togliesse dalla mozione ogni riferimento all’aggressione squadrista subita dai lavoratori a Roma il 10 novembre scorso. La ragione? Non si poteva entrare nel merito di fatti che il giudice deve ancora accertare.
Nel caso della vicenda della Cusl, invece, ogni prudenza è sparita e la mozione ha persino già anticipato la sentenza di condanna, togliendo ai cinque ragazzi in stato di arresto finanche la qualifica di studenti.
Insomma, oggi poteva essere un’occasione per dare anche un segnale di responsabilità, che significa anzitutto riportare le cose alle loro reali dimensioni, cioè al non pagamento di 800 fotocopie come ritorsione politica, con annessa zuffa tra studenti.
Non dovrebbe succedere? Giusto. Ma ben altra cosa è mettere agli arresti cinque studenti per “rapina aggravata”.
Per questo oggi abbiamo chiesto ai consiglieri di Cl di modificare la loro mozione, dando anche un segnale per la fine delle pesanti e sproporzionate misure cautelari nei confronti dei 5 studenti. La riposta è stata “no” e quindi noi abbiamo votato contro.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
 
Bene ha fatto il giudice a disporre l’immediata scarcerazione dei due studenti arrestati ieri, ora auspichiamo che anche gli altri cinque studenti, arrestati venerdì scorso e tuttora sottoposti a pesanti misure cautelari, possano essere liberati nel più breve tempo possibile.
Riteniamo assolutamente necessario che dalle istituzioni venga un serio e trasparente segnale di distensione, che chiarisca che essere in disaccordo con la Riforma Gelmini o con le scelte sulle scuole civiche del Comune di Milano non costituisce né un reato, né un aggravante, bensì un legittimo esercizio delle libertà democratiche.
Troppi atti repressivi, peraltro palesemente sproporzionati, si sono succeduti in breve tempo a Milano. Prima l’annuncio di una sorta di maxi-processo per le proteste dell’Onda, poi i fatti di questi ultimi giorni: venerdì scorso l’arresto in pompa magna di cinque studenti universitari perché non hanno pagato alcune centinaia di fotocopie nella libereria Cusl della Statale –con annesso parapiglia con gli studenti di Comunione e Liberazione-, sabato mattina lo sgombero in tempo record del liceo serale “Gandhi”, occupato per chiedere una cosa eversiva come il rispetto dell’ordinanza del Tar (!) e, infine, le botte e gli arresti di ieri contro gli studenti medi.
Insomma, è netta l’impressione che le ultime scelte dei responsabili dell’ordine pubblico nei confronti delle proteste degli studenti, siano ispirate da pressioni di carattere politico, provenienti forse da Roma o forse da Palazzo Marino oppure da tutte e due, che preferiscono vedere schierati scudi e manganelli, piuttosto che confrontarsi con le richieste degli studenti.
Tutto questo è però inaccettabile, fuoriesce dalla normale dialettica politica ed è in fin dei conti un gioco pericoloso, poiché finisce per costruire un clima di tensione che non porta nulla di buono. Ecco perché chiediamo che ci sia urgentemente un segnale tangibile di distensione, a partire dalla scarcerazione dei cinque arrestati di venerdì e dal rispetto della sentenza del Tar per il liceo serale “Gandhi”.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
 
