Blog di Luciano Muhlbauer
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Questa mattina alle ore 8.00 i primi 12 operai dell’Innse hanno ripreso il lavoro nella fabbrica di via Rubattino. Una buona notizia, ma c’è voluta un’altra giornata di tensione, trascinatasi fino alla mezzanotte di ieri, prima di avere la certezza che effettivamente stamattina si ricominciasse a lavorare.
Infatti, secondo gli accordi del 30 settembre scorso, ieri era la giornata in cui la nuova proprietà dell’Innse, cioè il gruppo Camozzi, doveva procedere alla formale assunzione di 48 operai (il primo era già stato assunto il 1° ottobre) ed entrare definitivamente in possesso dei macchinari dello stabilimento. Così era stato concordato in Prefettura il 30 settembre scorso e tutto sembrava soltanto una formalità, ma il solito Genta non ha rinunciata nemmeno ieri alla sua tracotanza e ha tentato ancora una volta ad alzare il prezzo. Sullo sfondo, tra l’altro, il suo debito con gli operai. Ma di questo sentiremo parlare ancora. Per ora godiamoci questo momento di ritorno alla vita dello stabilimento di via Rubattino.
 
 
Il contratto separato firmato oggi da Fim e Uilm con Federmeccanica è deprecabile, non soltanto per la sua carica antidemocratica, nel metodo e nel merito, ma anche per gli effetti deleteri che rischia di produrre sulle numerose crisi aziendali in atto. In altre parole, l’accordo separato rappresenta un vero e proprio attentato alla resistenza dei lavoratori di fronte alla crisi.
Il settore metalmeccanico e informatico è oggi tra quelli più colpiti. È così in Italia ed è così in particolare in Lombardia. Lunghissimo è l’elenco di crisi e vertenze (TenarisDalmine, Metalli Preziosi, Lares, Eutelia, Nokia-Siemens, ecc. ecc.), dove la tenuta dei lavoratori e della speranza di salvaguardare attività produttive e occupazione sono appesi anche alla capacità di stare uniti. Inserire dall’alto divisioni così dirompenti e violente, rischia di produrre confusione e fratture in un momento molto delicato e dunque di favorire l’erosione di posti di lavoro.
Non ci sorprende che la parte padronale, cioè Federmeccanica, voglia giocare fino in fondo al tanto peggio tanto meglio, ma che i vertici di Fim e Uilm non siano stati capaci di anteporre gli interessi dei lavoratori a quelli della propria bottega, nemmeno nel momento più duro della crisi, ci amareggia profondamente e carica quei dirigenti sindacali di una responsabilità immane.
C’è un unico modo per uscire da questa situazione e per non compromettere le lotte per i posti di lavoro: la parola va restituita agli unici titolati a decidere sul contratto, cioè ai lavoratori e alle lavoratrici. Insomma, si faccia subito un referendum sul contratto.
Da parte nostra, comunque, rafforzeremo la vicinanza alle maestranze delle aziende in crisi e cercheremo di dare un contributo, per quanto possiamo, perché questo sciagurato accordo separato non si traduca in uno sgretolamento delle lotte di resistenza, come evidentemente auspica Federmeccanica e non solo.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
 
Nello stabilimento della Manuli di Asccoli Piceno sono in cassa integrazione in 375. Di fronte alla crisi, la proprietà, il gruppo Manuli Rubber Industries, ha deciso che la cosa migliore da fare è delocalizzare altrove la produzione, dove i salari sono più bassi e le regole più labili, infischiandosi allegramente del fatto di aver percepito consistenti contributi pubblici per lo stabilimento ascolano.
Ma gli operai della Manuli non ci stanno. Da oltre due mesi, cioè dal 3 agosto scorso, stanno presidiando la fabbrica. E ieri sera hanno deciso di venire a Milano, dove si trova la sede centrale del gruppo. Così, 24 di loro hanno preso un pullman e stamattina alle 8.30 sono sbarcati a Milano, davanti alla direzione della Manuli Rubber Industries, in Piazza della Repubblica 14.
In questo momento stanno presidiando l’ingresso e hanno chiesto un incontro con la direzione. Non se ne andranno prima di essere stati ricevuti ed ascoltati.
Da parte nostra esprimiamo la nostra totale solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici della Manuli.
Gli operai invitano la stampa a passare al presidio.
Guarda anche il blog degli operai della Manuli di Ascoli Piceno:  http://www.presidiomanuli.net/
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
 