Nell’operazione di polizia che stamattina a Milano ha portato all’arresto di cinque studenti universitari colpisce e preoccupa la sproporzione tra i mezzi impiegati, degni di un blitz antimafia, e i fatti effettivamente contestati, cioè di non aver pagato qualche centinaio di fotocopie.
Una sproporzione talmente manifesta da trarre in inganno anche i solitamente meglio informati De Corato e Boni, che nei loro comunicati di giubilo hanno scambiato l’odierna operazione di polizia con lo sgombero di un centro sociale. Infatti, come spiegare altrimenti la mobilitazione di circa 90 agenti di polizia e carabinieri in assetto di guerra?
L’accusa, che ha portato quattro studenti agli arresti domiciliari e un quinto a San Vittore, pare essere di “rapina” e “lesioni”, ma i fatti a cui si riferisce sono molto meno altisonanti e soprattutto sono avvenuti nel corso di una contestazione di carattere politico.
Secondo quanto siamo riusciti a ricostruire, all’inizio di ottobre, nel corso delle proteste contro le sospensioni di alcuni studenti dell’Onda, un gruppo di universitari ha deciso di fotocopiare i propri volantini di denuncia (circa due risme di carta) nella libreria gestita dalla Cusl all’interno della Statale, rifiutandosi apertamente di pagarle in segno di protesta contro l’atteggiamento favorevole alle sospensioni da parte del gruppo politico che gestisce la Cusl, cioè “Obiettivo Studenti” (area Comunione e Liberazione). Ovviamente, ne è nato un parapiglia, dove magari è volato pure qualche schiaffone.
Certo, tutto questo può piacere o non piacere, ma da qui all’accusa di rapina aggravata e a una sorta di replica degli arresti di Totò Riina ce ne corre.
A noi pare che l’operazione di stamattina non trovi giustificazione nella mera applicazione della legge e nella tutela dell’ordine pubblico, bensì che ci sia di mezzo la politica. Cioè quella insana e pericolosa tendenza che vuole ridurre tutti i fenomeni di dissenso e ogni conflitto sociale ad un problema di ordine di pubblico, da schiacciare con la forza.
Ci dispiace, ma altre spiegazioni razionali non ne troviamo. Né per l’operazione di questa mattina, né per l’annunciato maxi-processo contro decine di studenti dell’Onda, colpevoli di reati gravissimi, quali blocco stradale o manifestazione non autorizzata.
E ci permettiamo di esprimere tutta la nostra preoccupazione, perché continuare sulla strada della criminalizzazione della protesta studentesca è un errore madornale.
 
P.S. Ironia della sorte, gli studenti di stamattina non potranno nemmeno beneficiare del “processo breve”, visto che il reato a loro contestato ne sarebbe escluso. In altre parole, se sei Silvio Berlusconi oppure se hai fatto fallire Parmalat, rovinando migliaia di persone, allora amici come prima, ma se invece non hai pagato qualche centinaia di fotocopie a Cl, allora per te ci sono la galera e il processo infinto.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
 
Domani sera, dalle ore 18.00 in poi, si terrà in piazza Duomo, a Milano, un “Halloween Party”, organizzato da Milano Movida. Una maniera per riappropriarsi degli spazi pubblici, che gli amministratori di Milano vorrebbero tutti chiusi. De Corato, il vice del sindaco, sebbene sia l’involontario ispiratore dell’iniziativa, non l’ha presa bene e ha diffuso l’ennesimo comunicato fotocopia di insulti e minacce.
Qui di seguito puoi leggere il nostro comunicato di riposta al vice.
Comunque, l’iniziativa è ovviamente confermata e se siete in zona, alle 18.00 fate un salto.
 
HALLOWEEN: DE CORATO NON TRASFORMI PIAZZA DUOMO IN UN CAMPO DI BATTAGLIA
 
Invitiamo il vicesindaco De Corato a non trasformare domani sera piazza Duomo in un campo di battaglia, quando molte centinaia di giovani vi confluiranno per l’Halloween Party, organizzato dalla rete Milano Movida.
Infatti, leggendo le sue bellicose dichiarazioni di oggi, ci viene il dubbio che De Corato non voglia riproporci l’ennesima noiosa puntata della sua guerra privata contro quei giovani che non la pensano come lui.
E poi, Milano Movida, in fondo, non sta facendo altro che raccogliere una proposta dello stesso De Corato, che non troppo tempo fa aveva indicato l’area tra Duomo e Cordusio come il luogo ideale per movide, botellón, ritrovi eccetera, poiché zona non residenziale.
Certo, i molti ragazzi e ragazze che animano realtà come Milano Movida o i Corsari, per limitarci a quelli citati da De Corato, non sono propriamente ben disposti nei confronti del vicesindaco. Comprensibilmente, peraltro, visto che chi semina vento, difficilmente potrà raccogliere cose diverse dalla tempesta.
Ma questa è un’altra storia e dovrebbe far parte della normale dialettica politica, se non fosse che da anni De Corato usa il suo ruolo istituzionale per muovere guerra ai suoi nemici politici. E questo è inaccettabile.
Con l’“halloween party” di domani, invece, si pone un altro problema, e cioè: dove cavolo dovrebbero andare i giovani – e meno giovani - milanesi, visto che nelle pubbliche vie e piazze non ci possono stare, secondo De Corato e Moratti? Devono stare tutti chiusi nei locali a consumare? Magari su quei carissimi barconi-bar del Naviglio, abusivi da 15 anni e debitori del Comune, senza meritare per questo nemmeno un comunicato stampa del vice? Ma per favore!
Auspichiamo, pertanto, che dalle parti di Palazzo Marino prevalga il buon senso e che i milanesi domani in piazza Duomo trovino soltanto allegria e musica, non inutili, inopportuni e grotteschi schieramenti di reparti antisommossa.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
 