I 24 operai della Manuli di Ascoli Piceno hanno ripreso la via di casa alle 14, dopo essere stati ricevuti in Prefettura.
Dalle 8.30 di stamattina hanno presidiato la sede centrale della Manuli Rubber Industries di Milano, in piazza della Repubblica, dove tre di loro si sono anche incatenati. Volevano semplicemente un incontro con qualche dirigente, ma la proprietà non li ha ritenuti degni di incontrare nemmeno un usciere. Insomma, si è categoricamente rifiutata di parlare con i suoi operai.
Alla fine è stata la Prefettura a ricevere due delegati sindacali ascolani, alla presenza del sottoscritto, assumendosi l’impegno di trasmettere al Ministero una relazione sull’accaduto e sulla situazione aziendale esposta dai lavoratori. È poco, anzi è quasi niente, ma almeno il Prefetto ha mostrato di possedere ancora un po’ di senso di civiltà.
Quello dell’azienda, invece, è un comportamento indecente, che fa il paio con la scelta di chiudere la produzione ad Ascoli, per trasferirla in paesi dove i salari sono più miseri e i profitti più facili, gettando sul lastrico centinaia di lavoratori e lavoratrici con età media intorno ai 35 anni. Cioè quasi tutti con bambini ancora piccoli e un mutuo da pagare, su un territorio duramente colpito dalla crisi e senza alternative occupazionali.
I 375 operai della Manuli, in cassa integrazione, presidiano la fabbrica dal 3 agosto scorso. Non intendono arrendersi, non soltanto perché non hanno altra scelta, ma anche perché non capiscono proprio, e giustamente, come sia possibile che un’azienda con i bilanci in attivo e che dalla Cassa del Mezzogiorno in poi ha beneficiato di lauti sostegni pubblici, possa oggi tranquillamente levare le tende e scaricare tutti i costi sui lavoratori e sul territorio.
Ieri sera, al presidio della Manuli di Ascoli Piceno, avevano deciso che dovevano farsi sentire anche a Milano, che la direzione doveva ascoltarli. Così, 24 di loro, a nome di tutti e tutte e con il consenso dei sindacati (Sdl, Cgil, Cisl, Uil, Ugl), hanno preso un pullman per Milano, viaggiando tutta la notte. Qui sono stati accolti dall’arroganza della proprietà, ma forse qualcuno in più, in giro per l’Italia, ora conosce la loro vicenda e noi sicuramente non li dimenticheremo.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
 
Esprimiamo la nostra solidarietà ai quasi 1.200 lavoratori e lavoratrici destinatari della procedura di mobilità, cioè dell’avviso di licenziamento, da parte della società Agile Srl. In particolare, esprimiamo il nostro pieno sostegno ai lavoratori di Pregnana Milanese, una delle sedi più colpite (237 esuberi su un totale di 430 dipendenti), che già stamattina hanno manifestato di fronte alla Prefettura di Milano.
Con l’avvio della procedura di mobilità, comunicata nella giornata di ieri a 1.192 dipendenti su un totale di 1.880, il management di Agile Srl conferma definitivamente di essere un interlocutore totalmente inaffidabile, protagonista di un’operazione truffaldina che in nessun caso può e deve essere ulteriormente avallata dalle istituzioni.
Pertanto, riteniamo sia giunto il momento che il Governo nazionale si assuma la responsabilità di un intervento diretto e forte, compreso il ricorso all’amministrazione straordinaria, con il fine di trovare una soluzione imprenditoriale alternativa.
Per muoversi in questa direzione, anche il governo regionale lombardo ha il dovere di uscire dal suo immobilismo e farsi carico di concorrere, insieme al governo nazionale, a una soluzione che garantisca continuità produttiva ed occupazionale.
Continuare sulla strada finora perseguita porterebbe soltanto alla perdita insostenibile di un grande numero di posti di lavoro, nonché di un patrimonio professionale prezioso.
Agile Srl non è mai stata una società interessata a lavorare, nonostante disponga tuttora di numerosi appalti da parte della pubblica amministrazione. Anzi, è stata sin dall’inizio soltanto una “bad company”, formata con lo scopo di acquisire e smantellare le attività IT di Eutelia. Infatti, Agile Srl è una finzione, poiché è controllata al 100% dalla stessa Eutelia Spa, cioè dalla solita famiglia Landi, già inquisita per associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale e falso in bilancio per una cifra che secondo gli inquirenti è di circa 41 milioni di euro.
Non a caso, il primo atto di Agile Srl, una volta diventata la “nuova” proprietaria, era stato quello di sospendere l’erogazione degli stipendi ai lavoratori. E ieri era proprio il giorno in cui doveva pagare finalmente gli stipendi fermi a luglio. Invece sono arrivate le lettere di licenziamento. Ci pare che questi fatti spieghino meglio di ogni discorso perché occorre cambiare decisamente registro nei confronti di certi signori, che evidentemente pensano di poter agire in assoluta impunità.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
qui sotto puoi scaricare la comunicazione della procedura di mobilità con tutti i dettagli sede per sede
 

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La decisione del giudice del Tribunale di Roma di annullare il licenziamento del macchinista delle Fs, Dante De Angelis, e disporre il suo immediato reintegro, è un ottima notizia. E non solo per Dante, ma per chiunque abbia a cuore i diritti dei lavoratori e la sicurezza del trasporto ferroviario.
Con la sentenza del giudice del lavoro trova conferma anche in sede giudiziaria quello che la realtà dei fatti aveva già evidenziato. Cioè, che De Angelis ha ragione e i dirigenti delle Ferrovie dello Stato hanno torto marcio.
Anzi, non solo hanno torto, ma si sono comportati in maniera consapevolmente illegittima, per tentare di nascondere la verità e di “scoraggiare” altri lavoratori a denunciare i problemi di sicurezza. Infatti, De Angelis, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Rls), era stato licenziato un anno fa perché aveva denunciato i problemi di sicurezza dei treni Eurostar, poi purtroppo confermati dai fatti, venuti a galla con gli spezzamenti degli Etr 500.
De Angelis ha fatto il suo mestiere e per questo ha rischiato di perdere il lavoro. Chi invece non ha fatto il suo mestiere e siede tuttora al suo posto, come se niente fosse, è il management del gruppo Fs, compreso l’amministratore delegato, Mauro Moretti.
Con la sicurezza non si scherza, specie nei trasporti, e quanto avvenuto con il caso De Angelis è di una gravità inaudita, poiché sono stati gli stessi vertici delle Fs a spingere per il suo licenziamento. Ecco perché riteniamo doveroso che i responsabili di questo atto illegittimo si dimettano.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
 
Esprimiamo piena solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici dell’Alfa di Arese, che stamattina sono stati costretti a svolgere la propria assemblea sull’autostrada Milano-Laghi, per cercare di farsi ascoltare.
Il minacciato trasferimento a Torino di 231 operai Fiat rappresenta infatti un licenziamento appena camuffato e significherebbe smantellare l’idea stessa della storica fabbrica di Arese.
Formigoni ha una responsabilità politica e personale in quanto sta accadendo, avendo per anni reiterato promesse di intervento mai mantenute.
Ricordiamo benissimo come si fece bello con i progetti di riqualificazione e rilancio e con il battage sul motore all’idrogeno nella campagna elettorale per le regionali del 2005.
Ora assuma fino in fondo le sue responsabilità e mobiliti il peso politico e istituzionale della Regione per impedire che si perda un altro pezzo importante del tessuto produttivo lombardo.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
 