L’assoluzione del Prefetto De Gennaro, capo della polizia e massimo responsabile di piazza all’epoca del G8 di Genova, chiude anche simbolicamente il cerchio della grande operazione di autoassoluzione da parte dello Stato e stabilisce il principio dell’impunità per i responsabili delle violenze e delle violazioni del diritto del 2001.
Un’autoassoluzione che nel complesso racconta una storia insostenibile e priva di credibilità, secondo la quale i vertici delle forze dell’ordine sarebbero completamente estranei alle numerose, documentate e gravi violenze contro i manifestanti. Nulla avrebbero saputo, nulla avrebbero deciso e il massacro di persone inermi alla Diaz, i successivi depistaggi e bugie di Stato, le sevizie e le torture nella caserma di Bolzaneto, i pestaggi nelle strade, l’omicidio di Carlo Giuliani e così via, sarebbero semplicemente riconducibili agli “eccessi” di qualche subalterno.
L’odierna assoluzione di De Gennaro non è una buona notizia. Chi lo dice si rende complice delle violenze del 2001, dell’impunità di oggi e di quello che potrà succedere domani.
Questa assoluzione è una cattiva notizia, che non fa bene nemmeno alla Polizia di stato, perché l’impunità dei capi che violano i principi dello stato di diritto indebolisce i poliziotti che pensano che le forze dell’ordine dovrebbero essere al servizio della legge e dei cittadini, non di qualche personaggio o partito.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
 
Il 1° luglio le forze dell’ordine hanno sgomberato l’ex-cinema Apollo di Monza, occupato alcuni giorni prima dagli attivisti del Foa Boccacccio. Era una spazio abbandonato da tempo e lasciato all’incuria e il Sindaco di Monza, il leghista Mariani, aveva persino dichiarato in Consiglio comunale che intendeva dialogare con gli occupanti. Eppure, lo sgombero è arrivato lo stesso, in tempo record e nei soliti modi. Neanche una parola, ovviamente, sul degrado a cui è stato così riconsegnato l’ex-cinema Apollo oppure sulla mancanza di spazi sociali a Monza. Anzi, il deputato monzese della Lega, Grimoldi, non ha trovato di meglio che esclamare che “i Comuni devono essere quanto mai intransigenti nei confronti di chi rappresenta per le nostre comunità un elemento di disturbo e disordine sociale”. Cioè, per tradurlo in italiano corrente, nei confronti di chi non la pensa come loro...
Sabato 11 luglio, alle ore 15.00, con partenza da  p.zza Castello (retro Stazione FS di Monza) a Monza, si terrà una manifestazione cittadina in protesta contro lo sgombero e per uno spazio sociale a Monza.
Pensiamo sia utile e importante esserci e sostenere la battaglia dei ragazzi del Boccaccio.
Qui di seguito riproduciamo l’appello per la manifestazione, con le coordinate per aderirvi:
 