Stanotte i lavoratori e le lavoratrici della Agile Srl (ex-Eutelia) hanno occupato la sede di Pregnana Milanese, una delle più colpite dai licenziamenti annunciati dall’azienda il 22 ottobre scorso. Infatti, nella sola sede di Pregnana, gli esuberi sono 237 su un totale di 430 dipendenti.
Ci siamo recati questa mattina davanti all’azienda per portare il nostro sostegno ai lavoratori, costretti ad azioni eclatanti come i loro colleghi e colleghe di altre sedi, a partire da quella di Roma, perché questa sembra ormai l’unica maniera per strappare almeno un po’ di attenzione pubblica.
E non ci riferiamo soltanto allo spazio nei telegiornali e sulla carta stampata, ma anche e soprattutto alle istituzioni. Infatti, la vicenda dei 1.192 “esuberi” (su un totale di 1.880) annunciati dal gruppo Agile Srl è una storia che grida vendetta. Eppure, le istituzioni, compresa Regione Lombardia, sembrano incapaci di uscire dal loro immobilismo.
Questa storia grida vendetta perché si tratta di un gioco di scatole cinesi, il cui fine unico è la dismissione di quello che fu il settore IT (Information Technology) di Eutelia. Infatti, quest’ultima, cioè la pluri-inquisita famiglia Landi, cedette quattro mesi fa quel settore ad Agile Srl (controllata al 100% dalla stessa Eutelia), mediante una poco regolare cessione di ramo d’azienda. Contestualmente Agile fu assorbita dal gruppo Omega Spa e fu sospesa l’erogazione dello stipendio ai lavoratori.
Insomma, siamo di fronte alla costituzione truffaldina di un bad company, la cui missione è liquidare attività e lavoratori, nonostante ci sia un numero significativo di commesse della pubblica amministrazione, vale a dire altrettanto lavoro assicurato.
Regione Lombardia è a conoscenza della situazione da molto tempo, ma oltre alle parole non abbiamo visto nulla. Per questo chiediamo al Vicepresidente Rossoni, a capo della task force anticrisi, e all’assenteista Assessore all’Industria, La Russa, di venire a riferire in Aula consiliare martedì prossimo, in occasione della question time, per spiegare cosa è stato fatto e, soprattutto, cosa intendano fare ora, per impedire questi licenziamenti e la chiusura del sito produttivo di Pregnana.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
 