 
MANIFESTAZIONE CONTRO LO SGOMBERO DEL BOCCACCIO, PER UNO SPAZIO SOCIALE A MONZA 
 
Sabato 11 luglio, ore 15.00, p.zza Castello (retro Stazione FS di Monza), Monza
 
Sabato 27 giugno abbiamo riaperto alla cittadinanza l’ex Apollo di via Lecco. Con questo atto ritrovavano casa, dopo un anno, i mille progetti della FOA BOCCACCIO. Musica, cinema, teatro, politica e cultura dal basso avrebbero riempito uno spazio in disuso, uno dei tanti presenti in città. Dopo pochi giorni di occupazione, mercoledì 1 luglio, l’intervento violento della forze dell’ordine sgomberava lo stabile. Successivamente, il corteo spontaneo di protesta della FOA BOCCACCIO veniva ripetutamente caricato a suon di manganellate da Polizia e Carabinieri. Manifestanti a viso scoperto e senza alcun tipo di protezione o arma di offesa venivano ripetutamente colpiti.
Questa è stata la risposta delle istituzioni alla nascita di uno spazio sociale in città: chi governa Monza da tempo ha dichiarato guerra agli spazi di aggregazione con ordinanze e divieti, quando poi si parla di spazi sociali autogestiti subentra anche l’intervento violento degli uomini in divisa. Questa grave situazione ha tramutato Monza in una città dormitorio, assolutamente incapace di sviluppare politiche rivolte ai giovani ed in generale politiche sociali e culturali in grado di soddisfare le esigenze della cittadinanza.
La rinascita della FOA BOCCACCIO, all’interno di uno dei tanti spazi disponibili in città che possono ospitarne le attività, costituiva una valida risposta a questo clima di appiattimento culturale e di mancanza di prospettive. Lo sgombero costituisce quindi un atto gravissimo di repressione nei confronti di chi ha deciso, ormai da sette anni a questa parte, di impegnarsi perché a Monza esista uno spazio libero dove costruire progetti di socialità e aggregazione svincolati da logiche di profitto e basati su valori fondanti quali antifascismo e antirazzismo. Abbiamo deciso di investire tempo ed energie per fare della cultura uno strumento di crescita e di analisi del mondo circostante: questo è chiaro se si considerano le centinaia di iniziative organizzate in questi sette anni. Cultura significa approfondimento e per questo fa paura a chi ci governa, che preferisce affrontare la realtà servendoci un bel pacchetto sicurezza, insieme di leggi liberticide e securitarie.
Abbiamo ricevuto tantissimi attestati di solidarietà che condannano l’operato di chi ci ha voluto sgomberare e siamo decisi a rilanciare sin da subito il percorso che ci porterà ad aprire un nuovo spazio sociale a Monza. Questo è il senso del corteo di sabato: rivendicare con forza la necessità di uno spazio autogestito a Monza e protestare contro lo sgombero. Per quanto ci riguarda è “illegale” che esistano in città decine di aree in disuso piuttosto che occuparne una provando a restituirla ad uso sociale.
Crediamo quindi necessario scendere in piazza contro lo sgombero e contro le politiche di questa Giunta, che hanno creato un clima soffocante in città, non solo nei confronti del Boccaccio, ma anche di tutti i giovani monzesi. Il Sindaco ha recentemente aperto le porte di un dialogo: chiediamo che sia reale e concreto, e non una farsa come il confronto che abbiamo avuto un anno fa con il suo assessore Sassoli, prima dello sgombero della sede di via Boccaccio 6.
Scendiamo in piazza per dimostrare che centinaia di ragazzi e ragazze aspettano il BOCCACCIO e che l’ex cinema Apollo è lo spazio adatto per il nostro progetto: noi vogliamo aprire una vertenza pubblica riguardante lo stabile da anni bloccato in uno stato di abbandono. Uno spazio nato per essere polo culturale, ora chiuso, sottratto al pubblico utilizzo. Lì dentro vogliamo dare vita ai nostri progetti, interagendo con un quartiere che ha dimostrato di non voler vedere quello stabile abbattuto per lasciare spazio a nuovi palazzi.
Scendiamo in piazza in solidarietà con tutte le altre realtà autogestite che sono in lotta, con tutti i collettivi in cerca di spazi di agibilità nella metropoli milanese (e non solo), perché ciò che accade a Monza è specchio di un contesto più ampio di attacco a chi promuove valori alternativi a quelli della Destra al governo.
Scendiamo quindi in piazza anche in solidarietà con tutti gli arrestati nel corso dell’operazione repressiva degli ultimi giorni di avvicinamento al G8 dell’Aquila: gli arrestati per gli scontri al G8 di Torino, 21 studenti che si sono messi in gioco contro un modello universitario sempre più inaccettabile e tutti i manifestanti fermati nel corso della giornata di mobilitazione a Roma (martedì 7). La loro lotta è anche la nostra.
Per tutti questi motivi invitiamo le realtà autogestite, i collettivi, le associazioni, gli artisti, le forze politiche ed i singoli a partecipare al corteo di sabato 11, per sostenere la lotta del BOCCACCIO, la sua storia ed i suoi contenuti ed in generale la lotta di tutti gli spazi autogestiti che quotidianamente sono sotto attacco.
 
Per info e adesioni boccaccio@autistici.org
 
FOA BOCCACCIO 003
 
 
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