L'organizzazione dei metalmeccanici della Cisl ha mandato a tutti i consiglieri regionali lombardi un invito formale all'assemblea nazionale dei delegati di Fim e Uilm, che si terrà domani a Bergamo. L'iniziativa, come specifica l'invito, fa parte del percorso di consultazione "che si concluderà con il referendum degli iscritti a Fim e Uilm" sul contratto nazionale firmato dalle stesse organizzazioni con Federmeccanica il 15 ottobre scorso.
La buona educazione impone che a un invito si risponda. Ed è questo che intendiamo fare pubblicamente, chiarendo subito che non andremo a quell'assemblea e che, anzi, nel rispetto dei ruoli, rinnoviamo il nostro impegno perché l'ipotesi contrattuale proposta da Fim e Uilm venga giudicata e votata, mediante assemblee e referendum, da tutti i lavoratori e le lavoratrici del comparto metalmeccanico, iscritti e non iscritti ai sindacati.
In fondo, è quasi tautologico chiedere che i lavoratori, senza distinzioni, possano partecipare alle decisioni sul contratto, visto che vale per tutti. Ma, ahinoi, la democrazia non va molto di moda nel mondo del lavoro italiano.
Da parte nostra, diamo un giudizio fortemente negativo anche sul merito del contratto. Anzi, ricorrendo alla nostra passata esperienza sindacale, proprio non riusciamo a capire come si possa firmare un accordo tanto modesto sul piano economico, quanto devastante riguardo al modello di contrattazione e di welfare. Sembra quasi che Fim e Uilm si siano limitate a sottoscrivere la piattaforma di Federmeccanica.
Ma forse questa è soltanto una parte della verità. L'altra parte, forse quella prevalente, è che qualcuno ha deciso che il governo Berlusconi è il suo "governo amico" e che per scardinare ogni residua autonomia dei lavoratori occorre spezzare la resistenza della categoria più combattiva, quella dei metalmeccanici. Insomma, se passi qui, passi dappertutto.
Non stupisce dunque che la Fim si sia preoccupata di invitare alla sua assemblea più i politici, che i lavoratori. Noi, invece, pensiamo che a decidere sul loro contratto debbano essere i diretti interessati e nessun altro.
Sosteniamo dunque con forza tutte le iniziative di mobilitazione promosse dagli operai e dalle organizzazioni sindacali, sia da quelle di base, sia dalla Fiom, tese a riconsegnare ai lavoratori i loro diritti democratici, scippati dalle segreterie di Fim e Uilm e da Federmeccanica.
Pertanto, saremo sì a Bergamo domani, ma alla manifestazione indetta dalla Fiom contro il contratto separato.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
Domani mattina in Consiglio regionale, nel corso della question time, la Giunta risponderà alla nostra interrogazione urgente sull’Agile Srl (ex-Eutelia), con particolare riferimento alla sede di Pregnana Milanese, occupata dai lavoratori dal 4 novembre scorso.
L’interrogazione urgente – a firma dei consiglieri Muhlbauer (Prc), Squassina A. (Sd), Prina e Oriani (Pd), Storti (Ci-Mai), Fabrizio (C-S Lombardia), Saponaro (Verdi e Dem.), Squassina O. (S.Ual), Zamponi (Idv) - chiede al governo regionale di riferire in Aula sulle iniziative finora intraprese e su quelle che intende intraprendere “per evitare i licenziamenti e per garantire la continuità dell’attività produttiva a Pregnana Milanese”.
Infatti, la Giunta è a conoscenza della situazione di Agile-Eutelia sin dall’inizio, eppure non ci risulta siano state prese iniziative concrete di un qualche peso. Anzi, da quando, il 22 ottobre scorso, Agile aveva annunciato 1.192 licenziamenti, di cui 237 nella sola Pregnana (su un totale di 430 dipendenti), dal Pirellone è arrivato soltanto un’assordante silenzio.
Tutte le altre Regioni interessate da questa scandalosa vicenda, originata più dalle manovre truffaldine della proprietà che dalla crisi, hanno almeno fatto sentire la loro voce. Il governo lombardo, invece, non ha nemmeno trovato il tempo per esprimere una parola di solidarietà ai lavoratori di Pregnana.
Un atteggiamento incredibile e preoccupante, identico ad altri analoghi di queste settimane. Dal rifiuto di incontrare i sindacati sulla vicenda dell’Alfa di Arese, dicendo ai lavoratori di rivolgersi ai tavoli romani, fino alla sistematica diserzione da parte degli Assessori competenti degli incontri istituzionali sulle crisi aziendali, dove preferiscono mandare in loro vece dei funzionari regionali, che presenziano silenti e impotenti.
Per citare soltanto gli ultimi due casi in ordine di tempo, all’inizio di novembre gli Assessori Rossoni e La Russa hanno disertato l’incontro di Brescia sull’Ideal Standard e quello, convocato dal Ministero venerdì scorso a Milano, sulla minacciata delocalizzazione dei centri di ricerca della Nokia Siemens Network.
Chiediamo pertanto alla Giunta regionale di utilizzare la giornata di domani, che vedrà la presenza dei lavoratori delle aziende metalmeccaniche in crisi di Milano e provincia davanti al Pirellone, per chiarire in Consiglio regionale cosa intende fare di concreto contro la moria di attività produttive e di posti di lavoro, a partire dal caso dell’Agile di Pregnana Milanese.
 
Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer
 
qui sotto puoi scaricare il testo originale dell’interrogazione sull’Agile-Eutelia
 

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